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24
lug

Il computer che bluffa a poker

Written by David. Posted in Curiosita', Hi-Tech, Software, Varie

Ecco il computer che bluffaSi chiama Polaris e ha tutte le caratteristiche del perfetto giocatore di poker. Possiede un indiscutibile talento matematico, una memoria fenomenale e un volto inespressivo come un pezzo di plastica. Perché, in effetti, è un pezzo di plastica: un computer, per l’esattezza. Il primo in grado di bluffare. E che sfiderà Phil Laak e Ali Eslami, campioni canadesi di poker. La partita, che comincia questa notte, durerà due giorni.

Progettato dagli esperti di intelligenza artificiale dell’Università di Alberta del Canada, Polaris è stato creato con lo scopo di emulare la capacità di bluffare al gioco, propria degli umani. “Il programma – spiega il Dr. Schaeffer, che ne ha supervisionato lo sviluppo – sa che deve bluffare. Durante la partita, cercherà di giocare in modo tale da confondere le idee degli avversari sulle carte che possiede”.

Lo sviluppo di una caratteristica simile non è stato privo di difficoltà. Al contrario di quanto succede per altri tipi di giochi, infatti, progettare un’intelligenza artificiale in grado di giocare a poker è molto difficile. E questo a causa del numero elevato di decisioni da prendere ad ogni mano e la mancanza di informazioni che si possiedono sulle carte degli avversari.

Per questo, fino ad ora, il poker ha resistito al dominio dei computer. Tanto da spingere qualcuno a postulare l’esistenza di uno Human Touch, impossibile da replicare, senza il quale non è possibile giocare “correttamente”. La prova che, in fin dei conti, l’intelligenza dell’uomo è ancora in grado di battere i super computer.

Stasera, però, questa certezza potrebbe anche crollare. In palio, infatti, non ci sono solo i 50mila dollari di montepremi. C’è anche la possibilità che Polaris, con la sua innovativa capacità di bluffare, infranga il tabù della superiorità umana nel poker.

Gli sfidanti, però, si dicono tranquilli. “Non siamo nervosi. Tutti si aspettano la nostra vittoria”, scherza, o forse bluffa, Laak. “Non sarò capace di leggere l’espressione sul suo volto – aggiunge – ma neanche lui potrà. Ma non lo sottovaluto: so che è un giocatore fortissimo.”

Già. Perché Polaris, oltre al bluff, ha altre carte nella manica. “E’ in grado di memorizzare tutte le giocate fatte, e di individuire dei modelli di comportamento negli avversari”, spiega con orgoglio il professor Schaeffer. Ma, ammette, “credo che sia difficile che vinca la partita. Se dovesse perdere, però, non ci dispereremo. Si tratta solo di mettere a punto la sua capacità di mentire: si sa che nel poker, chi bluffa troppo o troppo poco è un cattivo giocatore. Dobbiamo solo trovare il giusto equilibrio”. Questione di tempo.

Fonte: www.repubblica.it

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