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Rassegna stampa e approfondimenti su Internet, ADSL e Telefonia
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Una buona notizia è che le offerte coprono tutti i 35 diritti d’uso (macroregionali e regionali), quindi è molto probabile ci saranno servizi WiMax capillari, in tutte le zone previste per la futura copertura. Il Ministero ha pubblicato anche l’elenco delle aziende che hanno presentato le offerte. Si apprende così che le più importanti arrivano da Telecom Italia, Ariaadsl, A. F. T., Elettronica Industriale (Mediaset), E-Via (Gruppo Retelit), Wind e Toto Costruzioni (AirOne), che stanno partecipando su più macro regioni. In particolare, Telecom, Ariadsl, A. F. T. ed Elettronica Industriale stanno gareggiando per tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud. Le offerte più consistenti in assoluto sono venute però da Toto Costruzioni, per le due licenze macroregionali relative al Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Emilia Romagna: 3,521 e 3,511 milioni di euro. In altre macroregioni, le offerte migliori sono invece sullo stesso livello, a volte con un solo euro di differenza. La fase dei rilanci stabilirà quale azienda si aggiudicherà in effetti la licenza per ciascuno dei 35 diritti d’uso. Per adesso è certo solo quali sono le aziende interessate alle singole zone in cui è stata divisa l’Italia. Potranno gareggiare, con i rilanci, solo nelle zone dove hanno presentato offerte ammesse nella prima fase. “La seconda fase durerà qualche giorno, ma dipende da quanto sarà accanita la gara, che sarà a rilanci multipli”, dicono dal Ministero delle Comunicazioni a Repubblica.it. “Da notare la presenza massiccia di piccoli soggetti, oltre che dei grandi operatori, e di aziende come Mediaset, che sta gareggiando per una copertura capillare da Nord a Sud”. Le licenze WiMax che ora sono all’asta permetteranno l’arrivo di offerte banda larga, per la casa e l’ufficio, nelle zone non raggiunte da Adsl. Prezzi e velocità , secondo l’esperienza degli altri Paesi europei (che già hanno offerte WiMax in commercio), sono simili a quelli delle Adsl. In Italia i primi servizi al pubblico dovrebbero arrivare nella seconda metà dell’anno. Fonte: www.repubblica.it |