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	<title>Match, Web Agency &#187; Microsoft</title>
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	<description>Rassegna stampa e approfondimenti su Internet, ADSL e Telefonia</description>
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		<title>File hosting, nuovo raid in Ucraina.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:58:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sequestrati 200 server del popolare cyberlocker dell&#8217;Est. L&#8217;inchiesta era partita negli Stati Uniti per volere di Microsoft e Adobe Systems. Ex.ua permetteva ai suoi utenti di caricare file fino a 50 gigabyte. In maniera gratuita Un&#8217;inchiesta durata sei mesi ha ora portato alla chiusura di Ex.ua, popolare piattaforma di file hosting in terra ucraina. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.match.it/wp-content/uploads/2012/02/74330_divieto_ralf.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2262" title="File hosting, nuovo raid in Ucraina." src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2012/02/74330_divieto_ralf-150x150.jpg" alt="File hosting, nuovo raid in Ucraina." width="150" height="150" /></a>Sequestrati 200 server del popolare cyberlocker dell&#8217;Est. L&#8217;inchiesta era partita negli Stati Uniti per volere di Microsoft e Adobe Systems. Ex.ua permetteva ai suoi utenti di caricare file fino a 50 gigabyte. In maniera gratuita</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;inchiesta durata sei mesi ha ora portato alla chiusura di Ex.ua, popolare piattaforma di file hosting in terra ucraina. Un servizio da milioni di visitatori al mese, già segnalato dall&#8217;industria discografica statunitense all&#8217;attenzione dell&#8217;Office of the US Trade Representative. <span id="more-2257"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Fondato nel 2009, il cyberlocker permetteva ai suoi utenti di caricare fino a 50 gigabyte di dati in maniera totalmente gratuita. Nessun abbonamento premium in stile Megaupload: i gestori del sito guadagnavano solo ed esclusivamente dalla vendita di spazi pubblicitari. Il raid coordinato dalle autorità statunitensi ha ora portato al sequestro di 200 server per un totale di circa 6mila terabyte di dati appartenenti agli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;"> Stando ai pochi dettagli offerti dagli agenti di polizia, Ex.ua sarebbe stato gestito per anni da un misterioso cittadino lettone. Le autorità locali hanno preso in custodia un gruppo di 16 impiegati assoldati per le quotidiane attività di gestione della piattaforma di file hosting. Attività leggermente diverse da quelle di Megaupload: Ex.ua permetteva ai suoi utenti di cercare file in base a categorie come mp3 e video.</p>
<p style="text-align: justify;">Immediata la rappresaglia ordita da misteriosi hacker &#8211; il nome di Anonymous non è apparso sui principali media come nel caso Megaupload &#8211; contro un gruppo di siti governativi, il dominio web del Presidente ucraino Viktor Yanukovich e del ministero degli Interni. Il solito attacco DDoS ha così messo offline i presidi online delle autorità locali a poche ore dalla notizia dei sigilli sui server di Ex.ua.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Articolo originale su: <a href="http://punto-informatico.it/3424454/PI/News/file-hosting-nuovo-raid-ucraina.aspx" target="_blank">PuntoInformatico</a></p>
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		<title>2012: un anno di novità!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stagebuzzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2012 sarà caratterizzato in particolare dall’uscita di Windows 8, il nuovo sistema operativo della Microsoft, nasce con la piena compatibilità con le diverse piattaforme hardware ARM e x86. Questa particolarità permetterà all’OS di essere installato senza alcun problema indifferentemente su PC, netbook, tablet e notebook. Sulla riuscita di Windows 8, Microsoft ovviamente, si gioca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.match.it/wp-content/uploads/2012/02/windows_xp_logo1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2247" style="border: 0pt none; margin: 3px;" title="2012: un anno di novità!" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2012/02/windows_xp_logo1-150x150.jpg" alt="2012: un anno di novità!" width="150" height="150" /></a>Il 2012 sarà caratterizzato in particolare dall’uscita di <strong>Windows 8</strong>, il nuovo sistema operativo della Microsoft, nasce con la piena compatibilità con le diverse piattaforme hardware ARM e x86. Questa particolarità permetterà all’OS di essere installato senza alcun problema indifferentemente su PC, netbook, tablet e notebook. Sulla riuscita di Windows 8, Microsoft ovviamente, si gioca la propria credibilità e il suo futuro sul mercato e per una nuova prospettiva di innovazioni importanti.<span id="more-2244"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il 2012 è anche l’anno in cui sono attese le nuove versioni delle più famose console, dalla <strong>PlayStation</strong> (PlayStation 4), <strong>Xbox</strong> (Xbox 720) alla <strong>WiiU</strong> di Nintendo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ovviamente queste console, usciranno con qualche mese di ritardo, perchè le case produttrici vogliono essere sicure di avere a disposizione in tempo un gran numero di giochi prima di metterle in vendita sul mercato, in modo da avere tutto completo e raggiungere vendite superiori all’anno passato. Inoltre sembra, che <strong>Google</strong> voglia intraprendere un percorso e iniziare a fare Tv. Infatti, si attende l’uscita della IPTV di Youtube con cui trasmetterà in diretta Streaming centinaia di canali, divisi in tante categorie. Infatti<strong> Google</strong> ha concluso un accordo con alcune emittenti televisive di tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per <strong>Apple</strong> invece, nell’anno passato c’è stata una grande concorrenza in particolare negli USA, dove il nuovo tablet “Kindler Fire” di casa Amazon ha sbaragliato le vendite. Per correre ai ripari, Apple sta pensando ad un iPad in versione mini (iPad mini con schermo da 7,85 pollici), più piccolo e molto meno costoso dell’originale (i quali prezzi non sono sostenibili da tutti). Il 2012 si presenta come un anno ricco di tante novità sia sotto il profilo informatico, sia sotto il profilo dell’alta tecnologia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Articolo originale su <a href="http://www.geekinformatico.net/archives/1262" target="_blank">GeekInformatico</a>.</p>
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		<title>L’Italia in black list per pirateria</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 13:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft Italia ha presentato un report sul mondo della pirateria che il paese dovrà guardare con particolare attenzione. L’Italia, infatti, è stata inserita nel libro nero delle nazioni con il tasso di contraffazione più elevato, il che ci rende più deboli agli occhi del mercato e meno appetibili in termini di investimenti. Problemi, questi, dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.match.it/wp-content/uploads/2011/06/privacy.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2181" style="border: 1px solid black; margin: 1px 3px;" title="L’Italia in black list per pirateria" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2011/06/privacy-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><a href="http://www.microsoft.it" target="_blank">Microsoft Italia</a> ha presentato un report sul mondo della pirateria che il paese dovrà guardare con particolare attenzione. L’Italia, infatti, è stata inserita nel libro nero delle nazioni con il tasso di contraffazione più elevato, il che ci rende più deboli agli occhi del mercato e meno appetibili in termini di investimenti. Problemi, questi, dei quali il paese potrebbe fare a meno con interventi più radicali nei settori nei quali il fenomeno incide in modo più invasivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto indicato da <a href="http://www.Microsoft.com" target="_blank">Microsoft</a> nell’apposita presentazione, organizzata in collaborazione con il consolato degli Stati Uniti a Milano, in Italia il tasso del mercato pirata è più alto rispetto alla media europea di ben 16 punti percentuali: il 49% nel nostro paese, il 33% in Europa. Trattasi di una situazione più volte fotografata anche dalla Business Software Alliance, la quale stima peraltro che la riduzione della pirateria avrebbe effetti benefici sul sistema grazie ai maggiori introiti registrati, ai maggiori investimenti veicolati ed al maggior numero di posti di lavoro determinato.<span id="more-2179"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Grecia è il paese nel quale la pirateria è a tassi maggiori (58%) e secondo il report non sarebbe un caso il fatto che maggiori tassi di pirateria coincidano con situazioni economiche più difficili: una minor tutela della proprietà intellettuale, infatti, andrebbe a discapito della competitività del paese e non a caso Svezia e Regno Unito comparirebbero tra i paesi virtuosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto indicato nella ricerca, la pirateria è un fenomeno che copre qualsiasi mercato e che soprattutto nel settore audiovisivo vedrebbe i suoi picchi di maggior gravità. In Italia la pirateria sui contenuti sarebbe pari al 25%: questo ed altri dati hanno contribuito al posizionamento del paese nella lista nera dell’Office of the United States Trade Representative, definendo così un handicap competitivo a cui l’Italia dovrà saper rispondere con iniziative che sappiano opporsi alla pirateria non soltanto con la repressione, ma anche con l’educazione culturale di venditori ed acquirenti. Spiega Sonia Tarantolo, Vice Console per gli Affari Politici ed Economici del Consolato Generale USA a Milano:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La proprietà intellettuale è una delle principali ricchezze delle nostre società e un fondamento essenziale per economie avanzate come quella italiana e quella americana. La proprietà intellettuale offre l’opportunità a chi ha creatività di investire e di costruire sulle proprie idee, non solo a proprio beneficio, ma per il bene di tutti. Ci permette di innovare, di crescere e di prosperare. Per questa ragione, il miglioramento della sua tutela è un elemento presente da molto tempo nella politica estera del mio governo. Senza una forte protezione della proprietà intellettuale gli imprenditori, gli inventori, gli artisti, gli sviluppatori di software e le aziende avrebbero poco interesse a innovare e investire. Gli Stati Uniti e altri Paesi come l’Italia hanno lavorato per decenni al fine di estendere la tutela dei diritti in maniera più ampia possibile in tutto il mondo. Il nostro impegno sta avendo successo ma bisogna lavorare ancora molto per far sì che la proprietà intellettuale venga rispettata.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Microsoft da parte sua ha portato avanti il progetto Mistery Shopper per verificare dal vivo la situazione, inviando incaricati Microsoft “in borghese” ad effettuare acquisto per verificarne la conformità con le regole. 1570 i punti vendita già monitorati «e per 126 volte il Mistery Shopper ha rilevato qualche irregolarità nella vendita dei prodotti Microsoft: il tasso di pirateria regionale medio dal 2005 ad oggi ha subito tuttavia un leggerissimo decremento, passando dal 9% all’8%, un dato abbastanza contenuto se paragonato alla media del 18% rilevata a livello nazionale dal 2005 ad oggi, ma nettamente superiore alla media del 5,4% riferita alle sole regioni del Nord Italia».</p>
<p>Articolo originale su: <a href="http://www.webnews.it/2011/06/17/litalia-sul-libro-nero-della-pirateria/" target="_blank">WebNews.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bing rosicchia mercato a Google</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 18:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bing, il motore di ricerca Microsoft, continua lentamente a rosicchiare quote di mercato al leader incontrastato Google. I dati pubblicati da Experian Hitwise, relativi al mese di febbraio ed al mercato USA, mostrano infatti un incremento del 4% rispetto al mese di gennaio 2011, il che va a confermare le buone prospettive maturate già nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2011/03/bing.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2074" style="margin: 1px 3px; border: 1px solid black;" title="Bing rosicchia mercato a Google" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2011/03/bing-150x150.png" alt="" width="105" height="105" /></a>Bing, il motore di ricerca Microsoft, continua lentamente a rosicchiare quote di mercato al leader incontrastato Google. I dati pubblicati da Experian Hitwise, relativi al mese di febbraio ed al mercato USA, mostrano infatti un incremento del 4% rispetto al mese di gennaio 2011, il che va a confermare le buone prospettive maturate già nei mesi antecedenti. Sul mercato statunitense Bing ha ora una quota pari al 28,48%, mentre Google ha perso il 2% circa in un mese.<span id="more-2073"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Considerando tutti i motori di ricerca che sfruttano Bing, e quindi anche Yahoo Search, Microsoft ha raggiunto a febbraio il 28,48% del mercato contro il 27,44% di gennaio. Google invece è scesa dal 67,95% al 66,69%. Ovviamente l’azienda di Redmond non può pensare al momento di detronizzare Google, ma il successo di Bing e Yahoo Search è in questo passaggio evidente, ancor più se in considerazione di una ascesa Google proseguita per lungo tempo senza soluzione di continuità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora più interessante è il dato riguardante il “success rate“, ovvero la percentuale relativa alle ricerche effettuate che si tramutano in un accesso ad uno dei siti web elencati nei risultati. Yahoo! Search e Bing hanno ottenuto il valore più elevato nel mese di febbraio 2011: 81,51%. Google è ferma al 65,80%. Il “motore decisionale” voluto da Microsoft sembra quindi restituire i risultati auspicati da Redmond, rivelandosi efficace nei settori che ad oggi riescono a richiamare l’utenza sulle proprie pagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Experian Hitwise, quindi, gli utenti che utilizzano Bing ottengono risultati più affidabili e questo dato evidenzia una maggiore qualità teorica del motore di ricerca Microsoft che si trasforma di una opportunità per i publisher, per le aziende di marketing e in, generale, per tutti coloro che cercano di incrementare le visite ai propri siti web. La quantità è però ancora appannaggio di Google, il quale matura soprattutto a livello internazionale il proprio pieno controllo sul settore.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Google, che ricava la maggior parte dei propri profitti dalla pubblicità sul motore di ricerca, ha modificato recentemente il proprio algoritmo per affinare la rilevanza dei suoi risultati ed eliminare dall’elenco le cosidette “content farm”. Google ha anche annunciato una funzionalità che permette agli utenti di nascondere tutti i risultati non desiderati. Trattasi a questo punto di cesellature migliorative imposte dalla concorrenza: se Google vuol confermare la solidità della propria leadership non può lasciare affievolirsi il vantaggio competitivo che i propri algoritmi hanno da sempre avuto rispetto ai competitor principali.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: WebNews.it</p>
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		<title>Pc infetti, l&#039;Italia è decima</title>
		<link>http://www.match.it/2010/04/pc-infetti-litalia-e-decima/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 13:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia è al decimo posto nel mondo per numero di computer colpiti da infezioni, ma è in assoluto il paese più virtuoso per quanto riguarda la riduzione percentuale di virus presenti nei pc negli ultimi sei mesi. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ottava edizione del Security Intelligence Report, il rapporto sulla sicurezza presentato annualmente da Microsoft. Quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2010/04/007745-trojan.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1971" style="border: 1px solid black; margin: 3px;" title="pc infetti, l'italia e' decima" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2010/04/007745-trojan-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>L&#8217;Italia è al decimo posto nel mondo per numero di computer colpiti da infezioni, ma è in assoluto il paese più virtuoso per quanto riguarda la riduzione percentuale di virus presenti nei pc negli ultimi sei mesi. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ottava edizione del Security Intelligence Report, il rapporto sulla sicurezza presentato annualmente da <a href="http://www.Microsoft.com">Microsoft</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello di Microsoft è un osservatorio interessato sui problemi delle vulnerabilità informatiche, visto che in passato i sistemi operativi dell&#8217;azienda sono stati additati come veicolo di infezioni per i computer sui quali erano installati. Ma è anche un punto di vista straordinariamente privilegiato, visto che la compagnia di Redmond può analizzare le segnalazioni volontarie degli utenti che utilizzano i suoi software in ogni paese: 500 milioni di computer equipaggiati con il Malicious Software Removal Tool, tutti gli utilizzatori di Microsoft Security Essentials, gli oltre 300 milioni di utenti attivi di posta elettronica Windows Live Hotmail, nonché le pagine scansionate quotidianamente dal motore di ricerca Bing.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tasso medio di infezione in Italia si è assestato al 5.3, ovvero poco più di 5 computer colpiti da software malevolo ogni mille, contro il 6.9 registrato in precedenza tra gennaio e giugno. Un dato particolarmente positivo, se confrontato con la media internazionale pari a 7 (era a 8.7 nel primo semestre 2009), e ben inferiore rispetto a paesi più esposti come ad esempio la Turchia o il Brasile, che mostrano tassi attorno al 20. A farla da padrone in Italia, con il 77% sul totale delle infezioni, la grande famiglia del malware, all&#8217;interno della quale spicca il ruolo trainante di worm (20% del totale) e soprattutto dei trojan (43%).<span id="more-1970"></span></p>
<p style="text-align: justify;">II primo posto della classifica italiana è nelle mani ancora del worm Conficker, con quasi 100mila casi censiti, che però già sta lasciando il posto ai nuovi fenomeni, come Taterf, virus che sfrutta le vulnerabilità dei giochi online (oggi quarto virus più diffuso in Italia ma primo al mondo), e Alureon, l&#8217;ultimo arrivato, chiamato anche il &#8220;virus della schermata blu&#8221;, che è già salito in poco tempo alla quarta posizione nel nostro paese e alla seconda a livello globale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ciò che emerge dal nuovo SIR&#8221;, spiega Feliciano Intini, Responsabile Progetti Scurezza e Privacy di Microsoft Italia, &#8220;è come ormai l&#8217;80 per cento delle nuove vulnerabilità vengano da applicazioni software diverse dai sistemi operativi o dai browser, e per questo ci auguriamo che tutto il settore informatico abbracci presto i fondamentali della sicurezza, soprattutto nell&#8217;ambito dei processi di sviluppo del codice&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardando in casa propria, Microsoft segnala un tasso d&#8217;infezione più che doppio nei sistemi basati su Windows Xp rispetto a quelli sui quali sono installati Windows Vista Sp2 o Windows 7. è significativo il dato delle infezioni dei computer dotati dei sistemi operativi Windows Vista SP2 o Windows 7, che presentano un tasso di infezione più che dimezzato rispetto ai sistemi basati su Windows XP.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il cybercrimine ha cominciato a specializzarsi e a confezionare malware sempre più specifici rivolti a audience particolari&#8221;, si legge nel rapporto. &#8220;Gli utenti domestici sono soggetti così a sempre nuove minacce, come le frodi via mail o i software che si spacciano per falsi programmi di sicurezza. Inoltre&#8221;, prosegue lo studio, &#8220;gli autori di codice malevolo stanno sempre più utilizzando la formula del kit, ovvero di file dannosi capaci di raggruppare al loro interno più minacce contemporaneamente. I malware kit&#8221;, conclude, &#8220;alimentano un mercato nero transnazionale fatto non più o non solo di singoli hacker ma di vere e proprie organizzazioni criminali. Persone mosse non dal gusto della sfida informatica ma da motivazioni economiche e finanziarie&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/04/26/news/microsoft_security_intelligence_report-3635314/">www.repubblica.it</a></p>
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		<title>Dopo Apple, ora tocca ai Microsoft Store</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 15:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Strategia che vince merita di essere imitata: sulla scia del successo fatto registrare dagli Apple Store, Microsoft ha deciso di intraprendere un ambizioso progetto per creare e gestire una nuova catena di negozi per promuovere i suoi prodotti. L&#8217;inattesa decisione potrebbe consentire al colosso dell&#8217;informatica di riguadagnare un poco di smalto, rilanciando la sua immagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Strategia che vince merita di essere imitata: sulla scia del successo fatto registrare dagli Apple Store, Microsoft ha deciso di intraprendere un ambizioso progetto per creare e gestire una nuova catena di negozi per promuovere i suoi prodotti. L&#8217;inattesa decisione potrebbe consentire al colosso dell&#8217;informatica di riguadagnare un poco di smalto, rilanciando la sua immagine con iniziative commerciali e promozionali direttamente sul territorio. Stando alle prime informazioni, il piano per i Microsoft Store sarÃ  da subito su scala globale.</p>
<p style="text-align: justify;">A gestire la non semplice organizzazione di un nuovo comparto per la gestione diretta di una catena di negozi, Microsoft ha chiamato il manager di esperienza David Porter, per 25 anni alla guida del comparto Entertainment di Wal-Mart. Porter assumerÃ  l&#8217;incarico di vicepresidente del settore Retail Stores di Microsoft, apportando al progetto le sue profonde conoscenze legate alla vendita e distribuzione dei contenuti, maturate anche durante il suo ultimo incarico presso DreamWorks Animation SKG, dove si Ã¨ occupato della organizzazione distributiva dei prodotti in tutto il mondo.<span id="more-1876"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Â«Sono molto felice di accogliere David alla Microsoft. Questo Ã¨ un momento entusiasmante considerata la nostra nuova linea di prodotti in arrivo tra cui spiccano Windows 7 e le nuove release di Windows Live e Windows MobileÂ» ha dichiarato Kevin Turner, Chief Operating Officer per Microsoft e primo referente per il nuovo arrivato David Porter. Confermando l&#8217;arrivo del nuovo acquisto della societÃ , Turner ha anche rivelato qualche informazione aggiuntiva sulla realizzazione dei nuovi Microsoft Store: Â«Stiamo lavorando alacremente per trasformare l&#8217;esperienza di acquisto dei PC e di Microsoft nei negozi migliorando il nostro modo di divulgare e dimostrare le innovazioni apportate da Microsoft e il valore delle nostre proposte per rendere piÃ¹ semplice, chiara e immediata l&#8217;esperienza dei consumatoriÂ».</p>
<p style="text-align: justify;">Come primo incarico, Porter avrÃ  il compito di definire un piano di massima per la messa in opera e la realizzazione dei nuovi Microsoft Store. Insieme al suo gruppo di lavoro, il nuovo manager dovrÃ  identificare le aree geografiche ove collocare i nuovi negozi e stabilire una finestra temporale entro la quale aprire i nuovi esercizi. David Porter lavorerÃ  in stretto contatto con la divisione Entertainment &amp; Devices di Microsoft, una delle aree tradizionalmente piÃ¹ vicine ai clienti consumer della societÃ .</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso la realizzazione di una catena autonoma di negozio, Microsoft sembra essere intenzionata a ricalcare le orme degli Apple Store, uno dei punti di forza nella catena distributiva di Cupertino. I negozi della mela raccolgono settimanalmente diversi milioni di consumatori, consentendo ad Apple non solo di aumentare il volume delle vendite, ma anche di promuovere i propri prodotti con dimostrazioni pratiche e l&#8217;assistenza di personale specializzato. Seguendo la medesima strategia, Microsoft potrebbe colmare le distanze con i propri utenti, con evidenti benefici per le vendite e naturalmente per la sua immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Microsoft punta sui cellulari</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 12:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft sfida la Apple sul suo terreno. E non Ã¨ la sola. Secondo il Wall Street Journal, il colosso di Redmond si preparerebbe a lanciare un negozio virtuale di applicazioni per telefonini, sul modello dell&#8217;App Store (dedicato all&#8217;iPhone) introdotto per primo dall&#8217;azienda di Cupertino nel 2008. Naturalmente i software e i giochi scaricabili online saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Microsoft sfida la Apple sul suo terreno. E non Ã¨ la sola. Secondo il Wall Street Journal, il colosso di Redmond si preparerebbe a lanciare un negozio virtuale di applicazioni per telefonini, sul modello dell&#8217;App Store (dedicato all&#8217;iPhone) introdotto per primo dall&#8217;azienda di Cupertino nel 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente i software e i giochi scaricabili online saranno destinati ai cellulari sui quali gira il sistema operativo Windows Mobile, di cui a breve uscirÃ  una nuova versione. Stando alle fonti anonime citate dal quotidiano, infatti, nelle prossime settimane Microsoft introdurrÃ  Windows Mobile 6.5, che grazie a un&#8217;interfaccia piÃ¹ sofisticata dovrebbe &#8220;colmare il gap con l&#8217;iPhone&#8221;.<span id="more-1872"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Microsoft, comunque, non Ã¨ sola nel suo inseguimento. Grandi manovre in questo capo riguardano a quanto pare il gigante dei cellulari Nokia che starebbe lavorando al suo negozio di applicazioni online. L&#8217;idea, secondo i rumors raccolti in rete, Ã¨ quella di lanciarlo nel corso dell&#8217;imminente al Mobile World Congress 2009, la prossima settimana a Barcellona.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha giÃ  fatto il gran passo Ã¨ Samsung, che proprio qualche giorno fa ha aperto il suo Samsung Mobile Applications. Qui si possono scaricare (anche grauitamente) molte applicazioni per smartphone Samsung che si basano sul sistema operativo Windows Mobile o Symbian S60. C&#8217;Ã¨ poi il Google Android Market, ovvero il &#8220;negozio&#8221; del sistema operativo di Google. Non ha ancora raggiunto una grande diffusione ma promette bene.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Microsoft rilascia 4 patch a Febbraio</title>
		<link>http://www.match.it/2009/02/microsoft-rilascia-4-patch-a-febbraio/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 11:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[patch]]></category>

