Ci sono tre lettere che valgono tantissimo: 14 milioni di dollari, per la precisione. E dal 10 marzo 2010 saranno di nuovo all’asta, prezzo di partenza un milione di dollari. E’ questo il nuovo capitolo della travagliata avventura di sex.com, di certo il dominio internet più conteso nella storia che però non ha portato fortuna ai proprietari. Nel 2006 è stato venduto a Escom con denaro in prestito, per 14 milioni di dollari. Il classico passo più lungo della gamba: Escom è fallita, non riuscendo a ripagare il prestito. Il dominio è stato pignorato, un po’ come succede con una casa o un televisore quando il compratore non riesce a saldare le rate. Dom Partners, che aveva prestato il denaro a Escom, adesso mettere in vendita il dominio per recuperare almeno parte di quell’investimento record. In questi tempi di crisi è difficile che l’asta possa avvicinarsi molto a quei 14 milioni. Sex.com resta però uno dei domini più desiderati. Anche se in questo momento è in sostanza vuoto di contenuti (c’è solo pubblicità), riceve comunque 120 mila visitatori al mese. Curiosi che cliccano su quelle tre famose lettere, inseguendo contenuti che è facile immaginare. Una volta finita l’asta, il nuovo proprietario certo cercherà di farne il nuovo centro per foto e video hard della rete.
Altra passione, altro dominio prezioso: pochi giorni fa poker.org è stato venduto per un milione di dollari, a PokerCompany.com. E’ la cifra record per un dominio .org (certo meno preziosi dei .com), segno che la febbre del poker online continua a crescere. La cifra più alta per un .org, in precedenza, era stata del resto “appena” 198 mila dollari, per web.engineering.org. continua…
Tag: domain sale, domini, sex.com, vendita domini
E’ un sistema ingegnoso quello ideato dai malintenzionati che tentano di sfruttare il successo di siti come ZDNet Asia e TorrenReactor per veicolare spam e altri contenuti potenzialmente più dannosi. La pratica consolidata di effettuare il caching delle ricerche sui rispettivi domini e sottoporle all’indicizzazione di Google ha infatti dato origine ad una minaccia per i navigatori che giungono sulle pagine dei due siti, minaccia che sussiste anche se i loro server non sono stati crackati.