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Rassegna stampa e approfondimenti su Internet, ADSL e Telefonia
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Giunto a questo punto, ormai preda dei propri istinti, il malcapitato esegue ciecamente l’istruzione e diventa in tal modo parte della grande famiglia di Koobface, altrimenti nota come botnet. Il malware, sistematosi comodo nel Pc, si attiva quindi per inviarsi ai contatti dell’utente ormai infetto, diffondendosi velocemente. L’arma migliore che un utente ha a disposizione per difendersi da Koobface è il proprio cervello; in mancanza di questo, un software di sicurezza aggiornato o l’uso di sistemi alternativi a Windows possono aiutare. Fonte: www.zeusnews.it |