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		<description><![CDATA[Le patch di Febbraio sono pronte. Dopo l&#8217;unico aggiornamento di Gennaio Microsoft ha rilasciato infatti le patch MS09-002, MS09-003, MS09-004 e MS09-00: quattro aggiornamenti, cosÃ¬ come previsto dagli annunci preventivi dedicati agli amministratori di sistema. Due le patch di rilevanza Â«criticaÂ», due le patch di rilevanza Â«importanteÂ». Il bollettino sul quale occorre porre l&#8217;accento Ã¨ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le patch di Febbraio sono pronte. Dopo l&#8217;unico aggiornamento di Gennaio Microsoft ha rilasciato infatti le patch MS09-002, MS09-003, MS09-004 e MS09-00: quattro aggiornamenti, cosÃ¬ come previsto dagli annunci preventivi dedicati agli amministratori di sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Due le patch di rilevanza Â«criticaÂ», due le patch di rilevanza Â«importanteÂ». Il bollettino sul quale occorre porre l&#8217;accento Ã¨ il numero 002, in quanto di massima gravitÃ  e coinvolgente un software di grandissima diffusione quale Internet Explorer 7. La vulnerabilitÃ  risolta permette ad un malintenzionato di poter eseguire codice sulla macchina attaccata, il tutto con privilegi ereditati direttamente dall&#8217;utente utilizzante il sistema. L&#8217;attacco potrebbe provenire tramite una pagina web appositamente progettata, stimolando la visita con i mezzi tradizionali (email, phishing, instant messenger).</p>
<p style="text-align: justify;">La patch 003 risolve un problema in Microsoft Exchange. L&#8217;attacco potrebbe provenire da un apposito messaggio TNEF (Transport Neutral Encapsulation Format) rendendo possibile, anche in questa circostanza, l&#8217;esecuzione di codice da remoto. La patch 004 coinvolge Microsoft SQL Server, la patch 005 aggiorna invece Microsoft Office Visio.<span id="more-1868"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;installazione delle patch puÃ² avvenire tramite download manuale, ma nel giro di poche ore il sistema automatico suggerirÃ  l&#8217;installazione delle patch rendendo piÃ¹ comoda e sicura la procedura. Nelle ultime settimane si sta moltiplicando l&#8217;allarme relativo al worm Conficker, l&#8217;ultima grave infezione che si sta propagando colpendo i sistemi Microsoft non aggiornati dalle patch rilasciate in passato: Conficker Ã¨ il monito primo per quanti tardano o ignorano gli aggiornamenti, perchÃ¨ un sistema vulnerabile Ã¨ una porta spalancata ai criminali dell&#8217;industria del malware.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Mac, Windows e altre storie</title>
		<link>http://www.match.it/2009/01/mac-windows-e-altre-storie/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 14:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
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		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<description><![CDATA[Con il fantasma della crisi, si apre oggi il MacWorld a San Francisco mentre giovedÃ¬ a Las Vegas prenderÃ  il via il Ces, la piÃ¹ grande fiera delle tecnologie &#8220;consumer&#8221;. Le due piÃ¹ importanti manifestazioni IT degli Stati Uniti stanno per cominciare e nessuno sa come andranno a finire, se le novitÃ , molte ed interessanti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1864" title="mac-windows-logos" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2009/01/mac-windows-logos-150x150.jpg" alt="mac-windows-logos" width="150" height="150" />Con il fantasma della crisi, si apre oggi il MacWorld a San Francisco mentre giovedÃ¬ a Las Vegas prenderÃ  il via il Ces, la piÃ¹ grande fiera delle tecnologie &#8220;consumer&#8221;. Le due piÃ¹ importanti manifestazioni IT degli Stati Uniti stanno per cominciare e nessuno sa come andranno a finire, se le novitÃ , molte ed interessanti, che verranno proposte riusciranno a tenere in piedi un mercato che Ã¨ per la prima volta sull&#8217;orlo di un futuro non piÃ¹ roseo come in passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto che la crisi sia giÃ  arrivata nelle strade d&#8217;America Ã¨ chiaro a tutti, basta vedere i negozi e le strade di San Francisco, decisamente vuote rispetto alle abitudini, non animate nemmeno dall&#8217;arrivo dei saldi, che portano i prezzi a scendere ma non convincono i consumatori.<span id="more-1865"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Che i tempi siano cambiati lo dicono anche, in maniera evidente, i due grandi assenti delle due manifestazioni, Steve Jobs, che non sarÃ  sul palco del Moscone Center a fare il suo tradizionale &#8220;keynote&#8221; di apertura del Macworld, lasciando il posto a Phil Schiller, e Bill Gates, che verrÃ  sostituito da Steve Ballmer per l&#8217;apertura del Ces. Entrambi pensano che per le rispettive aziende queste fiere costino troppo, che l&#8217;impatto comunicativo che offrono puÃ² essere raggiunto altrimenti, che i tempi sono maturi per un cambiamento anche nel modo di comunicare e di entrare in rapporto con i consumatori, spendendo molto meno denaro e cercando strade alternative, soprattutto attraverso il web per la Microsoft, attraverso gli Apple Store per la Apple.</p>
<p style="text-align: justify;">CiÃ² non toglie che comunque l&#8217;attesa per le possibili novitÃ  da parte della Apple resta alta e i &#8220;rumors&#8221; crescono di ora in ora, senza alcuna conferma ufficiale da parte dell&#8217;azienda di Cupertino, abilissima nel mantenere il piÃ¹ stretto riserbo prima dei grandi appuntamenti pubblico come questo di San Francisco.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le novitÃ  possibili c&#8217;Ã¨ quella del nuovo sistema operativo il Mac OS X 10.6 Snow Leopard, che dovrebbe arrivare sulle scene per contrastare il parallelo arrivo di Windows 7 di Microsoft. Snow Leopard dovrebbe essere il primo sistema operativo ad abbandonare il supporto per l&#8217;architettura PowerPC e la grafica raster, sostituita dalla grafica vettoriale. Si parla poi di una nuova versione dell&#8217;iPhone, una versione ridotta e piÃ¹ economica, un &#8220;iPhone Nano&#8221; che dovrebbe avere una nuova interfaccia touch studiata appositamente.</p>
<p style="text-align: justify;">La Apple potrebbe poi aggiornare la linea dei computer portatili, com un MacBookPro Unibody da 17 pollici, con un favoleggiato MacBook Touch, un Tablet PC con funzionalitÃ  multitouch, e con un attesissimo &#8220;NetMac&#8221;, un computer piccolissimo ed economico, nella linea del successo ottenuto dai netbook nel 2008. PiÃ¹ probabile appaiono l&#8217;aggiornamento del Mac Mini, e nuovi pacchetti software iWork e iLife. Si parla anche di una svolta &#8220;verde&#8221;: Apple garantirebbe d&#8217;ora in poi modelli ecocompatibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Moltissime invece le novitÃ  attese dal Ces di Las Vegas, dove Steve Ballmer dovrebbe presentare ufficialmente il suo nuovo sistema operativo, Windows 7, destinato a prendere il posto dello sfortunato Vista.<br />
Sul fronte dei netbook sono molte le attese, innanzitutto per il modello con touchscreen della Asus, il Convertible Classmate, e per le novitÃ  annunciate da Samsung. Ma anche nei notebook se ne potrebbero vedere delle belle, soprattutto dalla Sony che annuncia una nuova macchina che definisce addirittura &#8220;rivoluzionaria&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il settore in maggior movimento Ã¨ ancora quello degli smartphone sia per l&#8217;arrivo di nuove macchine basate sul sistema operativo di Google, Android, tra le quali quella di Samsung, sia per l&#8217;arrivo del nuovo OS di Palm, slittato piÃ¹ volte nei mesi scorsi. Palm deve risollevarsi da un anno nero e tentare di rispondere al successo dell&#8217;iPhone con il suo Nova, basato su Linux.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle piÃ¹ importanti novitÃ  attese al Ces Ã¨ la presentazione del nuovo standard USB 3.0, ben dieci volte piÃ¹ veloce dell&#8217;attuale USB 2.0. Symwave darÃ  una dimostrazione di USB 3.0, con il quale un file da 25 GB puÃ² essere trasferito in soli 70 secondi.<br />
C&#8217;Ã¨ poi spazio per i televisori, con la Sony pronta a mettere sul mercato una macchina con uno spessore di soli 3 mm, un Oled da 11 pollici, mentre la Samsung proporrÃ  il suo schermo LCD supersottile, da soli 6,5 mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quello che riguarda i lettori mp3 il piÃ¹ atteso Ã¨ quello della San Disk, un lettore low-cost, batterie e cuffie, per ascolare musica su schede MicroSd, a un prezzo di poco inferiore ai 20 euro. Al quale si affiancherÃ  il Sansa SlotMusic, che sarÃ  nei negozi a inizio 2009.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>La beta di Windows 7 arriva col p2p</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 06:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante manchino alcune settimane per la sua presentazione ufficiale, la prima versione beta di Windows 7 sembra aver fatto capolino online sulle reti di condivisione peer to peer. Da un paio di giorni, infatti, numerosi siti di ricerca sui network BitTorrent segnalano la presenza della build 7000 del nuovo sistema operativo targato Microsoft, la cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1849" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="windows_7" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/12/windows_7-150x150.jpg" alt="La beta di Windows 7 arriva col p2p" width="105" height="105" />Nonostante manchino alcune settimane per la sua presentazione ufficiale, la prima versione beta di Windows 7 sembra aver fatto capolino online sulle reti di condivisione peer to peer. Da un paio di giorni, infatti, numerosi siti di ricerca sui network BitTorrent segnalano la presenza della build 7000 del nuovo sistema operativo targato Microsoft, la cui beta dovrebbe essere presentata in via ufficiale nel corso della seconda settimana di gennaio al CES di Las Vegas.</p>
<p>Sul discusso portale The Pirate Bay, per esempio, risultano al momento almeno due versioni di Windows 7 etichettate come beta disponibili per il libero download da parte degli utenti. Il file in formato ISO, dunque giÃ  pronto per essere masterizzato su DVD, ha un peso complessivo pari a 2,44 Gb e sembra proprio essere la versione beta dell&#8217;atteso successore di Windows Vista.<span id="more-1848"></span></p>
<p>L&#8217;arrivo anticipato del nuovo sistema operativo sulle reti peer to peer non Ã¨ certo una novitÃ  per Microsoft. A poche ore dalla presentazione della prima promettente versione alpha lo scorso ottobre alla Professional Developers Conference, l&#8217;OS progettato da Redmond raggiunse i canali di distribuzione BitTorrent, consentendo a centinaia di migliaia di utenti di sperimentare sui loro PC le prime novitÃ  introdotte da Windows 7. In questo caso, perÃ², l&#8217;arrivo della versione beta online ha anticipato di alcune settimane la presentazione ufficiale della stessa, prevista entro il 13 gennaio prossimo con l&#8217;apertura a tutti gli utenti della fase di test sul nuovo sistema operativo.</p>
<p>Stando alle informazioni fornite da Adrian Kingsley-Hughes di ZDNet, che ha avuto modo di installare la beta ottenuta online attraverso le reti peer to peer, la build 7000 non contiene sostanziali novitÃ  rispetto a quanto giÃ  dimostrato con la versione alpha dello scorso ottobre da Microsoft. La prova sul campo ha comunque rivelato un miglioramento nella stabilitÃ  del sistema, una maggiore velocitÃ  di risposta agli input forniti dall&#8217;utente e una velocitÃ  superiore rispetto al suo predecessore Windows Vista.</p>
<p>I risultati raggiunti con la versione beta sembrano essere dunque estremamente promettenti e tali da accorciare, salve imprevisti, la delicata fase di test con sviluppatori e produttori di hardware. Il calendario premiliminare fornito da Microsoft non dovrebbe subire ritardi, consentendo a Windows 7 di sbarcare sugli scaffali dei negozi entro la stagione dello shopping natalizio 2009.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Windows sotto minaccia worm</title>
		<link>http://www.match.it/2008/11/windows-sotto-minaccia-worm/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 21:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[worm]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte ritornano. Il worm Win32/Conficker.A, che si credeva debellato con una patch rilasciata da Microsoft in Ottobre, torna ora a far danni sempre attraverso la medesima falla nei sistemi Windows. I principali istituti di sicurezza infatti hanno registrato un insolito aumento degli exploit relativi al vecchio problema. E&#8217; Microsoft stessa a far notare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/11/hacker.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1808" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="hacker" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/11/hacker-150x150.jpg" alt="Windows sotto minaccia worm" width="150" height="150" /></a>A volte ritornano. Il worm Win32/Conficker.A, che si credeva debellato con una patch rilasciata da Microsoft in Ottobre, torna ora a far danni sempre attraverso la medesima falla nei sistemi Windows. I principali istituti di sicurezza infatti hanno registrato un insolito aumento degli exploit relativi al vecchio problema.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; Microsoft stessa a far notare che nonostante il worm si diffonda ovunque, particolare enfasi Ã¨ stata rilevata all&#8217;interno delle grandi aziende. Il fatto Ã¨ che per caratteristiche proprie l&#8217;attacco riesce ad aprire una porta a caso, scaricare il worm via HTTP attraverso tale porta e poi agire da server propagandosi anche negli altri computer della rete locale. Redmond inoltre specifica che Â«Solitamente il worm si nasconde dietro un&#8217;estensione JPG e poi come DLL nella directory di sistema localeÂ».</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attacchi sono giÃ  considerati Critical da Microsoft (il livello di guardia piÃ¹ elevato nella scala di valutazione adottata dall&#8217;azienda) in funzione dell&#8217;alto numero di richieste arrivate al centro di supporto negli ultimi giorni da persone che lavorano con versioni diverse di Windows e da paesi diversi ma, e non Ã¨ chiaro il perchÃ¨, non dall&#8217;Ucraina.<span id="more-1807"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa piÃ¹ curiosa dell&#8217;attacco, infine, Ã¨ che esso stesso, una volta installato, patcha l&#8217;API che ha sfruttato per entrare. La mossa chiaramente non ha fini filantropici ma al contrario Ã¨ un sistema attraverso il quale il malware si assicura di essere l&#8217;unico ad agire in quel dato sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico rimedio possibile Ã¨ sempre il medesimo: scaricare la patch che Microsoft aveva giÃ  rilasciato in Ottobre ma che evidentemente in molti hanno trascurato di installare, lasciando il proprio computer vulnerabile alla seconda ondata influenzale. Al fine di ottenere un completo aggiornamento del sistema Microsoft consiglia l&#8217;utilizzo di Microsoft Update, tool automatico che controlla le patch evitando il possibile errore umano in fase di installazione.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Microsoft annuncia 4 patch per martedÃ¬</title>
		<link>http://www.match.it/2008/07/microsoft-annuncia-4-patch-per-martedi/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 09:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[patch]]></category>

