Telecom Italia e Fastweb: il peggio è evitato
Telecom Italia e Fastweb hanno evitato il peggio, ed il peggio era identificabile fino a pochi giorni or sono nel commissariamento dei due gruppi. Le manovre effettuate sono state considerate sufficienti e, dopo un lungo tira e molla, la trattativa sembra aver premiato la buona volontà dei due gruppi e l’irremovibilità della Procura di Roma. Ne giovano le attività dei due gruppi, ne giovano quindi i valori in borsa e l’ottimismo degli investitori: Piazza Affari festeggia ed i titoli rimbalzano.
La manovra più impegnativa è stata quella conseguita da Fastweb, il gruppo probabilmente più esposto al problema emerso nei mesi scorsi in conseguenza della truffa milionaria registrata ai danni dello stato in relazione alle attività di Telecom Italia Sparkle. Fastweb ha evitato il commissariamento con quattro manovre. La prima è stata la rimozione dei responsabili legati al misfatto, con tanto di significative dimissioni del fondatore del gruppo Silvio Scaglia; la seconda è legata ad una fidejussione da 11 milioni di euro «a garanzia della retrocessione dei crediti IVA in contestazione e ciò al fine di consentirne il sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria» (una sorta di piccolo capitale allocato ad uso strumentale da parte della Procura al fine di garantire il gruppo per l’ammontare del danno contestato); la terza consta nello split dell’azienda con isolamento delle attività wholesale, una sorta di isolamento necessario a garanzia della Procura da una parte e del regolare svolgimento delle attività del gruppo dall’altra; la quarta è quella che sembra risultare determinante: l’autosospensione di Stefano Parisi, attuale amministratore delegato.
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Va all'asta sex.com base un milione di dollari
Ci sono tre lettere che valgono tantissimo: 14 milioni di dollari, per la precisione. E dal 10 marzo 2010 saranno di nuovo all’asta, prezzo di partenza un milione di dollari. E’ questo il nuovo capitolo della travagliata avventura di sex.com, di certo il dominio internet più conteso nella storia che però non ha portato fortuna ai proprietari. Nel 2006 è stato venduto a Escom con denaro in prestito, per 14 milioni di dollari. Il classico passo più lungo della gamba: Escom è fallita, non riuscendo a ripagare il prestito. Il dominio è stato pignorato, un po’ come succede con una casa o un televisore quando il compratore non riesce a saldare le rate. Dom Partners, che aveva prestato il denaro a Escom, adesso mettere in vendita il dominio per recuperare almeno parte di quell’investimento record. In questi tempi di crisi è difficile che l’asta possa avvicinarsi molto a quei 14 milioni. Sex.com resta però uno dei domini più desiderati. Anche se in questo momento è in sostanza vuoto di contenuti (c’è solo pubblicità), riceve comunque 120 mila visitatori al mese. Curiosi che cliccano su quelle tre famose lettere, inseguendo contenuti che è facile immaginare. Una volta finita l’asta, il nuovo proprietario certo cercherà di farne il nuovo centro per foto e video hard della rete.
Altra passione, altro dominio prezioso: pochi giorni fa poker.org è stato venduto per un milione di dollari, a PokerCompany.com. E’ la cifra record per un dominio .org (certo meno preziosi dei .com), segno che la febbre del poker online continua a crescere. La cifra più alta per un .org, in precedenza, era stata del resto “appena” 198 mila dollari, per web.engineering.org.
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