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		<description><![CDATA[Ãˆ arrivato da Microsoft l&#8217;annuncio di quattro importanti patch per martedÃ¬ (come avviene per ogni secondo martedÃ¬ del mese), un preavviso utile a mettere sul chi va lÃ  gli amministratori IT in vista degli update. Gli aggiornamenti sono stati giudicati dalla societÃ  &#8220;importanti&#8221;, ovvero il secondo giudizio nella scala di gravitÃ  utilizzata a Redmond. Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1079" style="float: left; border: black 1px solid;" title="patch_microsoft" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/07/patch_microsoft-150x150.jpg" alt="Microsoft annuncia 4 patch per martedÃ¬" width="150" height="150" />Ãˆ arrivato da Microsoft l&#8217;annuncio di quattro importanti patch per martedÃ¬ (come avviene per ogni secondo martedÃ¬ del mese), un preavviso utile a mettere sul chi va lÃ  gli amministratori IT in vista degli update. Gli aggiornamenti sono stati giudicati dalla societÃ  &#8220;importanti&#8221;, ovvero il secondo giudizio nella scala di gravitÃ  utilizzata a Redmond.</p>
<p>Si tratta di migliorie a settori di Exchange, SQL e Windows Update, soluzioni a buchi di sicurezza che possono causare esecuzione arbitraria di codice da remoto e procedure per evitare lo spoofing e l&#8217;acquisto indebito di privilegi. Solitamente problemi simili si guadagnano l&#8217;etichetta di &#8220;critical&#8221; e non solo &#8220;important&#8221;, ma si tratta di problemi che si verificano unicamente in congiunzione con l&#8217;esecuzione di software o drivers ad hoc.</p>
<p>Si tratta di tutti problemi relativi a Windows Vista e Windows Server 2008. La vulnerabilitÃ  riscontrata in Microsoft SQL Server e in alcuni software SQL interni a Windows non tocca in alcun modo Windows XP, ma puÃ² provocare danni agli utenti di Windows 2000 e Windows Server 2003.<span id="more-1078"></span></p>
<p>L&#8217;aggiornamento di Windows Update infine sarÃ  mirato a a velocizzare il processo di download del software, specialmente nella fase in cui il programma verifica se ci sia bisogno o meno di nuovi update. Da Redmond assicurano che complessivamente si arriva fino al 20% di tempo impiegato in meno. E sempre stando alle dichiarazioni che vengono da Redmond, ancora molto c&#8217;Ã¨ da aspettarsi per il futuro riguardo Windows Update.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.webnews.it">www.webnews.it</a></p>
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		<title>Microsoft avverte: occhio a Safari</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 07:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Â«Microsoft sta indagando su un nuovo report pubblico circa una serie di problemi che rendono possibile l&#8217;esecuzione di codice da remoto su tutte le versioni di Windows XP e Windows Vista aventi installato SafariÂ»: con codesto comunicato Microsoft alza la voce e chiede espressamente ai propri utenti di fare attenzione ai rischi insiti nel browser [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/06/safari_logo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1016" style="border: 1px solid black; float: left;" title="safari_logo" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/06/safari_logo-150x150.jpg" alt="Microsoft avverte: occhio a Safari" width="150" height="150" /></a>Â«Microsoft sta indagando su un nuovo report pubblico circa una serie di problemi che rendono possibile l&#8217;esecuzione di codice da remoto su tutte le versioni di Windows XP e Windows Vista aventi installato SafariÂ»: con codesto comunicato Microsoft alza la voce e chiede espressamente ai propri utenti di fare attenzione ai rischi insiti nel browser di casa Apple.</p>
<p>Nessun exploit sarebbe disponibile in data 30 maggio, giorno di pubblicazione dell&#8217;avviso che Microsoft consiglia a tutti gli utilizzatori del browser, il tutto con una ulteriore sottile pepatura: il comunicato ricorda che il browser potrebbe essere stato installato anche in automatico tramite Apple Software Update, senza specifica volontÃ  dell&#8217;utente (fatto questo che ha scatenato non poche polemiche provenienti soprattutto dalla Mozilla Foundation).</p>
<p>Nello specifico il problema Ã¨ insito nella cartella utilizzata di default dal browser per depositare i file scaricati. Una combinazione di circostanze permette l&#8217;esecuzione dei file ivi depositati, determinando cosÃ¬ immediato pericolo per l&#8217;utenza. L&#8217;attacco puÃ² essere portato a termine portando l&#8217;utente a visitare un sito web che possa avviare il download maligno e l&#8217;esecuzione successiva. Coinvolte tutte le versioni di Windows supportate dal browser, comprese le ultime Windows XP SP3 e Windows Vista SP1.<span id="more-1015"></span></p>
<p>Per continuare temporaneamente ad utilizzare Safari su Windows nonostante il pericolo incombente, Microsoft consiglia di cambiare la directory di default per i download, cosÃ¬ da scombinare i piani di un eventuale exploit e veder garantita la sicurezza del pc in uso. Il tutto, ovviamente, in attesa di un aggiornamento del browser a risoluzione del problema.</p>
<p>La vulnerabilitÃ  Ã¨ stata originariamente scoperta 15 giorni prima dell&#8217;avviso Microsoft ed Ã¨ stata resa nota come &#8220;carpet bombing&#8221; da Nitesh Dhanjani. In quell&#8217;avviso Dhanjani notificava 3 diverse vulnerabilitÃ  in Safari aprendo per il browser settimane difficili. CiÃ² nonostante, per il browser continua il buon momento che vedere il software recuperare terreno rispetto alla concorrenza passando dal 4.58% di diffusione al 6.25% (il tutto anche grazie ad una crescente diffusione della piattaforma Mac alle spese di Windows, secondo Net Applications in calo del 2% negli ultimi 12 mesi).</p>
<p>Font: www.webnews.it</p>
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		<title>XP SP3 e Internet Explorer, istruzioni per l&#039;uso</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 19:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora che Microsoft ha appena ripreso la distribuzione ufficiale del Service Pack 3 per Windows XP, sospesa la scorsa settimana a causa di un problema dell&#8217;ultima ora, il team di sviluppo di Internet Explorer ha fornito qualche dettaglio in piÃ¹ sull&#8217;interazione tra SP3 e IE, e sulla possibilitÃ  o meno di effettuare l&#8217;eventuale downgrade del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/05/xp-sp3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-967" style="border: 1px solid black; float: left;" title="xp-sp3" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/05/xp-sp3-300x278.jpg" alt="XP SP3 e Internet Explorer, istruzioni per l\'uso" width="200" height="185" /></a>Ora che Microsoft ha appena ripreso la distribuzione ufficiale del Service Pack 3 per Windows XP, sospesa la scorsa settimana a causa di un problema dell&#8217;ultima ora, il team di sviluppo di Internet Explorer ha fornito qualche dettaglio in piÃ¹ sull&#8217;interazione tra SP3 e IE, e sulla possibilitÃ  o meno di effettuare l&#8217;eventuale downgrade del browser.</p>
<p>Come noto, nel corposo service pack per XP non Ã¨ incluso IE7: l&#8217;aggiornamento conserva infatti la versione di IE che trova installata nel sistema, sia essa la versione 6, 7 o 8 Beta 1. Ciononostante, esistono delle piccole differenze nel modo in cui l&#8217;SP3 si integra con le varie edizioni di IE, e la piÃ¹ importante riguarda IE8b1.<span id="more-966"></span></p>
<p>In questo post apparso sul blog ufficiale di IE, e ripreso qui sul TechNet Blog italiano, uno dei program manager di Microsoft spiega in dettaglio tali differenze. Di seguito se ne riassumono i punti salienti.<br />
Utenti di IE6.</p>
<p>Se nel sistema si trova installato IE6, l&#8217;SP3 conserverÃ  tale versione e vi applicherÃ  un roll-up update contenente le piÃ¹ recenti patch di sicurezza. Dopo l&#8217;aggiornamento non sarÃ  possibile disinstallare IE6, mentre lo si potrÃ  aggiornare ad una versione successiva (7 o 8).</p>
<p><strong>Utenti di IE7</strong><br />
Al termine dell&#8217;installazione dell&#8217;SP3, gli utenti di IE7 ritroveranno il proprio browser inalterato, ma scopriranno di non poterlo piÃ¹ disinstallare dal sistema (cosa invece possibile con l&#8217;SP2). Chi desiderasse tornare a IE6 avrebbe una sola possibilitÃ : disinstallare l&#8217;SP3, disinstallare IE7 e reinstallare l&#8217;SP3. Nel caso invece che IE7 venga installato dopo l&#8217;SP3, sarÃ  possibile tornare a IE6 in qualsiasi momento. In entrambi i casi, IE puÃ² essere aggiornato alla versione 8 senza alcun problema.</p>
<p>Microsoft ha spiegato questo comportamento con il fatto che l&#8217;SP3 aggiorna un considerevole numero di file alla base di IE6: se si rimuovesse un&#8217;installazione di IE7 pre-SP3, il sistema potrebbe ripristinare i vecchi file di IE6, con conseguenze indesiderabili sulla stabilitÃ  di Windows.</p>
<p><strong>Utenti di IE8b1</strong><br />
Quanto detto sopra, inclusa l&#8217;impossibilitÃ  di disinstallare il browser dopo l&#8217;applicazione dell&#8217;SP3, si applica per intero anche a IE8b1. In questo caso, perÃ², il team di sviluppo di IE suggerisce agli utenti di disinstallare IE8b1 prima di effettuare l&#8217;installazione dell&#8217;SP3: questo per evitare di dover disinstallare e reinstallare il service pack quando sarÃ  rilasciata una nuova beta o la versione finale di IE8. Per evitare agli utenti queste seccature, Microsoft ha fatto in modo che sui sistemi con IE8b1, l&#8217;SP3 possa essere scaricato solo in modo manuale (l&#8217;aggiornamento, pertanto, non sarÃ  proposto nÃ© su Windows Update nÃ© su Aggiornamenti automatici).</p>
<p><strong>Correzione in corso</strong><br />
Come si Ã¨ detto, la distribuzione dell&#8217;SP3 al grande pubblico Ã¨ stata recentemente sospesa, ma in realtÃ  i link al download manuale delle varie localizzazioni, inclusa quella italiana, hanno continuato a funzionare: questo ha consentito ai piÃ¹ impazienti di installare l&#8217;aggiornamento prima che questo fosse reso disponibile su Download Center e Windows Update.</p>
<p>Microsoft sta attualmente lavorando alla risoluzione del problema di compatibilitÃ  tra l&#8217;SP3 e Microsoft Dynamics Retail Management System (MDRMS) emerso verso la fine dello scorso mese: in attesa del rilascio di una patch vera e propria, BigM ha implementato un filtro che impedisce il download del service pack da Windows Update su quei sistemi dove si trova installato MDRMS.</p>
<p>Fonte: www.punto-informatico.it</p>
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		<title>Il computer del 2050</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 12:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mancano pochi giorni per scoprire il vincitore dell&#8217;edizione 2007-2008 di NextGen PC Design Competition, un concorso lanciato da Microsoft e da Industrial Designers Society of America (IDSA) per sfruttare la genialitÃ  e l&#8217;intuizione dei cittadini della rete ed immaginare il computer del futuro. Il risultato sono creazioni incredibili sotto ogni aspetto, in grado di ridisegnare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-889" style="border: 1px solid black; float: left;" title="Genova: servizi web per tutti" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/internet_la_rete.jpg" alt="Il computer del 2050" width="150" height="149" />Mancano pochi giorni per scoprire il vincitore dell&#8217;edizione 2007-2008 di NextGen PC Design Competition, un concorso lanciato da Microsoft e da Industrial Designers Society of America (IDSA) per sfruttare la genialitÃ  e l&#8217;intuizione dei cittadini della rete ed immaginare il computer del futuro. Il risultato sono creazioni incredibili sotto ogni aspetto, in grado di ridisegnare e rivoluzionare l&#8217;approccio all&#8217;hardware e all&#8217;interfaccia. E con la possibilitÃ , se divenissero un giorno realtÃ , di cambiare anche la vita di chi li utilizza.</p>
<p>The CupLibero sfogo alla fantasia, nessun vincolo tecnologico: ai partecipanti non Ã¨ stato chiesto di rispettare alcuna regola particolare. L&#8217;unica richiesta Ã¨ stata di tentare di immaginare un prodotto che comprendesse hardware e software, un connubio cioÃ¨ in grado di cambiare non solo l&#8217;estetica di quel che ingombra la scrivania, ma anche il modo in cui lo si utilizza e con il quale le persone interagiscono tra loro.</p>
<p>L&#8217;esempio piÃ¹ lampante di questa spinta Ã¨ forse The Cup, un computer a forma di tazza. Non occorre saper usare un computer per avere The Cup, basta saper usare una tazza: per copiare le informazioni basta versarle da un recipiente all&#8217;altro, per sommare i contenuti basta sovrapporre le tazze. Per mostrare quanto si vuole condividere, perchÃ© non rovesciare il contenuto della tazza su una superficie qualsiasi? L&#8217;interfaccia sparisce, si fanno strada i gesti quotidiani: chiunque sia in grado di tenere in mano una tazza puÃ² usare The Cup.<br />
Per chi invece la tecnologia se la vuole portare addosso, le idee non scarseggiano. C&#8217;Ã¨ INFO Live, un orologio che Ã¨ allo stesso tempo archivio mobile, interfaccia con l&#8217;universo online e agenda personale. Per chi ancora non si fosse convinto, Ã¨ anche fatto di materiali ricilati e ha dunque un minore impatto ambientale. Se poi si Ã¨ in cerca di qualcosa di piÃ¹ femminile, c&#8217;Ã¨ Momenta: sembra una collana, ma Ã¨ in realtÃ  un guscio che contiene un registratore per gli istanti piÃ¹ importanti della propria vita. Cattura gli attimi e li riversa online, senza bisogno di portarsi appresso macchina fotografica, videocamera e laptop.<span id="more-961"></span></p>
<p>Per i piÃ¹ impegnati ci sono Yuno PC,Yuno PC la mug con lo schermo multitouch che corre lungo tutta la superficie e tiene aggiornato il proprietario sulle ultime notizie, il Backpacker&#8217;s Diary, che in ogni pagina mostra una funzione diversa e che si ricarica con i pannelli fotovoltaici integrati, oppure TRVL, che fa da passaporto e biglietto, ma anche da telefono, computer, agenda, navigatore e dizionario, con un corpo traslucido e multifunzione.</p>
<p>Se non bastasse, ci sono pure la tavolozza digitale per l&#8217;artista digitale, il computer pensato per dare una mano in cucina, quello che si integra con l&#8217;abitazione e ne regola lo stato e il divertimento per i suoi abitanti o che stimola la collaborazione per far nascere idee geniali.</p>
<p>Backpacker&#8217;s DiaryQuale sarÃ  quello che si Ã¨ spinto piÃ¹ avanti nel concetto di innovazione? Qual Ã¨ quello che cambia il modo in cui gli utenti interagiscono con il PC, che unisce l&#8217;estetica ad una tecnologia all&#8217;avanguardia? I giudici terranno conto di questi fattori, della possibilitÃ  di trasformare realmente le idee in un prodotto in plastica e silicio, e della sua vocazione ecologica. Il vincitore guadagnerÃ  10mila dollari, al preferito del pubblico andranno invece 2.500 dollari. A tutti, invece, andrÃ  l&#8217;onore di aver contribuito ad immaginare un futuro in cui i computer saranno sempre piÃ¹ coinvolti nelle attivitÃ  quotidiane, e magari saranno alla portata anche di chi oggi Ã¨, suo malgrado, digital divided.</p>
<p>Fonte: www.punto-informatico.it</p>
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		<title>Microsoft lascia, Yahoo rischia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su una cosa soltanto tutti gli analisti sembrano concordi: se Yahoo non riuscirÃ  nei prossimi mesi a convincere il mercato di aver fatto la cosa giusta, allora il suo titolo potrebbe subire un tracollo. Il motivo sta naturalmente nella decisione dei dirigenti della net company di rifiutare l&#8217;acquisizione proposta da Microsoft, ovvero di fare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="Nessuna"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-949" style="float: left; border: black 1px solid;" title="microsoft_yahoo" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/05/microsoft_yahoo-150x150.jpg" alt="Microsoft lascia, Yahoo rischia" width="150" height="150" /></a>Su una cosa soltanto tutti gli analisti sembrano concordi: se Yahoo non riuscirÃ  nei prossimi mesi a convincere il mercato di aver fatto la cosa giusta, allora il suo titolo potrebbe subire un tracollo. Il motivo sta naturalmente nella decisione dei dirigenti della net company di rifiutare l&#8217;acquisizione proposta da Microsoft, ovvero di fare a meno di un&#8217;operazione da 46 miliardi di dollari. Una scelta complicata: non appena si Ã¨ saputo che Microsoft aveva deciso di non sottostare alle richieste di Yahoo e di non tentare neppure una scalata ostile alla proprietÃ , il titolo di Yahoo ha perso punti, segno dell&#8217;incertezza che viene attribuita al suo futuro, incertezza alimentata anche dal fatto che alcuni importanti azionisti, nelle scorse settimane, avevano espresso il proprio interesse nell&#8217;offerta di Microsoft.</p>
<p>Ad ogni modo, come scriveva sabato il CEO di Microsoft Steve Ballmer al suo omologo in Yahoo Jerry Yang, &#8220;chiaramente si tratta di una operazione che non s&#8217;ha da fare&#8221;. Il motivo Ã¨ la valutazione del titolo di Yahoo!, con Microsoft disposta a portare la propria offerta a quota 33 dollari per azione, ben oltre l&#8217;offerta originaria ma anche molto al di sotto di quei 37 dollari che la dirigenza di Yahoo sembra considerare imprescindibili.</p>
<p>Ma, come osservano alcuni, Ã¨ difficile ridurre l&#8217;allontanamento che sembra definitivo delle due aziende ad una questione di valutazione del titolo: la valutazione Ã¨ rilevante, anzi di piÃ¹, ma ad aver giocato a sfavore di una operazione di questo genere Ã¨ anche il comportamento tenuto da Yahoo, che ha infastidito Redmond. Lo ha scritto proprio Ballmer, che focalizza la propria lettera a Yang sugli accordi che Yahoo va intessendo con Google sotto il profilo della raccolta pubblicitaria: sono intese che non piacciono a Microsoft perchÃ© daranno adito &#8211; diceva Ballmer &#8211; a problemi regolamentari che Microsoft non vuole ereditare con l&#8217;acquisizione. <span id="more-948"></span></p>
<p>Inoltre, secondo il CEO di Microsoft tradiscono un comportamento che svaluta punti forti di Yahoo come la piattaforma pubblicitaria Panama. Con accordi di questo genere con &#8220;il motore di ricerca dominante&#8221;, cadrebbe anche la capacitÃ  di BigY di tenere a sÃ© sviluppatori e ingegneri di talento, fondamentali in previsione di una fusione tra le aziende. Non solo: l&#8217;alleanza pubblicitaria con Google si tradurrebbe in un consolidamento dello share di mercato giÃ  impressionante di quest&#8217;ultima, a cui, secondo Ballmer, finirebbero per essere date le chiavi dell&#8217;intero business pubblicitario di Yahoo.</p>
<p>&#8220;Credo ancora &#8211; chiudeva poi Ballmer &#8211; che anche oggi la nostra offerta rimanga la sola alternativa che possa offrire ai tuoi azionisti un pieno ed equo valore. Avendo scelto di non firmare l&#8217;accordo con noi, tu e i tuoi azionisti avete rinunciato ad un valore di prima grandezza&#8221;. Quella di Ballmer Ã¨ una chiusura che suona per molti versi come un avvertimento che alcuni analisti, come accennato, peraltro condividono: Yahoo viene da molti trimestri di difficoltÃ  sul mercato, sia a livello di entrate che di quote, e non tutti sono disposti a scommettere sulla sua capacitÃ  di invertire la rotta. Solo due giorni prima della presentazione della proposta di acquisto di Microsoft lo scorso gennaio, i dati di Yahoo non sembravano proprio disegnare un 2008 in rialzo.</p>
<p>Eppure, com&#8217;Ã¨ peraltro ovvio, proprio Yang ha risposto a Ballmer nel giro di poche ore, ribadendo la correttezza della propria posizione ed anzi rilanciando il processo di ristrutturazione di Yahoo, che da tempo si affida al suo fondatore per trovare la via tra i colossi Google e Microsoft. &#8220;Sono incredibilmente orgoglioso del modo in cui il nostro team si Ã¨ comportato negli ultimi tre mesi &#8211; ha dichiarato Yang &#8211; Questo negoziato ha sottolineato la nostra posizione strategica, unica e di grande valore. Potendoci lasciare alle spalle la distrazione della proposta non richiesta di Microsoft, saremo in grado di focalizzare tutte le nostre energie nella piÃ¹ importante transizione nella nostra storia, cosicchÃ© si possa massimizzare il nostro potenziale a vantaggio dei nostri azionisti, dipendenti, partner e utenti&#8221;.</p>
<p>Nella nota ufficiale con cui Yahoo ha preso atto della lettera di Ballmer, la dirigenza del portalone ha ribadito la propria convinzione &#8220;che l&#8217;offerta di Microsoft sottovaluti l&#8217;azienda&#8221;. &#8220;Yahoo &#8211; ha scritto la Board &#8211; produce profitti, cresce e sta adempiendo al suo piano strategico per catturare le grandi opportunitÃ  sul mercato relativamente giovane della pubblicitÃ  online. I nostri risultati per il primo trimestre 2008 e l&#8217;aumento del cash flow per il 2008 dimostrano i progressi che stiamo compiendo&#8221;.</p>
<p>Ballmer e Yang si erano incontrati lo scorso mercoledÃ¬ per disegnare un possibile scenario di acquisizione, un incontro che sembrava essersi concluso con un avvicinamento che avrebbe potuto portare ad un accordo. In realtÃ  la distanza Ã¨ rimasta, nÃ© Microsoft ha alcuna intenzione di tentare la via dell&#8217;offerta di acquisto ostile: significherebbe mettersi contro il management di Yahoo e dar tempo all&#8217;azienda di diventare un boccone indigesto per il colosso di Redmond. Una eventualitÃ  a cui accenna lo stesso Ballmer: &#8220;Ãˆ per me chiaro che non sarebbe responsabile per Microsoft portare la nostra offerta direttamente ai vostri azionisti. Questo approccio comporterebbe senza dubbio una gara di rilanci protratta nel tempo e probabilmente un&#8217;offerta di scambio. I nostri incontri con voi ci hanno portato a ritenere che, nel frattempo, voi fareste dei passi che renderebbero Yahoo un acquisto indesiderabile per Microsoft&#8221;.</p>
<p>Questi tre mesi di trattative, chiosano alcuni esperti, hanno fatto bene solo a Google. Rob Enderle, analista finanziario di Silicon Valley, ha dichiarato che &#8220;Microsoft ha fatto la cosa giusta, Ã¨ andata avanti. Il valore del titolo di Yahoo verrÃ  giÃ¹ come una pietra&#8221;. Valutazioni che non piacciono a Yang, secondo cui tra il 2009 e il 2010 i profitti di Yahoo invece saliranno, e non poco, si parla del 25 per cento, grazie all&#8217;espansione del network pubblicitario e dei nuovi tool di promozione. Yang ha convinto di questo la sua Board, nei prossimi mesi dovrÃ  convincere anche tutti gli altri, anche quegli analisti che proprio non vedono la possibilitÃ  di una simile rinascita da parte di Yahoo.</p>
<p>Fonte: www.punto-informatico.it</p>
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		<title>Computer low-cost con XP sino al 2010</title>
		<link>http://www.match.it/2008/04/computer-low-cost-con-xp-sino-al-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 17:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows XP]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft ha reso nota la decisione di estendere ai produttori OEM la possibilitÃ  di includere Windows XP Home all&#8217;interno dei loro computer a basso costo, quali l&#8217;Asus Eee PC, l&#8217;Intel Classmate PC e l&#8217;OLPC, fino al 30 giugno 2010. Il sistema operativo, il cui ciclo di vita doveva originariamente terminare il 30 gennaio 2008, rimarrÃ  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.it"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-915" style="float: left; border: 1px solid black;" title="windows-xp" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/04/windows-xp-150x150.jpg" alt="Computer low-cost con XP sino al 2010" width="150" height="150" /></a>Microsoft ha reso nota la decisione di estendere ai produttori OEM la possibilitÃ  di includere Windows XP Home all&#8217;interno dei loro computer a basso costo, quali l&#8217;Asus Eee PC, l&#8217;Intel Classmate PC e l&#8217;OLPC, fino al 30 giugno 2010. Il sistema operativo, il cui ciclo di vita doveva originariamente terminare il 30 gennaio 2008, rimarrÃ  invece in vendita nelle sue versioni Home e Professional fino al 30 giungo 2008 , al termine del quale gli utenti potranno disporre del supporto Microsoft fino ad aprile 2009 .</p>
<p>A detta di Microsoft, sia gli utenti che i produttori di Pc a basso costo hanno manifestato apertamente il desiderio di poter installare Windows nelle loro macchine e Windows XP Home offre tuttora una soluzione efficace sotto il profilo delle performance e dei costi; come facilmente intuibile, Windows Vista risulta troppo esigente in fatto di hardware per poter essere installato in tale tipologia di macchine. Per venire incontro ai produttori interessati a realizzare Pc a basso costo incentrati su Windows, Microsoft ha realizzato una guida in grado di fornire indicazioni per quanto riguarda l&#8217;hardware piÃ¹ idoneo: un processore ad almeno 500 Mhz (1 Ghz per ottenere le migliori prestazioni) e almeno 256 Mb di ram.<span id="more-914"></span></p>
<p>Il ciclo regolare di XP Ã¨ al termine, ma secondo Microsoft il nuovo ciclo Ã¨ giÃ  iniziato sotto buoni auspici Â«siamo veramente orgogliosi dai progressi che Windows Vista ha ottenuto negli ultimi sei mesiÂ», ha dichiarato Michael Dix, General Manager di Windows Client Product Management. Â«Vista Ã¨ il sistema operativo Microsoft che ha ottenuto la penetrazione piÃ¹ veloce con oltre 100 milioni di licenze vendute in tutto il mondoÂ». Secondo quanto riportato da Dix, a tutt&#8217;oggi sono piÃ¹ di 2.500 gli applicativi ad aver ricevuto il logo Windows Vista e piÃ¹ di 7.800 le periferiche supportate dai produttori o attraverso Windows Update.</p>
<p>Alla luce del successo ottenuto dai computer a basso costo, siano essi l&#8217;Asus Eee Pc o i computer indirizzati ai paesi piÃ¹ poveri, e vista l&#8217;impossibilitÃ  di utilizzare Vista in tale tipologia di macchine, l&#8217;estensione della disponibilitÃ  di XP appare comunque una scelta forzata per non lasciare troppo spazio ai sistemi operativi alternativi, Linux in primis.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Apple, in arrivo l&#039;iPod &#039;prepagato&#039;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 17:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apple, il colosso informatico e tecnologico statunitense, ha in cantiere il lancio di un nuovo iPod con accesso pre-pagato al catalogo musicale di Tunes, il programma per l&#8217;acquisto di canzoni online sviluppato dalla societÃ  californiana. Come scrive Usa Today, citando fonti ben informate, Apple sarebbe in trattative con le principali etichette musicali per discutere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/ipod-nano-150x150.jpg" alt="Apple, in arrivo l'iPod 'prepagato'" align="left" border="1" />Apple, il colosso informatico e tecnologico statunitense, ha in cantiere il lancio di un nuovo iPod con accesso pre-pagato al catalogo musicale di Tunes, il programma per l&#8217;acquisto di canzoni online sviluppato dalla societÃ  californiana.</p>
<p>Come scrive Usa Today, citando fonti ben informate, Apple sarebbe in trattative con le principali etichette musicali per discutere di questo progetto, che potrebbe arrivare sul mercato giÃ  dal prossimo giugno.</p>
<p>Per anni il settore musicale ha cercato di offrire abbonamenti mensili per l&#8217;ascolto di musica via Internet come alternativa alla vendita di canzoni online, dalla quale le etichette non traggono grandi profitti. Per questo le case musicali hanno spinto le offerte di abbonamento da 14,99 dollari offerte da Rhapsody, Napster e Microsoft piuttosto che i download da 99 centesimi a pezzo, il modello adottato da iTunes.</p>
<p>Con la formula dell&#8217;abbonamento, i clienti hanno accesso all&#8217; intero catalogo musicale del fornitore di servizi, ma non acquistano le canzoni per sempre e se il contratto non viene rinnovato non possono piÃ¹ ascoltarle.<br />
Apple ha a lungo fatto resistenza a questo tipo di formula, argomentando che i suoi clienti non sarebbero stati interessati.<span id="more-906"></span></p>
<p>La societÃ  dichiara di aver venduto 4 miliardi di canzoni da quando ha lanciato iTunes, ossia dal 2003</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>OpenOffice 3.0 prende forma</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche se mancano piÃ¹ di cinque mesi, salvo ritardi, alla release finale, OpenOffice.org 3.0 comincia a prendere forma e una prima Developer Preview permettere di dare un&#8217;occhiata, preliminare per l&#8217;appunto, a quello che vedremo nella sempre piÃ¹ apprezzata suite per ufficio open source. GiÃ  all&#8217;avvio ci si imbatte nella prima novitÃ : uno Start Center permette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/openoffice_logo-150x150.jpg" alt="OpenOffice 3.0 prende forma" align="left" border="1" />Anche se mancano piÃ¹ di cinque mesi, salvo ritardi, alla release finale, OpenOffice.org 3.0 comincia a prendere forma e una prima Developer Preview permettere di dare un&#8217;occhiata, preliminare per l&#8217;appunto, a quello che vedremo nella sempre piÃ¹ apprezzata suite per ufficio open source.</p>
<p>GiÃ  all&#8217;avvio ci si imbatte nella prima novitÃ : uno Start Center permette di selezionare le attivitÃ  da svolgere, ovvero quale programma della suite avviare, o se aprire un documento o un modello. Avviando uno dei programmi della suite, si nota immediatamente il netto miglioramento delle performance. Gli utenti Apple potranno finalmente utilizzare una versione Aqua nativa, e potranno dimenticare X11 (che non lascia spazio all&#8217;integrazione con il sistema). Questo significherÃ  ben presto la fine del progetto NeoOffice, un porting di OpenOffice su Java studiato apposta per fornire una versione Mac integrata con l&#8217;OSX.</p>
<p>Sono stati fatti numerosi passi in avanti nel supporto del discusso formato OOXML, usato da Microsoft nel suo Office 2007: il filtro di importazione funziona meglio di quello incluso nella serie 2.X di OpenOffice, ma si dimostra ancora fallace in alcuni punti dimostra fallace in piÃ¹ punti. I problemi dovrebbero essere risolti per la versione finale e OpenOffice 3.0 dovrebbe supportare pienamente OOXML (.docx, .pptx, .xlsx) sia in scrittura che in lettura.<span id="more-902"></span></p>
<p>Writer, il programma per la videoscrittura e di sicuro il modulo piÃ¹ usato della suite, ha acquisito la capacitÃ  di scrivere delle note a margine, colorate a seconda dell&#8217;autore. Si tratta di un progetto nato in seno allo scorso Google Summer of Code, l&#8217;iniziativa di Google per sponsorizzare l&#8217;impegno degli studenti su progetti opensource. La versione finale dovrebbe fornire una gestione avanzata per l&#8217;integrazione delle note all&#8217;interno del testo e viceversa. La gestione delle immagini si Ã¨ particolarmente arricchita, con funzionalitÃ  base di editing, tra cui alcuni effetti e il ritaglio dell&#8217;immagine.</p>
<p>Calc, il programma per i fogli elettronici, ha subito alcuni miglioramenti grafici (le celle selezionate non appaiono piÃ¹ semplicemente a colori invertiti, ma assumono una colorazione piÃ¹ moderna e integrata con lo schema di colori del sistema operativo), ma Ã¨ sotto il cofano che sono presenti i miglioramenti piÃ¹ importanti, che saranno particolarmente graditi nel mondo scientifico e accademico. Ãˆ possibile risolvere problemi di ottimizzazione lineare, cercando in una certa formula i valori che ne massimizzano o minimizzano i risultati. I grafici hanno inoltre la possibilita di visualizzare le barre di errore, utilizzate per mostrare l&#8217;incertezza di un valore. Piccola chicca: Calc 3.0 avrÃ  1024 colonne, contro le attuali 256.</p>
<p>Impress, il software per le presentazioni aggiunge la possibilitÃ  di utilizzare le tabelle direttamente e senza essere obbligati ad inserire un oggetto esterno (ad esempio una tabella presa da Calc). Le tabelle sono facilmente formattabili grazie a temi e schemi di colore giÃ  pronti e personalizzabili. Le animazioni, soprattutto quelle dei singoli oggetti, sono state arricchite con nuovi effetti. Peccato non siano stati inseriti gli effetti OpenGL per la transizione delle slide, presentati la scorsa estate sempre nell&#8217;ambito del Google Summer of Code.</p>
<p>Nonostante i cinque mesi che mancano alla release finale, la strada verso la fine dei lavori Ã¨ ancora lunga: mancano all&#8217;appello l&#8217;importazione da file PDF e la creazione di PDF con possibilitÃ  di editing grazie all&#8217;embedding del file originale. Altro grande assente Ã¨ l&#8217;alternativa ad Outlook. Per oltre un anno si era parlato, neanche troppo sottovoce, di una probabile inclusione di Thunderbird nella suite. La decisione di glissare, almeno per ora, potrebbe perÃ² essere una scelta tecnica piÃ¹ che politica: Thunderbird ha subito molti ritardi nello sviluppo e la versione 3.0, che gestirÃ  i calendari senza bisogno di estensioni aggiuntive, sarÃ  pronta solo alcuni mesi dopo OpenOffice 3.0.</p>
<p>Per riuscire a strappare qualche utente all&#8217;Office di Microsoft, la suite sponsorizzata da Sun punterÃ  sulle estensioni. Con la prossima versione, infatti, sarÃ  piÃ¹ facile sviluppare nuove funzioni in maniera simile a quanto avviene con Firefox, che sulle estensioni ha fondato gran parte della sua forza.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>C&#039;Ã¨ Linux nel futuro dei computer HP</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 22:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Novell ha annunciato che HP equipaggerÃ  alcuni dei proprio computer desktop e portatili con il Suse Linux Enterprise Desktop 10. I computer HP con preinstallato Linux dovrebbero arrivare entro l&#8217;estate, all&#8217;inizio del secondo quadrimestre di quest&#8217;anno, e almeno all&#8217;inizio l&#8217;offerta dovrebbe essere limitata alle macchine destinate al mercato enterprise, anche se per ora non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/linux-logo-150x150.jpg" alt="Câ€™Ã¨ Linux nel futuro dei computer HP" align="left" border="1" />Novell ha annunciato che HP equipaggerÃ  alcuni dei proprio computer desktop e portatili con il Suse Linux Enterprise Desktop 10. I computer HP con preinstallato Linux dovrebbero arrivare entro l&#8217;estate, all&#8217;inizio del secondo quadrimestre di quest&#8217;anno, e almeno all&#8217;inizio l&#8217;offerta dovrebbe essere limitata alle macchine destinate al mercato enterprise, anche se per ora non si esclude l&#8217;ipotesi di vedere il Novell SLED anche su alcuni modelli di fascia home.</p>
<p>L&#8217;annuncio Ã¨ arrivato durante la conferenza Novell Brainshare tenutasi a Salt Lake City per bocca di Roger Levy, vice presidente del dipartimento Novell per le Open Platform Solutions. In un&#8217;intervista Levy ha dichiarato che Â«Ogni altro distributore diffuso su tutto il mondo e con un&#8217;ampia quota sul mercato introdurrÃ  il Linux di fascia Enterprise fra le alternative, e questo Ã¨ per noi molto significativoÂ». Sull&#8217;accordo c&#8217;Ã¨ ancora il massimo riserbo: Novell non ha voluto fornire ulteriori particolari, nÃ© tecnici nÃ© economici, e nessun commento Ã¨ arrivato da HP che per ora sembra preferire mantenere il silenzio. Quello che si sa Ã¨ che l&#8217;offerta partirÃ  solo in alcune zone geografiche (probabilmente l&#8217;Europa non sarÃ  fra queste) e che le due aziende collaboreranno strettamente per sviluppare nuovi driver per Linux e per fornire il supporto agli utenti finali del prodotto.<span id="more-895"></span></p>
<p>Questa non Ã¨ la prima volta di HP alle prese con Linux. GiÃ  da parecchio tempo Hp offre la possibilitÃ  di installare una distribuzione Red Hat sull sue workstation tramite l&#8217;HP Installer Kit for Linux, e l&#8217;anno scorso, anche se solo in Australia, aveva messo a listino un computer desktop di fascia bassa con Linux preinstallato.</p>
<p>Per quanto riguarda Novell, Levy ha continuato nell&#8217;intervista dicendo che il target principale della sua azienda Ã¨ la fascia Enterprise, fascia in cui Linux rappresenta un&#8217;alternativa reale, avendo a disposizione software maturi e completi come OpenOffice e grazie alla possibilitÃ  di interfacciarsi facilmente con le infrastrutture Microsoft, molto diffuse nelle aziendale, tra cui Exchange e Active Directory. E Novell sembra non avere timore del confronto con la casa di Redmond e anzi cerca di fare leva sul momento no di Windows Vista, sempre piÃ¹ criticato per gli alti requisiti e la mancanza di driver. Â«Vista ha lasciato nella mente della gente molti piÃ¹ interrogativi delle precedenti generazioni [di Windows] riguardo il suo valoreÂ».</p>
<p>Novell comunque Ã¨ ben consapevole che non potrÃ  scalzare Windows dal suo trono nel futuro a breve termine, ma non nasconde di voler puntare ad una quota del 10%. La strada Ã¨ ancora lunga: anche se una breccia nel mercato Ã¨ stata aperta, ha dichiarato il CTO di Novell, Jeff Jaffe, Â«Ci sono ancora molte vecchie applicazioni in giro, e trovare la giusta maniera per supportarle rappresenta un altro importante elemento della nostra strategiaÂ».</p>
<p>Resta il fatto che nel mercato dei computer desktop Novell sta attraversando un momento d&#8217;oro: oltre alla nuova partnership con HP, Novell fornisce il suo SUSE Linux anche a Lenovo e Dell, che lo offre di fianco all&#8217;alternativa Ubuntu sul mercato Asiatico. E proprio la preinstallazione, uno dei maggiori ostacoli contrapposti da Microsoft alla diffusione del pinguino, Ã¨ considerata il Cavallo di Troia con cui Linux potrÃ  allargare la propria base di utenti.<br />
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<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Yahoo incontra i vertici Microsoft</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 17:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft e Yahoo si sono incontrate lunedÃ¬ scorso per discutere dell&#8217;offerta d&#8217;acquisto da 42 miliardi di dollari avanzata dall&#8217;azienda di Bill Gates. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti vicine all&#8217;operazione. Il mese scorso il board di Yahoo aveva respinto l&#8217;offerta. Secondo il WSJ l&#8217;incontro tra i due gruppi non Ã¨ stato una trattativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/microsoft-logo-150x150.jpg" title="Yahoo incontra i vertici Microsoft" alt="Yahoo incontra i vertici Microsoft" align="left" border="1" />Microsoft e Yahoo si sono incontrate lunedÃ¬ scorso per discutere dell&#8217;offerta d&#8217;acquisto da 42 miliardi di dollari avanzata dall&#8217;azienda di Bill Gates.</p>
<p>Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti vicine all&#8217;operazione. Il mese scorso il board di Yahoo aveva respinto l&#8217;offerta. Secondo il WSJ l&#8217;incontro tra i due gruppi non Ã¨ stato una trattativa e non erano presenti consulenti bancari. Microsoft avrebbe spiegato a Yahoo i suoi progetti in caso di fusione. Entrambe le societÃ  non hanno fatto commenti all&#8217;articolo del WSJ.</p>
<p>Intanto Yahoo! ha annunciato che traslocherÃ  dalla sua sede europea di Londra per trasferirsi in Svizzera. La societÃ  si installerÃ  a Rolle, nel cantone di Vaud, sulle rive del lago di Ginevra. La decisione &#8220;s&#8217;inserisce nella nostra strategia commerciale internazionale per aumentare la nostra competitivitÃ , ottenere risultati finanziari, essere efficienti&#8221; ha dichiarato l&#8217;azienda in un comunicato.</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>Microsoft e Sun estendono la collaborazione</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 19:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sun Microsystems e Microsoft continuano l&#8217;esplorazione della loro collaborazione partita nel mese di novembre annunciando l&#8217;apertura del Sun/Microsoft Interoperability Center in Redmond, allo scopo di creare tecnici esperti nel progettare e testare l&#8217;interoperabilitÃ  tra gli applicazioni Microsoft e i sistemi Sun Fire x64. Disponibile inoltre Sun Infrastructure Solution for Microsoft Exchange Server 2007, soluzione nata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/sun.jpg" title="Microsoft e Sun estendono la collaborazione" alt="Microsoft e Sun estendono la collaborazione" align="left" border="1" />Sun Microsystems e Microsoft continuano l&#8217;esplorazione della loro collaborazione partita nel mese di novembre annunciando l&#8217;apertura del Sun/Microsoft Interoperability Center in Redmond, allo scopo di creare tecnici esperti nel progettare e testare l&#8217;interoperabilitÃ  tra gli applicazioni Microsoft e i sistemi Sun Fire x64. Disponibile inoltre Sun Infrastructure Solution for Microsoft Exchange Server 2007, soluzione nata per aiutare i clienti business a gestire al meglio le email e trarre il massimo beneficio da Exchange Server 2007.</p>
<p>Obiettivo del centro, ottimizzare le applicazioni Microsoft con i sistemi x64 di Sun e promuovere l&#8217;interoperabilitÃ  in aree come la virtualizzazione Java. Â«I nostri clienti e partner vogliono massimizzare l&#8217;efficienza del loro business e li stiamo aiutando aprendo il nuovo Sun/Microsoft Interoperability CenterÂ», ha dichiarato Bob Kelly, corporate vice president dell&#8217;infrastructure server marketing a Microsoft. Â«Il nuovo Sun/Microsoft Interoperability Center fornirÃ  ai nostri clienti un banco di prova per il funzionamento degli applicativi Microsoft piÃ¹ importanti sui server x64 di Sun e permetterÃ  di assicurare una integrazione ottimale tra le tecnologieÂ», ha affermato Lisa Sieker, vice presidente del Systems Marketing, Sun Microsystems.</p>
<p>I nuovi centri saranno progettati seguendo le seguenti direttive: la presenza di un&#8217;area per le dimostrazioni e i test, un laboratorio focalizzato su Windows Server 2008 sui sistemi Sun x64 e la possibilitÃ  di certificare software Java Platform Enterprise Edition (Java EE) e Java Platform Standard Edition (Java SE), compreso Java Runtime Environment (JRE) per gli applicativi Microsoft.<span id="more-880"></span></p>
<p>Il primo frutto della rinnovata collaborazione Ã¨ rappresentato dalla nascita della Sun Infrastructure Solution for Microsoft Exchange Server 2007, soluzione in grado di aiutare i clienti business ad utilizzare al meglio Exchange Server 2007. Diverse configurazioni permettono ai clienti di migrare verso la soluzione Microsoft in maniera facile ed indolore, salvando sino all&#8217;85% di spazio rack e di energia, e riducendo il costo legato alle email del 70% in tre anni.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Windows 7 al vaglio dell&#039;antitrust</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 12:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha da poco avviato l&#8217;iter per la verifica di eventuali infrazioni delle leggi antitrust nel suo nuovo sistema operativo Windows 7. Stando alle informazioni fornite dalla Corte del District of Columbia, il colosso dell&#8217;informatica avrebbe inviato una copia del suo OS al comitato incaricato di vigilare sull&#8217;operato di Microsoft, da alcuni anni oggetto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" align="left" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/microsoft_logo.miniatura.jpg" alt="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft" title="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft" />Microsoft ha da poco avviato l&#8217;iter per la verifica di eventuali infrazioni delle leggi antitrust nel suo nuovo sistema operativo Windows 7. Stando alle informazioni fornite dalla Corte del District of Columbia, il colosso dell&#8217;informatica avrebbe inviato una copia del suo OS al comitato incaricato di vigilare sull&#8217;operato di Microsoft, da alcuni anni oggetto di una causa federale per aver violato le leggi antitrust statunitensi. La notizia confermerebbe, almeno indirettamente, lo stato di avanzamento del progetto Vienna per la creazione del sistema operativo destinato a sostituire Vista.</p>
<p>A giudicare dal testo del comunicato ufficiale, il Comitato Tecnico (TC) avrebbe da poco ricevuto una copia di Windows 7 e sarebbe giÃ  al lavoro per verificare l&#8217;eventuale presenza di applicazioni in contrasto con le vigenti normative sulla libera concorrenza. I tecnici, nominati dalla Corte federale che segue il caso, dovrebbero dedicare particolare attenzione ad alcuni aspetti del progetto, cercando di capire se alcune applicazioni possano favorire Microsoft a scapito degli altri produttori di software. Â«Il TC ha iniziato la revisione di Windows 7. Microsoft ha da poco consegnato una versione di Windows 7 al TC, e sta sollecitando il TC affinchÃ© continui il proprio lavoroÂ» si legge nel comunicato della Corte.</p>
<p>Il Comitato Tecnico si riserva, inoltre, di attuare successive verifiche nelle prossime versioni di prova di Windows 7 fino al debutto definitivo del nuovo sistema operativo. Microsoft non ha ancora fornito un calendario preciso per il rilascio del suo nuovo OS, che dovrebbe comunque avvenire non prima del 2010. <span id="more-876"></span></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.webnews.it/">www.webnews.it</a></p>
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		<title>Yahoo!, Time Warner in campo per contrastare l&#039;opa di Microsoft</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 17:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Yahoo! e il colosso dei media Time Warner hanno intensificato i colloqui per contrapporre una alternativa all&#8217;offerta lanciata da Microsoft sul motore di ricerca. Lo scrivono il Wall Street Journal e il New York Times citando persone vicine al dossier. In particolare, i colloqui verterebbero su un&#8217;ipotesi di accordo che prevede l&#8217;ingresso in Yahoo! della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" align="left" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/09/yahoo-logo-150x150.jpg" alt="Yahoo!, Time Warner in campo per contrastare l'opa di Microsoft" title="Yahoo!, Time Warner in campo per contrastare l'opa di Microsoft" />Yahoo! e il colosso dei media Time Warner hanno intensificato i colloqui per contrapporre una alternativa all&#8217;offerta lanciata da Microsoft sul motore di ricerca. Lo scrivono il Wall Street Journal e il New York Times citando persone vicine al dossier. In particolare, i colloqui verterebbero su un&#8217;ipotesi di accordo che prevede l&#8217;ingresso in Yahoo! della divisione internet di Time Warner, Aol. Tuttavia, il Wsj precisa che le fonti ancora considerano la scalata di Microsoft su Yahoo! come l&#8217;esito piÃ¹ probabile della vicenda.</p>
<p>Lo scorso primo febbraio il motore di ricerca aveva respinto l&#8217;offerta da 41,2 miliardi di dollari avanzata dal gigante informatico di Bill Gates, giudicandola troppo bassa. Da allora, si sono accavallate voci su una serie di contatti avviati da Yahoo! con altri soggetti &#8211; tra cui la stessa Aol, la News Corporation di Rupert Murdoch, Disney e Google &#8211; per trovare soluzioni alternative e difendersi dall&#8217;affondo di Microsoft. L&#8217;accordo con News Corp, in particolare, prevederebbe che Yahoo! integri il sito My Space.</p>
<p>Certo, osserva il New York Times, Aol Ã¨ troppo piccola per comprare Yahoo!, ma un accordo o una fusione tra le due societÃ , che metta insieme la forte posizione di Aol nel mercato pubblicitario con quella di Yahoo! come motore di ricerca, potrebbe diventare una solida alternativa alla vendita a Microsoft. Un accordo di questo tipo sarebbe ben visto anche da Google, che ha il 5 per cento di Aol. <span id="more-867"></span></p>
<p>Sempre oggi, il New York Times scrive che Yahoo! starebbe pensando di posticipare l&#8217;assemblea annuale proprio per avere piÃ¹ tempo per trovare eventuali partner nel tentativo di neutralizzare i propositi di conquista di Bill Gates. Ma anche Microsoft si sta muovendo per favorire il successo della propria offerta, mettendo a punto una proposta di nomina di dirigenti che potrebbero essere approvati da Yahoo!.</p>
<p>Tuttavia l&#8217;assemblea non puÃ² essere posticipata in eterno: secondo le leggi del Delaware, stato nel quale Yahoo! ha la sede legale, una public company (societÃ  ad azionariato diffuso) non puÃ² far passare piÃ¹ di 13 mesi senza tenere l&#8217;assemblea annuale. L&#8217;ultima assemblea annuale si Ã¨ tenuta il 12 giugno dell&#8217;anno scorso.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/">www.repubblica.it</a></p>
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		<title>Interoperable Explorer 8</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 17:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passo storico per Microsoft che con la versione 8 del suo browser Internet Explorer annuncia che nel rendering delle pagine darÃ  la prioritÃ  agli standard della rete e quindi non alle funzioni di design che arbitrariamente sceglie di prediligere. Una simile sottomissione alle piÃ¹ basilari leggi di interoperabilitÃ  Ã¨ lungi dall&#8217;essere scontata nel colosso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" align="left" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/microsoft_logo.miniatura.jpg" alt="Interoperable Explorer 8" title="Interoperable Explorer 8" />Passo storico per Microsoft che con la versione 8 del suo browser Internet Explorer annuncia che nel rendering delle pagine darÃ  la prioritÃ  agli standard della rete e quindi non alle funzioni di design che arbitrariamente sceglie di prediligere.</p>
<p>Una simile sottomissione alle piÃ¹ basilari leggi di interoperabilitÃ  Ã¨ lungi dall&#8217;essere scontata nel colosso di Redmond che da sempre ha utilizzato il proprio quasi monopolio come un&#8217;arma in tutti i settori del software compreso il browsing. Ma i tempi dello strapotere potrebbero finire presto, il 30% del mercato detenuto da Firefox mette paura e Microsoft sembra pronta ad adeguarsi alle molte leggi della rete.</p>
<p>Dunque secondo quanto annunciato dalla stessa casa madre Internet Explorer (la cui prima beta Ã¨ prevista per giugno) darÃ  la prioritÃ  agli standard interoperabili della rete, ma sarÃ  possibile comunque scegliere tra tre modalitÃ  di rendering per non far torto a nessuno. Oltre quella standard infatti sarÃ  inclusa una che riflette l&#8217;implementazione degli standard all&#8217;epoca di IE7 e una basata sul rendering utilizzato all&#8217;inizio dell&#8217;era del web. CosÃ¬ facendo dovrebbe essere sempre possibile visualizzare correttamente qualsiasi contenuto.</p>
<p>Â«La questione Ã¨ complessaÂ» ha dichiarato Ray Ozzie nel comunicato ufficiale Â«Da una parte ci sono miliardi di pagine disegnate per andare bene sui browser vecchi, alcune delle quali nemmeno piÃ¹ mantenute aggiornate ma comunque presenti, dall&#8217;altra c&#8217;Ã¨ un beneficio concreto a supportare in pieno l&#8217;interoperabilitÃ  e l&#8217;evolversi degli standard. Dopo lungo ponderare abbiamo deciso di dare la prioritÃ  agli standard moderni per rimanere fedeli ai nostri Principi di InteroperabilitÃ  e per essere il piÃ¹ trasparenti possibileÂ».<span id="more-866"></span></p>
<p>Certo non erano esattamente cosÃ¬ le posizioni di Microsoft fino a poco tempo fa e non stupisce che ci siano anche questioni legali dietro un simile mutamento. Infatti benchÃ¨ ora non ci siano leggi in materia Ã¨ la stessa Redmond a dichiarare che comunque una mossa del genere scongiurerÃ  battaglie legali. Solo ad inizio anno, ad esempio, Opera ha lamentato presso l&#8217;Unione Europea dell&#8217;atteggiamento ostruzionistico di Microsoft nel campo del browsing.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.webnews.it/">www.webnews.it</a></p>
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		<title>Parla Tariq Krim, padre di Netvibes</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigare su Internet significa vagare da un sito all&#8217;altro, inseguendo un&#8217;informazione, una pubblicitÃ , una promessa. Clic dopo clic, entriamo in piste preparate da esperti in marketing e web-designer per farci visitare pagine che non ci interessano. CosÃ¬ sembrerebbe inutile rifugiarsi nel web per sfuggire alla dittatura della televisione che ci fa tutti uguali, spettatori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.it/2008/03/netvibes/parla-tariq-krim-padre-di-netvibes/" rel="attachment wp-att-854" title="Parla Tariq Krim, padre di Netvibes"><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/coriander-150x150.jpg" title="Parla Tariq Krim, padre di Netvibes" alt="Parla Tariq Krim, padre di Netvibes" align="left" border="1" /></a>Navigare su Internet significa vagare da un sito all&#8217;altro, inseguendo un&#8217;informazione, una pubblicitÃ , una promessa. Clic dopo clic, entriamo in piste preparate da esperti in marketing e web-designer per farci visitare pagine che non ci interessano. CosÃ¬ sembrerebbe inutile rifugiarsi nel web per sfuggire alla dittatura della televisione che ci fa tutti uguali, spettatori e consumatori mediocri. A partire da queste riflessioni Tariq Krim, giovane ingegnere francese di origini algerine, ha creato <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a>, un sito Internet in piena espansione che oggi conta 30 milioni di utenti in tutto il mondo. Ci ha pensato lui a rivoluzionare la rete. &#8220;L&#8217;idea alla base di <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a> Ã¨ che ogni persona Ã¨ diversa, e ogni utente che arriva su <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes.com</a> avrÃ  una pagina totalmente differente da quella degli altri&#8221;, spiega con soddisfazione. Personalizzazione, dinamismo, rapiditÃ . Niente pubblicitÃ , nessun fastidioso pop-up, banner o highlight luminoso. Ecco perchÃ© Netvibes sarÃ  &#8220;la tua nuova homepage, dove puoi decidere tutto tu. In funzione delle tue esigenze e dei tuoi interessi&#8221;.<span id="more-853"></span></p>
<p>A 34 anni ha vinto il premio TR35 della rivista Technology Review, pubblicata dal Mit, per la creazione di Netvibes. Ma il successo e i soldi non sembrano turbare il giovane Krim, che cosÃ¬ sfida gli imperi di Microsoft e Google. Al sesto piano di un elegante edificio haussmaniano, dietro il boulevard PoissonniÃ¨re, l&#8217;ascensore si apre su un grande open space in cui il team di <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a>, composto da quaranta persone, lavora silenziosamente al computer. EtÃ  media, trent&#8217;anni. Tariq Krim lavora al piano superiore, in uno studio di 120 mtq, una parete completamente in vetro da cui si osservano i tetti della cittÃ  e una libreria di riviste e libri.</p>
<p>Tariq Krim Ã¨ nato a Parigi. Figlio di immigrati algerini, il padre professore di economia e la madre di educazione fisica, Ã¨ cresciuto nel Marais. A dieci anni crea il primo server per minitel &#8211; il predecessore francese di Internet -, si iscrive a fisica e in seguito diventa ingegnere. Lavora anche come giornalista esperto in high-tech per il quotidiano economico La Tribune, prima di trovare la sua strada.</p>
<p>&#8220;Da giovane mi eccitava l&#8217;idea di pensare Steve Jobs e Stephen Wozniak a 19 anni, mentre progettano un computer in un garage. Uomini che hanno cambiato il mondo&#8221;, racconta Krim, che si definisce cittadino del mondo e fin da ragazzo ha provato una forte attrazione per gli Stati Uniti. &#8220;Lavorare negli States mi ha aiutato molto e mi ha fatto scoprire nuove cose. Ma piuttosto che la cultura, Ã¨ stata la contro- cultura americana ad avermi sempre affascinato! Qualcosa che manca all&#8217;Europa&#8221;, attacca. &#8220;In Francia non capiscono veramente quello che facciamo. Negli Stati Uniti Ã¨ normale lavorare con Internet, non ci si pone nemmeno il problema. Ho abitato a San Francisco, una cittÃ  in cui nessuno ti dirÃ  mai che la tua idea Ã¨ stupida, ti chiederanno piuttosto come hai intenzione di realizzarla. Mentre in Europa devi essere molto paziente, perchÃ© i politici non conoscono questo mondo e non si rendono minimamente conto del valore economico di questi progetti. CosÃ¬ non sono capaci di aiutare e sostenere queste attivitÃ &#8221;.</p>
<p>Infatti Krim non avrebbe mai potuto creare Netvibes senza gli investitori americani di Skype e Facebook. Tutte le societÃ  americane che operano su Internet sono state create da giovani appena usciti dalle universitÃ  tramite delle start-up. Google stesso Ã¨ nato dall&#8217;idea di due ragazzini appena usciti da Stanford. &#8220;Anche in Europa ci sono molti giovani con un forte potenziale intellettuale ed economico, ma non siamo stati capaci di sostenerli. In Francia si punta sul modello Airbus e tutti i soldi sono investiti per sostenere le grandi societÃ , senza dare spazio alle nuove idee. E non avendo esempi di riuscita indipendenti, Ã¨ difficile cominciare, nonostante sia la chiave del successo economico&#8221;, dice l&#8217;ingegnere.</p>
<p>Mostra un minilaptop appena acquistato a Tokyo. Solleva lo schermo e cerca le parole per definire Netvibes. &#8220;Ãˆ un progetto molto semplice, nato dall&#8217;esigenza di creare un sito in cui le persone, io per primo, possano avere accesso a tutta la propria attivitÃ  virtuale da una pagina sola. Senza dover visitare ogni giorno tutti i siti che gli interessano&#8221;. Lo sviluppo del Web 2.0 ha rivoluzionato l&#8217;utilizzo di Internet e ha moltiplicato i servizi. CosÃ¬ ci troviamo ad avere le foto su Flickr, gli amici su Facebook, la posta su Gmail, il diario su Twitter. La prioritÃ  di Tariq Krim Ã¨ stata capire come centralizzare questo processo e riorganizzare tutti i dati. Oggi il sito appare come un dashboard di Apple in cui tutto Ã¨ dinamico e la scelta Ã¨ nelle mani dell&#8217;utente. Tramite la creazione di 100mila widgets e la lettura di feed RSS Ã¨ possibile costruire una pagina in costante aggiornamento in base alle proprie preferenze e necessitÃ : il meteo, la rassegna stampa dei quotidiani, un motore di ricerca, l&#8217;agenda televisiva per non perdere la puntata della serie preferita, video, i post dei blog amici&#8230; Una torre di controllo della propria vita on-line. &#8220;Il problema dei social network come Facebook Ã¨ che gli utenti mettono on-line molte informazioni, ma non sanno esattamente a cosa servono o da chi sono visibili. Il nostro obiettivo Ã¨ di restituire il controllo agli utenti di Internet&#8221;.</p>
<p>Su <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a> nulla Ã¨ imposto. Ãˆ sempre e solo l&#8217;utente a scegliere cosa vedere. E anche il confine tra pubblicitÃ , informazione e servizio viene ridefinito. &#8220;Un esempio: il giorno che voglio comprare una macchina mi abbonerÃ² a tutti i blog specializzati e ai servizi delle societÃ  automobilistiche. Ford ha creato un widget che permette all&#8217;utente interessato di ricevere quotidianamente informazioni sui nuovi modelli. Ma non appena avrÃ² scelto quale auto comprare le mie esigenze cambieranno, e non avrÃ² nessuna voglia di ricevere pubblicitÃ  di macchine. Al contrario, cercherÃ² informazioni sulle assicurazioni, o su una casa&#8221;.</p>
<p>BasterÃ  gettare il vecchio widget Ford per non essere piÃ¹ importunati da spam o altro. Il modello economico Netvibes si basa proprio su questo principio: creando un marketplace di widgets che l&#8217;utente puÃ² scegliere, le societÃ  faranno di tutto per essere presenti nelle pagine personali degli utenti, e pagheranno Netvibes per proporre i propri servizi. Inoltre l&#8217;adesione spontanea a un servizio ha molto piÃ¹ valore di una pubblicitÃ  invasiva o imposta. In questo modo non saranno piÃ¹ le aziende a cercare i consumatori, ma saranno gli utenti a scegliere gratuitamente a quale servizio abbonarsi e per quanto tempo. &#8220;Tutto Internet Ã¨ basato sull&#8217;idea del portale Yahoo!, in cui gli users arrivano su un sito in cui non possono scegliere nulla, sono obbligati a leggere la pubblicitÃ  e ad andare dove altri hanno deciso. Senza possibilitÃ  di self expression e personalizzazione&#8221;, sostiene Krim.</p>
<p>La forza del Web 2.0 Ã¨ proprio quella di dare importanza agli utenti, ciÃ² significa che i servizi diventano sociali. &#8220;Il web di prima generazione era come un canale televisivo che distribuiva informazioni. Un modello che oggi non funziona piÃ¹ perchÃ© non lascia spazio all&#8217;espressione. Nel web 2.0 sono io, insieme agli altri utenti, che faccio funzionare la rete&#8221;.</p>
<p>Ogni evoluzione di Internet Ã¨ legata a un miglioramento tecnologico. CosÃ¬ la prossima generazione sarÃ  fatta di devices che permetteranno una connessione permanente. In un futuro la connessione a Internet sarÃ  strettamente legata al luogo in cui mi trovo. I servizi diventeranno contestuali, non in funzione della persona, ma in rapporto ai luoghi e alla geografia&#8221;, continua Tariq Krim. &#8220;Ed Ã¨ per questo che Nokia ha comprato Navteq. La tecnologia GPS e Google Maps sono in forte espansione perchÃ© in un futuro, a seconda del posto in cui saremo, varierÃ  il contenuto proposto. E questa logica si applicherÃ  anche ai social network, per cui quando mi troverÃ² vicino a degli amici riceverÃ² un avviso che segnalerÃ  la loro presenza. Esistono giÃ  questi servizi, ma le rivoluzioni avvengono unicamente quando Ã¨ la massa a possedere i prodotti. E cosÃ¬ Internet. Sapevamo che gli utenti sarebbero stati milioni, ma c&#8217;Ã¨ voluto piÃ¹ tempo del previsto&#8221;.</p>
<p>Anche se terra ingrata, Tariq Krim per il momento ha deciso di restare in Francia. &#8220;Qui l&#8217;ambiente non Ã¨ ostile, ma indifferente. La gente se ne frega dell&#8217;innovazione e della tecnologia. Non si pensa alle persone con la volontÃ  e le capacitÃ  di cambiare il mondo, come gli esperti di cleantech. Io stesso non ho mai avuto alcun sostegno. Il sistema Ã¨ incapace di notare un&#8217;azienda come la nostra&#8221;.</p>
<p>Ma come si puÃ² spiegare questa incapacitÃ  di investire sui giovani? &#8220;Oggi in Europa ci sono due visioni che si affrontano: una generazione che ha vissuto molto bene, che si avvicina alla pensione e che ha concentrato a sÃ© tutto il potere decisionale. E la mia generazione, che si Ã¨ accorta che se vogliamo produrre ricchezza in Europa bisogna fare cose nuove. Ma apparentemente in Francia non ci si preoccupa troppo di noi&#8221;.</p>
<p>Sarkozy ha definito Krim &#8220;un miracolo&#8221;, il giovane beur che ce l&#8217;ha fatta. Ma lui rifiuta di diventare un simbolo di immigrazione vincente: &#8220;La Francia ha fallito. Nella storia degli Stati Uniti la forza del Paese Ã¨ stata l&#8217;immigrazione di italiani, ebrei e africani, grazie a un contesto che ne ha permesso l&#8217;integrazione. Oggi io provo una sensazione di spreco. E la gente ha vergogna. Soprattutto dei politici, i dirigenti socialisti in primo luogo: non hanno mosso un dito quando sono stati al potere. PerciÃ² quando qualcuno ce la fa tutti applaudono e tirano un sospiro di sollievo. CosÃ¬ oggi sono i fratelli piÃ¹ piccoli la generazione che brucia le macchine, perchÃ© ha visto come il sistema ha trattato i propri fratelli maggiori&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>In arrivo Internet tv di Google</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 17:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google arriva in tv, giÃ  dalla prossima primavera. L&#8217;indiscrezione parte da Tokyo e rimbalza al Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, la piÃ¹ grande kermesse al mondo dell&#8217;elettronica di consumo. L&#8217;accordo Ã¨ stato siglato tra Panasonic, della nipponica Matsushita, e la societÃ  californiana. SarÃ  quindi possibile, tramite un apparecchio tv al plasma, accedere direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/logo-google.miniatura.gif" alt="In arrivo Internet tv di Google" title="In arrivo Internet tv di Google" align="left" border="1" />Google arriva in tv, giÃ  dalla prossima primavera. L&#8217;indiscrezione parte da Tokyo e rimbalza al Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, la piÃ¹ grande kermesse al mondo dell&#8217;elettronica di consumo.</p>
<p>L&#8217;accordo Ã¨ stato siglato tra Panasonic, della nipponica Matsushita, e la societÃ  californiana. SarÃ  quindi possibile, tramite un apparecchio tv al plasma, accedere direttamente ai siti di Google, come Picasa (per la condivisione di foto) e YouTube, la piÃ¹ importante video web community pagata dal colosso di Mountain View la cifra record di 1,65 miliardi di dollari. La partnership non Ã¨ in esclusiva. In futuro, prevedono gli esperti, Google potrebbe quindi affidarsi anche ad altri partner per commissionare televisori con capacitÃ  di navigazione on line.</p>
<p>La combinazione tra Internet e Tv ha subÃ¬to recentemente una forte accelerazione. A dispetto degli scarsi risultati degli anni scorsi. Lo dimostrano gli annunci, fatti sempre al Ces, da Sharp e Samsung, pronti a lanciare sul mercato nuove tv in grado di accedere a determinati servizi e contenuti multimediali, secondo gli accordi fatti con altri produttori.<span id="more-841"></span></p>
<p>Ma la spinta Ã¨ evidente anche dopo che Apple e Microsoft hanno scommesso sul settore. Apple Tv Ã¨ infatti uno dei modi piÃ¹ usati per accedere a contenuti Internet (tra cui lo stesso a You Tube) attraverso la televisione. Anche in questo caso, perÃ², si accede solo a una gamma di prodotti selezionati.</p>
<p>Finora le tv, con capacitÃ  di navigazione, non hanno avuto grande fortuna. Colpa dei costi, ancora troppo alti, degli apparecchi televisivi, ma anche della scarsitÃ  di contenuti accessibili. I video disponibili in Rete non hanno spesso un formato idoneo per il mezzo televisivo.</p>
<p>Ma l&#8217;ingresso nel settore del colosso della ricerca sembra preannunciare cambiamenti di rilievo. In Europa bisognerÃ  in ogni caso aspettare di piÃ¹, prima di vedere le prime applicazioni frutto dell&#8217;accordo. La nuova tv verrÃ  infatti lanciata inizialmente in Nord America, per estendersi poi a macchia in tutto il continente americano.</p>
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		<title>Microsoft, dalla Ue mega-multa per abuso di posizione dominante</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 10:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La commissione Ue ha inflitto una multa di 899 milioni di euro a Microsoft. Il gigante dell&#8217;informatica Ã¨ accusato di aver continuato ad abusare della sua posizione dominante anche dopo la condanna della Commissione Ue nel marzo del 2004, che giÃ  costÃ² al gruppo di Bill Gates una supermulta da 497 milioni di euro. &#8220;E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/11/logo-ue-150x150.gif" alt="Nuova regolamentazione UE delle telecomunicazioni" title="Nuova regolamentazione UE delle telecomunicazioni" align="left" border="1" />La commissione Ue ha inflitto una multa di 899 milioni di euro a Microsoft. Il gigante dell&#8217;informatica Ã¨ accusato di aver continuato ad abusare della sua posizione dominante anche dopo la condanna della Commissione Ue nel marzo del 2004, che giÃ  costÃ² al gruppo di Bill Gates una supermulta da 497 milioni di euro. &#8220;E&#8217; la prima volta in 50 anni che la Commissione Ue ha inflitto una multa per mancato rispetto di una decisione antitrust&#8221;, ha affermato il commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes. &#8220;Questa multa si riferisce quindi a una questione passata che Ã¨ stata risolta&#8221;, Ã¨ la replica dell&#8217;azienda americana.</p>
<p>Bruxelles accusa la societÃ  Usa di non aver rispettato gli obblighi fissati nella decisione del marzo 2004 entro il termine previsto del 22 ottobre 2007, continuando ad imporre &#8220;prezzi eccessivi e irragionevoli&#8221; per poter accedere alla propria documentazione informatica, in modo da rendere piÃ¹ difficile il dialogo tra i propri sistemi e quelli di gruppi concorrenti.</p>
<p>La decisione della Commissione Ue del marzo del 2004, confermata dal Tribunale di prima istanza dell&#8217;Ue nel settembre 2007, accusava Microsoft di &#8220;non aver divulgato la necessaria documentazione di interfaccia che dovrebbe permettere a gruppi di lavoro di altre societÃ  di assicurare, a prezzi ragionevoli, una piena interoperabilitÃ  col sistema Windows&#8221;. Per questo il colosso dell&#8217;informatica fu multato con 497 milioni di euro.</p>
<p>Nonostante ciÃ², secondo l&#8217;Antitrust Ue, Microsoft ha continuato a fornire licenze di accesso alle informazioni sull&#8217;interoperabilitÃ  senza rispettare i criteri fissati da Bruxelles, che indicavano la fissazione di &#8220;prezzi ragionevoli&#8221;. Di fatto &#8211; secondo la Commissione Ue &#8211; il gruppo Usa ha continuato a rendere molto difficile, se non impossibile, l&#8217;acquisto di tali informazioni da parte dei gruppi concorrenti, rendendo piÃ¹ che problematico il dialogo tra i sistemi Microsoft e quelli di altri gruppi informatici.<span id="more-840"></span></p>
<p>Con la multa da 497 milioni di euro del 2004 l&#8217;Antitrust comunitario aveva ordinato a Microsoft di garantire l&#8217;interoperabilitÃ  dei suoi programmi ai suoi rivali, cioÃ¨ la possibilitÃ  per i concorrenti di costruire software che funzionassero anche con Windows. L&#8217;azienda aveva reagito aprendo un contenzioso legale con la Commissione durato piÃ¹ di tre anni, facendosi pagare nel frattempo dai concorrenti costose licenze per le informazioni tecniche sui suoi programmi.</p>
<p>A settembre dell&#8217;anno scorso il Tribunale di primo grado della Corte di giustizia europea ha dato ragione alla Commissione: il colosso informatico Ã¨ colpevole di abuso di posizione dominante per aver rifiutato di dare ai concorrenti le informazioni necessarie per assicurare l&#8217;interoperabilitÃ  e per aver incorporato il programma Windows Media Player nel suo sistema operativo.</p>
<p>Il 22 ottobre del 2007 il gigante americano del software ha alzato bandiera bianca, e in una cena a Rotterdam con il commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes l&#8217;amministratore di delegato di Microsoft, Steve Ballmer, ha assicurato che non avrebbe fatto ricorso contro la decisione della Corte Ue e che si sarebbe adeguato alle richieste di Bruxelles. Le licenze sulle informazioni sono state cosÃ¬ ridotte da oltre il 5 per cento delle entrate previste dai concorrenti per i prodotti compatibili con Windows allo 0,4 per cento, piÃ¹ una tantum di 10.000 euro.</p>
<p>&#8220;La Commissione europea lo scorso ottobre ha annunciato che Microsoft stava rispettando in pieno la decisione del 2004: questa multa si riferisce quindi a una questione passata che Ã¨ stata risolta&#8221;. E&#8217; la replica dell&#8217;azienda americana. In una nota, Microsoft osserva che &#8220;come dimostrato la scorsa settimana, con i nuovi principi di interoperabilitÃ  e azioni specifiche destinate a incrementare l&#8217;apertura dei nostri prodotti, ora ci stiamo focalizzando su passi che in futuro possano migliorare ulteriormente la situazione&#8221;.</p>
<p>Ma per la Commissione, la decisione di oggi sancisce il fatto che le licenze che Microsoft si Ã¨ fatta pagare prima del 22 ottobre del 2007, e dopo la seconda multa da 280 milioni di euro del 12 luglio del 2006, erano &#8220;irragionevoli&#8221;.</p>
<p>Microsoft, ha commentato Neelie Kroes nella nota, &#8220;Ã¨ stata la prima azienda in cinquant&#8217;anni di politica della concorrenza europea che la Commissione ha dovuto multare per non essersi adeguata ad una decisione dell&#8217;Antitrust&#8221;. La Kroes ha spiegato in dettaglio che dopo la decisione antitrust del 2004 con la multa di 497 milioni di euro, nel luglio 2006 la Commissione impose una multa giornaliera di 1,5 milioni di euro per un ammontare complessivo di 280,5 milioni di euro. Le multe sommate danno un totale di 1,676 miliardi di euro. Dunque la multa contro Microsoft, oggi, avrebbe potuto essere fino a 1,5 miliardi di euro.</p>
<p>Ora, ha concluso il commissario europeo, &#8220;spero che la decisione di oggi chiuda un capitolo oscuro&#8221; nel passato dell&#8217;azienda e che &#8220;la futura condotta di Microsoft sia basata sui principi confermati dalla sentenza del Tribunale di primo grado della Corte Ue del settembre 2007&#8243;. Ma, ammonisce l&#8217;Antitrust comunitario, &#8220;i detentori delle licenze possono sollevare ulteriori questioni sull&#8217;accesso alle informazioni e Microsoft deve mantenere le informazioni aggiornate e correggere gli errori costantemente&#8221;.</p>
<p>Inoltre il 14 gennaio di quest&#8217;anno la Commissione ha aperto due nuovi filoni di indagini sul comportamento di Microsoft, sempre sul problema interoperabilitÃ . Questa volta nel mirino della Kroes Ã¨ il pacchetto di programmi &#8220;Office&#8221; e l&#8217;accorpamento del browser &#8220;Explorer&#8221; nel sistema Windows.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 14:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha annunciato che apporterÃ  alcuni &#8220;cambiamenti strategici&#8221; alla sua tecnologia e alle sue procedure di business per aumentare il grado di &#8216;openness&#8217; dei suoi prodotti e renderli dunque maggiormente integrabili con quelli commercializzati da altre aziende. Lo ha reso noto la stessa societa&#8217;, precisando che pubblichera&#8217; 30.000 pagine di documentazione che finora erano tenute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/05/microsoft-logo.miniatura.jpg" title="La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici" alt="La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici" align="left" border="1" />Microsoft ha annunciato che apporterÃ  alcuni &#8220;cambiamenti strategici&#8221; alla sua tecnologia e alle sue procedure di business per aumentare il grado di &#8216;openness&#8217; dei suoi prodotti e renderli dunque maggiormente integrabili con quelli commercializzati da altre aziende. Lo ha reso noto la stessa societa&#8217;, precisando che pubblichera&#8217; 30.000 pagine di documentazione che finora erano tenute sotto segreto.</p>
<p>&#8220;Si tratta di un passo importante nel modo in cui condividiamo le informazioni sui nostri prodotti e tecnologie&#8221;, ha detto il Ceo Steve Ballmer commentando le iniziative Â«open sourceÂ».<br />
Ballmer ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che Microsoft implementerÃ  quattro nuovi principi di interoperabilitÃ .</p>
<p>Secondo quanto spiegato dal Ceo, verranno assicurate Â«open connectionsÂ», verrÃ  favoritÃ  la Â«portabilitÃ  dei datiÂ», aumentato il supporto per gli standard dell&#8217;industria del software e incentivate discussioni aperte con i clienti e gli altri operatori del comparto.</p>
<p>Ballmer ha spiegato che a suo parere, le modifiche introdotte dalla Microsoft dovrebbero aiutare nel superare le dispute in corso con l&#8217;antitrust europeo.</p>
<p><strong>LA UE E&#8217; SCETTICA</strong><span id="more-828"></span></p>
<p>La Commissione europea prende nota dell&#8217;annuncio da parte di Microsoft sulla revisione delle procedure per aumentare il grado di &#8216;apertura&#8217; dei prodotti per renderli integrabili con quelli dei concorrenti ma conferma che l&#8217;inchiesta in corso per violazione delle regole europee continua. &#8220;Ogni mossa verso una genuina interoperabilitÃ  Ã¨ benvenuta &#8211; Ã¨ scritto in una nota -, ma notiamo come l&#8217;annuncio di oggi segue almeno altri quattro annunci simili&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>Yahoo dice no a Microsoft</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 20:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cda di Yahoo ha ufficialmente respinto l&#8217;offerta di acquisto da 44,6 miliardi di dollari presentata da Microsoft. Secondo il consiglio di amministrazione di Yahoo, l&#8217;offerta di Microsoft del valore di 31 dollari per azione &#8220;sottovaluta in modo notevole&#8221; il valore del colosso Internet. &#8220;La proposta non Ã¨ nel migliore interesse della societÃ  e degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/09/yahoo-logo-150x150.jpg" title="yahoo!" alt="yahoo!" align="left" border="1" />Il cda di Yahoo ha ufficialmente respinto l&#8217;offerta di acquisto da 44,6 miliardi di dollari presentata da Microsoft. Secondo il consiglio di amministrazione di Yahoo, l&#8217;offerta di Microsoft del valore di 31 dollari per azione &#8220;sottovaluta in modo notevole&#8221; il valore del colosso Internet.</p>
<p>&#8220;La proposta non Ã¨ nel migliore interesse della societÃ  e degli azionisti&#8221;, si legge nell&#8217;annuncio di Yahoo riportato dall&#8217;agenzia di stampa Dow Jones. Il colosso continua sottolineando di star valutando &#8220;tutte le opzioni strategiche&#8221; e di essere &#8220;impegnato a guardare a iniziative che massimizzino il valore&#8221; per gli azionisti.</p>
<p>Sebbene la sua offerta ostile sia stata respinta dal cda di Yahoo, Microsoft proverÃ  a convincere direttamente gli azionisti del motore di ricerca californiano, secondo quanto scrive il &#8216;Financial Times&#8217;.</p>
<p>Yahoo, dal canto suo, sta facendo le sue contromosse, e cercherebbe di riavviare le trattative con Aol nel tentativo di respingere l&#8217;offensiva di Microsoft. Lo scrive il Times senza citare le sue fonti precisando che il gruppo sta considerando anche alleanze con Google e Disney. Il quotidiano ricorda che Yahoo e Aol avevano giÃ  tentato di unire le forze ma non erano riuscite ad accordarsi sul prezzo.<span id="more-810"></span></p>
<p>Il gruppo di Bill Gates ha messo sul piatto 44,6 miliardi di dollari, 31 dollari ad azione, un prezzo considerato troppo basso dal cda di Yahoo che ha respinto la proposta.</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>Velocizzare WindowsXp</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle migliori caratteristiche del sistema operativo Vista Ã¨ quello di utilizzare la tecnologia Readyboost, ossia di utilizzare hard disk secondari o pendrive come memoria cache, velocizzando quindi le operazioni che il pc sta compiendo. I possessori di Windows Xp possono anch&#8217;essi sfruttare tale tecnologia grazie a Eboostr, un software aggiuntivo che consente di utilizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/02/microsoft-windows-vista-150x150.jpg" title="Velocizzare WindowsXp" alt="Velocizzare WindowsXp" align="left" border="1" />Una delle migliori caratteristiche del sistema operativo Vista Ã¨ quello di utilizzare la tecnologia Readyboost, ossia di utilizzare hard disk secondari o pendrive come memoria cache, velocizzando quindi le operazioni che il pc sta compiendo.</p>
<p>I possessori di Windows Xp possono anch&#8217;essi sfruttare tale tecnologia grazie a Eboostr, un software aggiuntivo che consente di utilizzare sino a 4 Gb da un dispositivo esterno come memoria cache.</p>
<p>L&#8217;utilizzo Ã¨ molto sempllice: dopo l&#8217;installazione dal sito, Ã¨ possibile utilizzare sino a 4 periferiche supplementari come memorie cache, consentendo la velocizzazione sia del boot che dell&#8217;esecuzione dei programmi.</p>
<p>Il programma Ã¨ disponibile in versione trial che garantisce comunque il funzionamento completo per quattro ore. La versione completa Ã¨ disponibile previo pagamento di $29.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.downloadsquad.com/2008/02/03/readyboost-technology-for-windows-xp/">Downloadsquad</a></p>
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		<title>Google lancia la Team Edition, programmi da ufficio senza limitazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 06:00:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Microsoft e i datori di lavoro che vogliono monitorare tutte le applicazioni che i loro dipendenti usano. Da oggi Ã¨ infatti disponibile gratuitamente la Google Apps Team Edition, la versione del pacchetto di programmi per l&#8217;ufficio sviluppato da Mountain View. La Team Edition permette di condividere tra tutti i terminali collegati fogli di calcolo, presentazioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/logo-google.miniatura.gif" title="Google lancia la Team Edition, programmi da ufficio senza limitazioni" alt="Google lancia la Team Edition, programmi da ufficio senza limitazioni" align="left" border="1" />Microsoft e i datori di lavoro che vogliono monitorare tutte le applicazioni che i loro dipendenti usano. Da oggi Ã¨ infatti disponibile gratuitamente la Google Apps Team Edition, la versione del pacchetto di programmi per l&#8217;ufficio sviluppato da Mountain View.</p>
<p>La Team Edition permette di condividere tra tutti i terminali collegati fogli di calcolo, presentazioni, chat, calendari, agende e altri documenti utili a fare marciare gli affari. La posta elettronica non Ã¨ invece compresa, perchÃ© richiederebbe all&#8217;azienda di reimpostare il flusso di e-mail. Ed Ã¨ proprio la posta elettronica la chiave di volta di questa rivoluzione. Se prima era necessario registrarsi a Google per usare queste applicazioni, ora si potranno sfruttare con qualunque tipo di account.</p>
<p>GiÃ  500mila piccole aziende negli Stati Uniti usano le applicazioni di Google, ma fino ad adesso per renderle davvero funzionali era necessario ottenere il permesso dell&#8217;azienda, che doveva rivedere alcune impostazioni legate al funzionamento della rete interna e registrare il proprio dominio presso Google.</p>
<p>Ora con Team Edition, tutti quanti potranno creare dei gruppi di lavoro con qualunque tipo di e-mail. Una volta che si accede alla Team Edition, gli impiegati possono vedere chi altro Ã¨ in linea della propria azienda e usa lo stesso dominio di posta elettronica. &#8220;In questo modo &#8211; spiega Rajen Sheth, a capo del progetto Team Edition &#8211; gruppi di lavoro potranno crearsi in modo piÃ¹ veloce e spontaneo&#8221;.<span id="more-799"></span></p>
<p>La nuova applicazione sviluppata da Google Ã¨ un ulteriore passo avanti nella sfida a tutto campo con Microsoft. L&#8217;approccio basato sul web potrebbe essere un fattore decisivo per capire chi tra I due colossi si aggiudicherÃ  il mercato delle applicazioni per ufficio. Se Microsoft con l&#8217;ultima edizione di Office permette giÃ  una sorta di collaborazione interna, Google ha sviluppato questo concetto all&#8217;estremo, e pur essendo il sistema meno sofisticato, lo ha reso completamente gratuito per l&#8217;utente finale.</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>Documenti, OOXML contro ODF</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 14:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'HANNO chiamata la "guerra dei formati". Ovvero dei linguaggi che permetteranno di copiare e salvare i contenuti digitali da un'applicazione all'altra senza problemi. Da una parte Microsoft e dall'altra una comunitÃ  open source sempre piÃ¹ ampia, sempre piÃ¹ agguerrita. Che Ã¨ riuscita a raccogliere online oltre 80mila firme contro l'azienda di Redmond, e che - anche grazie al sostegno di aziende come Sun Microsystems e Ibm - sta tenendo sotto scacco un gigante industriale da 290 miliardi di dollari da piÃ¹ di sei mesi.

Una guerra in cui si intrecciano tecnicismi, reciproche accuse, interessi economici, scenari futuribili, accordi informali e sigle di organizzazioni internazionali sconosciute ai piÃ¹. Come ISO, l'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni con sede a Ginevra, ovvero l'ente pubblico preposto all'armonizzazione di tutti gli standard (di cui un esempio comune Ã¨ l'ISO 9001 per la certificazione di qualitÃ ), in cui hanno diritto di voto aziende e istituzioni. Come Ecma, ente privato americano per la certificazione di standard, di cui sono membri le dotcom piÃ¹ importanti degli Stati Uniti. O come Oasis, un consorzio non profit, anch'esso per la promozione di standard informatici di cui fanno parte Sun Microsystems, Sap, Bea e Ibm.

Occhi puntati quindi su Ginevra, dove sigle, aziende ed esperti si sono dati appuntamento dal 25 al 29 febbraio prossimi per discutere, appunto, del formato "Office Open XML" promosso dall'azienda di Redmond. Obiettivo: approvarlo una volta per tutte o respingerlo.

Terzo e ultimo atto di una sceneggiatura scritta a piÃ¹ mani, quella che vede OOXML protagonista indiscusso, e cominciata nel novembre 2005 quando Microsoft, con l'appoggio di una serie di imprese e organizzazioni (da HP ad Apple, dalla British Library a Intel), presentÃ² a Ecma International il suo formato Office Open XML, affinchÃ© diventasse standard di mercato.

L'approvazione avvenne il 7 dicembre 2006, fra i mugugni del consorzio Oasis e dell'Open Document Format Alliance (di cui fanno parte comunitÃ  open source del calibro di Gnome, Red Hat, Mandriva, Kde, cosÃ¬ come aziende del calibro di Google e Oracle), sostenitrici entrambi dello standard di diritto, l'ODF, approvato dall'ISO nel novembre 2006.

Fatto questo, mancava solo un passaggio fondamentale: l'approvazione dello standard Ecma-376 da parte di ISO. Ma una volta presentata, nel settembre dell'anno successivo, la richiesta venne respinta dall'ente pubblico ginevrino. La votazione vide contrapposti Microsoft da una parte e Ibm, Sun e Google dall'altra.

A quel punto bisognava fare in fretta: sei-settimane-sei a disposizione per recepire le modifiche suggerite dall'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni, e portare a casa il risultato che sembrava essere sfuggito per un soffio. Indicazioni che hanno trovato puntualmente posto qualche settimana dopo - e arriviamo a giorni nostri - nel nuovo documento che sarÃ  discusso a Ginevra al fine febbraio. Se tutto andrÃ  come spera Microsoft, quindi, se non ci saranno altri ostacoli, dovranno passare altri trenta giorni, e alla fine di marzo ISO voterÃ  di nuovo. A quel punto Ginevra accoglierÃ  o rifiuterÃ  lo standard proposto dall'azienda. E non ci sarÃ  possibilitÃ  di appello.

Ma perchÃ© Ã¨ cosÃ¬ importante per la societÃ  di Redmond che Office Open XML diventi uno standard di diritto? "Da che mondo e mondo l'uomo ha tramandato la propria storia grazie alla possibilitÃ  di scrivere documenti e trasferirli da un supporto all'altro, di generazione in generazione" - spiega Pier Paolo Boccadamo, responsabile strategia di piattaforma Microsoft, che aggiunge - "ecco perchÃ© abbiamo implementato un formato che permette l'interoperabilitÃ  fra le diverse applicazioni, che riteniamo migliore rispetto allo standard ODF. PerchÃ© qualsiasi cosa si scriva o si produca coi nostri prodotti, ma anche con quelli degli altri, non vada persa e anzi si conservi esattamente com'Ã¨".

La prende da lontano il responsabile Microsoft, ma si capisce subito che il problema Ã¨ serio, dannatamente serio. Il fatto poi che l'11 gennaio scorso, a poco piÃ¹ di un mese dall'incontro di Ginevra, l'istituto di ricerca indipendente Burton Group abbia reso pubblico uno studio in favore di Office Open XML non sorprende nessuno, tanto meno Boccadamo: "Ma Ã¨ ovvio che aziende come Burton Group seguano i temi piÃ¹ dibattuti del momento - chiosa il manager Microsoft - e cerchino cosÃ¬ un po' di visibilitÃ . Questo non vuol dire, perÃ², in nessun modo che quello studio sia stato commissionato o che non sia autorevole".

Non la pensa cosÃ¬ Italo Vignoli, responsabile comunicazione dell'associazione non profit PLIO per la diffusione della suite open source Open Office, che il 31 gennaio ha diramato una comunicazione ufficiale dal titolo Office Open XML, 10 volte 'no grazie': il PLIO commenta il report di Burton Group: "Dico solo che si tratta di una strana coincidenza - afferma il rappresentante di PLIO - e che in generale lo studio mette in luce alcuni punti omettendone perÃ² altri". Ad esempio? "Beh, attribuisce alla scelta del formato ODF una connotazione politica contraria a Microsoft che non ha alcun riscontro nelle decisioni dei governi (o degli enti e delle aziende) che lo hanno adottato. CosÃ¬ come - continua Vignoli - considera solo la realtÃ  statunitense, o afferma che OOXML Ã¨ un 'formato aperto e basato su standard', evitando di rilevare che l'implementazione Ã¨ legata a numerose tecnologie proprietarie Microsoft".

ODF contro OOXML quindi. Ovvero OpenOffice contro Microsoft Office, e siamo daccapo. "Non proprio" ci tiene a precisare Boccadamo: "Innanzitutto non c'Ã¨ scritto da nessuna parte che non ci possano essere piÃ¹ standard. Di fatto ci sono giÃ  in molti casi, e non si capisce perchÃ© solo in questo e solo a Microsoft debba essere impedito di promuoverne uno. Tanto piÃ¹ che una volta approvato, OOXML diventerebbe proprietÃ  di ISO, non di Microsoft. E poi chiariamoci una volta per tutte - precisa il manager - Microsoft ha fatto uno sforzo enorme per rispondere a tutte le specifiche richieste. Oltre 400 delle nostre persone hanno lavorato l'estate scorsa per perfezionare il documento di presentazione. D'altra parte noi siamo un'azienda - conclude Boccadamo - solo in Italia abbiamo milioni di installazioni di Office. Dobbiamo rispondere ai nostri clienti e permettere loro di lavorare su piÃ¹ piattaforme, prevedendo tutti i possibili scenari futuri verso cui si evolverÃ  la societÃ  dell'informazione. Ecco, OOXML permette secondo noi di anticipare questi scenari, ODF no. Liberi poi di usare lo standard che si preferisce".

Tutto chiaro. Peccato che per la comunitÃ  open source che ha dato il via alle proteste contro OOXML il problema sia proprio questo: "Il ragionamento non fa una grinza - afferma Italo Vignoli - OOXML garantisce maggiore interoperabilitÃ  di ODF. Salvo poi che ODF Ã¨ uno standard continuamente in progress e quindi non Ã¨ detto che quello che non puÃ² fare oggi non lo possa invece fare domani. Detto questo, il punto Ã¨ che per esempio alcune funzioni che OOXML ha in piÃ¹ si basano su software proprietario che la suite Open Office, ad esempio, proprio perchÃ© open source, non potrÃ  mai implementare".

"Nessuno ha mai detto che uno standard debba essere open source" chiarisce ancora Boccadamo: "Un open standard Ã¨ un insieme di specifiche efficienti ed efficaci che tutti possono usare e che valgono per tutti nello stesso modo". "Il problema" ribatte Vignoli "Ã¨ che perÃ² solo uno, in questo caso Microsoft, puÃ² eventualmente implementarle tali specifiche o modificarle. Tanto che la versione 3.0 di OpenOffice che rilasceremo a settembre di questo anno conterrÃ  le specifiche OOXML, ma solo in lettura. E non potremmo mai implementarle, nemmeno se Microsoft ci desse il permesso. Noi, infatti, come software open source non possiamo comprendere parti di codice proprietario".

Il ruolo delle amministrazioni pubbliche
Problemi di lana caprina, forse, e per gli addetti ai lavori. Questioni di principio da un lato, di business dall'altro. Ma che sempre piÃ¹ spesso si intrecciano fino a confondersi. PerchÃ© dietro a entrambi i modelli, quello open source e quello proprietario, ci sono comunque interessi economici piÃ¹ o meno forti. E in palio per entrambi la decisione di decine di amministrazioni locali e nazionali internazionali, intenzionate - a torto o a ragione - a valutare attentamente non solo l'efficacia dei due standard, ma soprattutto l'impatto economico e politico che l'adozione di uno standard rispetto a un altro per i propri servizi puÃ² avere sul mercato e sui cittadini. In altre parole se agevolare posizioni ritenute giÃ  dominanti sul mercato oppure no.

Se infatti l'Italia non ha ancora deciso, l'Olanda ha recentemente adottato lo standard ODF per la pubblica amministrazione, cosÃ¬ come hanno giÃ  fatto Giappone, Belgio e Sud Africa. In Francia invece, l'Afnor, l'ente che rappresenta ISO nel paese d'Oltralpe, ha invitato Ecma a far convergere i due standard. Mentre l'Unione europea ha lanciato il 15 gennaio scorso un'inchiesta ai danni del Big di Redmond inerente proprio lo standard OOXML. La Commissione intende infatti verificare se Microsoft abbia nascosto informazioni ai competitor, in particolare a quelle imprese che volevano realizzare software compatibili con Windows. A rendere questa inchiesta ancora piÃ¹ scivolosa, il fatto che la Commissione abbia specificato di volersi accertare se il formato definito da Microsoft, Office Open XML, "sia sufficientemente interoperabile con i prodotti dei competitor dell'azienda".

Sommersa dal clamore che ha avuto l'offerta pubblica di acquisto contro Yahoo! di qualche giorno fa, "la guerra dei formati" sembra essere dunque passata in secondo piano, quando in realtÃ  Ã¨ l'altra faccia della stessa medaglia. Se infatti l'Opa da 44.6 miliardi di dollari lanciata contro il numero 2 dei motori di ricerca mira ad aumentare la propria presenza online recuperando fette del mercato pubblicitario, Bill Gates &#038; Co non possono scordare grazie a chi lo hanno potuto fare. Devono, ma soprattutto sembra vogliano, garantire un futuro roseo al proprio gioiello di sempre - Windows e soprattutto Office - a quella gallina dalle uova d'oro che quest'anno sperano farÃ  guadagnare loro 17 miliardi di dollari, pari a quasi un terzo delle entrate complessive previste per l'anno fiscale 2008 che si chiude a luglio. E che permetterÃ  a Steve Ballmer, amministratore delegato dell'azienda, di continuare lo shopping online cosÃ¬ come ha annunciato di fare. Ecco perchÃ© la questione degli standard aperti Ã¨ una delle prioritÃ  per i vertici Microsoft. PerchÃ© non basta voler essere standard "di fatto" - da sempre unico vero obiettivo e ossessione per un'azienda come Microsoft - per esserlo sarÃ  necessario anticipare gli scenari possibili prima che lo facciano altri. Prima che lo faccia Google. Convincere i governi fugando ogni dubbio sull'efficacia, la trasparenza e l'interoperabilitÃ  dei propri prodotti diventa un must. Diventare uno standard ISO, una strada obbligata.


D'altra parte la miglior difesa Ã¨ l'attacco, e Steve Ballmer lo sa. Nessuno meglio di lui lo puÃ² sapere. Proprio adesso che Bill Gates sembra volersi ritirare a piÃ¹ benefiche occupazioni. CosÃ¬ come sa che i prossimi mesi per la sua azienda saranno cruciali. Riposizionamento online da un lato grazie all'acquisizione di Yahoo! (ma anche di un altro motore di ricerca come il norvegese Fast Search), cosÃ¬ come accordi pubblicitari con importanti partner del calibro ad esempio del Wall Street Journal di Rupert Murdoch. E dall'altro partnership strategiche, alcune delle quali rivolte alla comunitÃ  open source e agli organismi internazionali per estendere ulteriormente l'interoperabilitÃ  di Windows e garantire lunga vita al proprio software, grazie al quale Microsoft si puÃ² permettere a sua volta una, dieci, cento Opa da 45 miliardi di dollari.

Tra il mantenimento delle posizioni offline e la riscossa online, l'azienda di Seattle sta cercando il giusto equilibrio, si sta trasformando, senza perÃ² mai perdere di vista l'essenziale che, come diceva il piccolo principe di Antoine de Saint-ExupÃ©ry, Ã¨ invisibile agli occhi: il conto in banca.

E se per farlo dovrÃ  rimangiarsi gli strali che proprio lui, Steve Ballmer, lanciÃ² nei confronti di Linux &#038; Co nel 2001 quando paragonÃ² il mondo open source a un cancro che aggredisce la proprietÃ  intellettuale, lo farÃ . Se dovrÃ  ammettere che l'acquisto di Yahoo! Ã¨ la controprova che il portalone Msn. com e Windows live non hanno raggiunto i risultati attesi, lo ammetterÃ . Se infine dovrÃ  modificare il proprio modello di business alla luce di quanto sta facendo il suo peggior incubo, Google, per diventare piÃ¹ veloce e piÃ¹ open, lo cambierÃ . Anzi, a guardarci bene, pare lo stia giÃ  facendo.

fonte: www.repubblica.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.it/2008/02/documenti-ooxml-contro-odf/documenti-ooxml-contro-odf/" rel="attachment wp-att-787" title="Documenti, OOXML contro ODF"><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/02/discusion-ooxml-150x150.jpg" title="Documenti, OOXML contro ODF" alt="Documenti, OOXML contro ODF" align="left" border="1" /></a>L&#8217;HANNO chiamata la &#8220;guerra dei formati&#8221;. Ovvero dei linguaggi che permetteranno di copiare e salvare i contenuti digitali da un&#8217;applicazione all&#8217;altra senza problemi. Da una parte Microsoft e dall&#8217;altra una comunitÃ  open source sempre piÃ¹ ampia, sempre piÃ¹ agguerrita. Che Ã¨ riuscita a raccogliere online oltre 80mila firme contro l&#8217;azienda di Redmond, e che &#8211; anche grazie al sostegno di aziende come Sun Microsystems e Ibm &#8211; sta tenendo sotto scacco un gigante industriale da 290 miliardi di dollari da piÃ¹ di sei mesi.</p>
<p>Una guerra in cui si intrecciano tecnicismi, reciproche accuse, interessi economici, scenari futuribili, accordi informali e sigle di organizzazioni internazionali sconosciute ai piÃ¹. Come ISO, l&#8217;Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni con sede a Ginevra, ovvero l&#8217;ente pubblico preposto all&#8217;armonizzazione di tutti gli standard (di cui un esempio comune Ã¨ l&#8217;ISO 9001 per la certificazione di qualitÃ ), in cui hanno diritto di voto aziende e istituzioni. Come Ecma, ente privato americano per la certificazione di standard, di cui sono membri le dotcom piÃ¹ importanti degli Stati Uniti. O come Oasis, un consorzio non profit, anch&#8217;esso per la promozione di standard informatici di cui fanno parte Sun Microsystems, Sap, Bea e Ibm.</p>
<p>Occhi puntati quindi su Ginevra, dove sigle, aziende ed esperti si sono dati appuntamento dal 25 al 29 febbraio prossimi per discutere, appunto, del formato &#8220;Office Open XML&#8221; promosso dall&#8217;azienda di Redmond. Obiettivo: approvarlo una volta per tutte o respingerlo.</p>
<p>Terzo e ultimo atto di una sceneggiatura scritta a piÃ¹ mani, quella che vede OOXML protagonista indiscusso, e cominciata nel novembre 2005 quando Microsoft, con l&#8217;appoggio di una serie di imprese e organizzazioni (da HP ad Apple, dalla British Library a Intel), presentÃ² a Ecma International il suo formato Office Open XML, affinchÃ© diventasse standard di mercato.<span id="more-786"></span></p>
<p>L&#8217;approvazione avvenne il 7 dicembre 2006, fra i mugugni del consorzio Oasis e dell&#8217;Open Document Format Alliance (di cui fanno parte comunitÃ  open source del calibro di Gnome, Red Hat, Mandriva, Kde, cosÃ¬ come aziende del calibro di Google e Oracle), sostenitrici entrambi dello standard di diritto, l&#8217;ODF, approvato dall&#8217;ISO nel novembre 2006.</p>
<p>Fatto questo, mancava solo un passaggio fondamentale: l&#8217;approvazione dello standard Ecma-376 da parte di ISO. Ma una volta presentata, nel settembre dell&#8217;anno successivo, la richiesta venne respinta dall&#8217;ente pubblico ginevrino. La votazione vide contrapposti Microsoft da una parte e Ibm, Sun e Google dall&#8217;altra.</p>
<p>A quel punto bisognava fare in fretta: sei-settimane-sei a disposizione per recepire le modifiche suggerite dall&#8217;Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni, e portare a casa il risultato che sembrava essere sfuggito per un soffio. Indicazioni che hanno trovato puntualmente posto qualche settimana dopo &#8211; e arriviamo a giorni nostri &#8211; nel nuovo documento che sarÃ  discusso a Ginevra al fine febbraio. Se tutto andrÃ  come spera Microsoft, quindi, se non ci saranno altri ostacoli, dovranno passare altri trenta giorni, e alla fine di marzo ISO voterÃ  di nuovo. A quel punto Ginevra accoglierÃ  o rifiuterÃ  lo standard proposto dall&#8217;azienda. E non ci sarÃ  possibilitÃ  di appello.</p>
<p>Ma perchÃ© Ã¨ cosÃ¬ importante per la societÃ  di Redmond che Office Open XML diventi uno standard di diritto? &#8220;Da che mondo e mondo l&#8217;uomo ha tramandato la propria storia grazie alla possibilitÃ  di scrivere documenti e trasferirli da un supporto all&#8217;altro, di generazione in generazione&#8221; &#8211; spiega Pier Paolo Boccadamo, responsabile strategia di piattaforma Microsoft, che aggiunge &#8211; &#8220;ecco perchÃ© abbiamo implementato un formato che permette l&#8217;interoperabilitÃ  fra le diverse applicazioni, che riteniamo migliore rispetto allo standard ODF. PerchÃ© qualsiasi cosa si scriva o si produca coi nostri prodotti, ma anche con quelli degli altri, non vada persa e anzi si conservi esattamente com&#8217;Ã¨&#8221;.</p>
<p>La prende da lontano il responsabile Microsoft, ma si capisce subito che il problema Ã¨ serio, dannatamente serio. Il fatto poi che l&#8217;11 gennaio scorso, a poco piÃ¹ di un mese dall&#8217;incontro di Ginevra, l&#8217;istituto di ricerca indipendente Burton Group abbia reso pubblico uno studio in favore di Office Open XML non sorprende nessuno, tanto meno Boccadamo: &#8220;Ma Ã¨ ovvio che aziende come Burton Group seguano i temi piÃ¹ dibattuti del momento &#8211; chiosa il manager Microsoft &#8211; e cerchino cosÃ¬ un po&#8217; di visibilitÃ . Questo non vuol dire, perÃ², in nessun modo che quello studio sia stato commissionato o che non sia autorevole&#8221;.</p>
<p>Non la pensa cosÃ¬ Italo Vignoli, responsabile comunicazione dell&#8217;associazione non profit PLIO per la diffusione della suite open source Open Office, che il 31 gennaio ha diramato una comunicazione ufficiale dal titolo Office Open XML, 10 volte &#8216;no grazie&#8217;: il PLIO commenta il report di Burton Group: &#8220;Dico solo che si tratta di una strana coincidenza &#8211; afferma il rappresentante di PLIO &#8211; e che in generale lo studio mette in luce alcuni punti omettendone perÃ² altri&#8221;. Ad esempio? &#8220;Beh, attribuisce alla scelta del formato ODF una connotazione politica contraria a Microsoft che non ha alcun riscontro nelle decisioni dei governi (o degli enti e delle aziende) che lo hanno adottato. CosÃ¬ come &#8211; continua Vignoli &#8211; considera solo la realtÃ  statunitense, o afferma che OOXML Ã¨ un &#8216;formato aperto e basato su standard&#8217;, evitando di rilevare che l&#8217;implementazione Ã¨ legata a numerose tecnologie proprietarie Microsoft&#8221;.</p>
<p>ODF contro OOXML quindi. Ovvero OpenOffice contro Microsoft Office, e siamo daccapo. &#8220;Non proprio&#8221; ci tiene a precisare Boccadamo: &#8220;Innanzitutto non c&#8217;Ã¨ scritto da nessuna parte che non ci possano essere piÃ¹ standard. Di fatto ci sono giÃ  in molti casi, e non si capisce perchÃ© solo in questo e solo a Microsoft debba essere impedito di promuoverne uno. Tanto piÃ¹ che una volta approvato, OOXML diventerebbe proprietÃ  di ISO, non di Microsoft. E poi chiariamoci una volta per tutte &#8211; precisa il manager &#8211; Microsoft ha fatto uno sforzo enorme per rispondere a tutte le specifiche richieste. Oltre 400 delle nostre persone hanno lavorato l&#8217;estate scorsa per perfezionare il documento di presentazione. D&#8217;altra parte noi siamo un&#8217;azienda &#8211; conclude Boccadamo &#8211; solo in Italia abbiamo milioni di installazioni di Office. Dobbiamo rispondere ai nostri clienti e permettere loro di lavorare su piÃ¹ piattaforme, prevedendo tutti i possibili scenari futuri verso cui si evolverÃ  la societÃ  dell&#8217;informazione. Ecco, OOXML permette secondo noi di anticipare questi scenari, ODF no. Liberi poi di usare lo standard che si preferisce&#8221;.</p>
<p>Tutto chiaro. Peccato che per la comunitÃ  open source che ha dato il via alle proteste contro OOXML il problema sia proprio questo: &#8220;Il ragionamento non fa una grinza &#8211; afferma Italo Vignoli &#8211; OOXML garantisce maggiore interoperabilitÃ  di ODF. Salvo poi che ODF Ã¨ uno standard continuamente in progress e quindi non Ã¨ detto che quello che non puÃ² fare oggi non lo possa invece fare domani. Detto questo, il punto Ã¨ che per esempio alcune funzioni che OOXML ha in piÃ¹ si basano su software proprietario che la suite Open Office, ad esempio, proprio perchÃ© open source, non potrÃ  mai implementare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nessuno ha mai detto che uno standard debba essere open source&#8221; chiarisce ancora Boccadamo: &#8220;Un open standard Ã¨ un insieme di specifiche efficienti ed efficaci che tutti possono usare e che valgono per tutti nello stesso modo&#8221;. &#8220;Il problema&#8221; ribatte Vignoli &#8220;Ã¨ che perÃ² solo uno, in questo caso Microsoft, puÃ² eventualmente implementarle tali specifiche o modificarle. Tanto che la versione 3.0 di OpenOffice che rilasceremo a settembre di questo anno conterrÃ  le specifiche OOXML, ma solo in lettura. E non potremmo mai implementarle, nemmeno se Microsoft ci desse il permesso. Noi, infatti, come software open source non possiamo comprendere parti di codice proprietario&#8221;.</p>
<p>Il ruolo delle amministrazioni pubbliche<br />
Problemi di lana caprina, forse, e per gli addetti ai lavori. Questioni di principio da un lato, di business dall&#8217;altro. Ma che sempre piÃ¹ spesso si intrecciano fino a confondersi. PerchÃ© dietro a entrambi i modelli, quello open source e quello proprietario, ci sono comunque interessi economici piÃ¹ o meno forti. E in palio per entrambi la decisione di decine di amministrazioni locali e nazionali internazionali, intenzionate &#8211; a torto o a ragione &#8211; a valutare attentamente non solo l&#8217;efficacia dei due standard, ma soprattutto l&#8217;impatto economico e politico che l&#8217;adozione di uno standard rispetto a un altro per i propri servizi puÃ² avere sul mercato e sui cittadini. In altre parole se agevolare posizioni ritenute giÃ  dominanti sul mercato oppure no.</p>
<p>Se infatti l&#8217;Italia non ha ancora deciso, l&#8217;Olanda ha recentemente adottato lo standard ODF per la pubblica amministrazione, cosÃ¬ come hanno giÃ  fatto Giappone, Belgio e Sud Africa. In Francia invece, l&#8217;Afnor, l&#8217;ente che rappresenta ISO nel paese d&#8217;Oltralpe, ha invitato Ecma a far convergere i due standard. Mentre l&#8217;Unione europea ha lanciato il 15 gennaio scorso un&#8217;inchiesta ai danni del Big di Redmond inerente proprio lo standard OOXML. La Commissione intende infatti verificare se Microsoft abbia nascosto informazioni ai competitor, in particolare a quelle imprese che volevano realizzare software compatibili con Windows. A rendere questa inchiesta ancora piÃ¹ scivolosa, il fatto che la Commissione abbia specificato di volersi accertare se il formato definito da Microsoft, Office Open XML, &#8220;sia sufficientemente interoperabile con i prodotti dei competitor dell&#8217;azienda&#8221;.</p>
<p>Sommersa dal clamore che ha avuto l&#8217;offerta pubblica di acquisto contro Yahoo! di qualche giorno fa, &#8220;la guerra dei formati&#8221; sembra essere dunque passata in secondo piano, quando in realtÃ  Ã¨ l&#8217;altra faccia della stessa medaglia. Se infatti l&#8217;Opa da 44.6 miliardi di dollari lanciata contro il numero 2 dei motori di ricerca mira ad aumentare la propria presenza online recuperando fette del mercato pubblicitario, Bill Gates &amp; Co non possono scordare grazie a chi lo hanno potuto fare. Devono, ma soprattutto sembra vogliano, garantire un futuro roseo al proprio gioiello di sempre &#8211; Windows e soprattutto Office &#8211; a quella gallina dalle uova d&#8217;oro che quest&#8217;anno sperano farÃ  guadagnare loro 17 miliardi di dollari, pari a quasi un terzo delle entrate complessive previste per l&#8217;anno fiscale 2008 che si chiude a luglio. E che permetterÃ  a Steve Ballmer, amministratore delegato dell&#8217;azienda, di continuare lo shopping online cosÃ¬ come ha annunciato di fare. Ecco perchÃ© la questione degli standard aperti Ã¨ una delle prioritÃ  per i vertici Microsoft. PerchÃ© non basta voler essere standard &#8220;di fatto&#8221; &#8211; da sempre unico vero obiettivo e ossessione per un&#8217;azienda come Microsoft &#8211; per esserlo sarÃ  necessario anticipare gli scenari possibili prima che lo facciano altri. Prima che lo faccia Google. Convincere i governi fugando ogni dubbio sull&#8217;efficacia, la trasparenza e l&#8217;interoperabilitÃ  dei propri prodotti diventa un must. Diventare uno standard ISO, una strada obbligata.</p>
<p>D&#8217;altra parte la miglior difesa Ã¨ l&#8217;attacco, e Steve Ballmer lo sa. Nessuno meglio di lui lo puÃ² sapere. Proprio adesso che Bill Gates sembra volersi ritirare a piÃ¹ benefiche occupazioni. CosÃ¬ come sa che i prossimi mesi per la sua azienda saranno cruciali. Riposizionamento online da un lato grazie all&#8217;acquisizione di Yahoo! (ma anche di un altro motore di ricerca come il norvegese Fast Search), cosÃ¬ come accordi pubblicitari con importanti partner del calibro ad esempio del Wall Street Journal di Rupert Murdoch. E dall&#8217;altro partnership strategiche, alcune delle quali rivolte alla comunitÃ  open source e agli organismi internazionali per estendere ulteriormente l&#8217;interoperabilitÃ  di Windows e garantire lunga vita al proprio software, grazie al quale Microsoft si puÃ² permettere a sua volta una, dieci, cento Opa da 45 miliardi di dollari.</p>
<p>Tra il mantenimento delle posizioni offline e la riscossa online, l&#8217;azienda di Seattle sta cercando il giusto equilibrio, si sta trasformando, senza perÃ² mai perdere di vista l&#8217;essenziale che, come diceva il piccolo principe di Antoine de Saint-ExupÃ©ry, Ã¨ invisibile agli occhi: il conto in banca.</p>
<p>E se per farlo dovrÃ  rimangiarsi gli strali che proprio lui, Steve Ballmer, lanciÃ² nei confronti di Linux &amp; Co nel 2001 quando paragonÃ² il mondo open source a un cancro che aggredisce la proprietÃ  intellettuale, lo farÃ . Se dovrÃ  ammettere che l&#8217;acquisto di Yahoo! Ã¨ la controprova che il portalone Msn. com e Windows live non hanno raggiunto i risultati attesi, lo ammetterÃ . Se infine dovrÃ  modificare il proprio modello di business alla luce di quanto sta facendo il suo peggior incubo, Google, per diventare piÃ¹ veloce e piÃ¹ open, lo cambierÃ . Anzi, a guardarci bene, pare lo stia giÃ  facendo.</p>
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		<title>Google corre in aiuto di Yahoo! per neutralizzare l&#039;opa di Microsoft</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 16:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/logo-google.miniatura.gif" title="Google il sito piÃ¹ consultato nel 2007" alt="Google il sito piÃ¹ consultato nel 2007" align="left" border="1" />Se i vertici di Yahoo! fanno sapere di non aver fretta di valutare l&#8217;offerta di acquisto da parte di Microsoft (&#8220;nessuna decisione Ã¨ stata presa&#8221;), una certa premura ce l&#8217;ha invece Google. Il piÃ¹ popolare motore di ricerca web, che da una fusione sull&#8217;asse Redmond-Sunnyvale vedrebbe in pericolo la sua leadership nella pubblicitÃ  web, ha giÃ  mosso le pedine: secondo il New York Times, il numero uno di Google Eric Schmidt avrebbe contattato giÃ  venerdÃ¬ sera il collega di Yahoo!, Jerry Yang, offrendo una possibile partnership tra le due societÃ  per far cadere nel nulla l&#8217;offerta da 44,6 miliardi di dollari lanciata da Microsoft e consentire al tempo stessoa a Yahoo di rimanere indipendente.</p>
<p>Ma non solo: i vertici di Mountain View, sempre secondo il Nyt, avrebbero anche contattato una serie di societÃ , tra cui Time Warner (proprietaria di Aol), per verificare il loro interessamento a una controfferta. Nel fine settimana Yahoo! sarebbe stata avvicinata da potenziali acquirenti, scrive il Nyt, aggiungendo che a Sunnyvale stanno anche considerando l&#8217;ipotesi di uno &#8216;spezzatino&#8217;.</p>
<p>Secondo il Wall Street Journal, che cita alcuni analisti del settore, a parte Google, diverse altre aziende potrebbero lanciare un&#8217;offerta su Yahoo in concorrenza con quella di Microsoft. Gli sforzi del gruppo di Yang di trovare un acquirente alternativo, evidenzia comunque il Wsj, potrebbero tuttavia essere solo una mossa strategica per spingere Microsoft ad aumentare la sua offerta dai 344.6 miliardi di dollari. Un anno fa questa stessa offerta era stata del 40 per cento in piÃ¹.</p>
<p>Yahoo! intanto fa melina: quella di Microsoft Ã¨ soltanto una fra le diverse proposte che il motore di ricerca sta valutando per aumentare il proprio valore, scrivono i vertici dell&#8217;azienda in un messaggio ai dipendenti. E precisano: &#8220;Assolutamente nessuna decisione Ã¨ stata ancora presa e, nonostante ciÃ² che qualcuno ha voluto suggerire, certamente non Ã¨ in corso alcun processo di integrazione&#8221;.<span id="more-781"></span></p>
<p>Per il Wall Street Journal un&#8217;offerta diretta di Google a Yahoo! non Ã¨ praticabile: &#8220;E&#8217; improbabile &#8211; scrive il quotidiano finanziario Usa &#8211; che Google presenti un&#8217;offerta per Yahoo! a causa dei problemi di antitrust che potrebbero emergere in virtÃ¹ della grande quota di mercato nei mercati della ricerca e della pubblicitÃ  on line. Tuttavia fonti interne hanno riferito che Google potrebbe giocare un ruolo nello spingere altre compagnie a presentare un&#8217;offerta oppure nel convincere Yahoo a rimanere indipendente&#8221;. &#8220;Google &#8211; continua il Wsj &#8211; potrebbe anche offrire denaro oppure garantire un certo fatturato in cambio di un patto di &#8216;outsourcing&#8217; con Yahoo!, anche se un tale accordo preoccuperebbe egualmente le autoritÃ  antitrust per i possibili effetti sulla competizione&#8221;. Una soluzione complessa e a rischio stop.</p>
<p>Sull&#8217;articolo del Wsj, Google non ha espresso ancora alcun commento. Ieri nel blog aziendale il colosso di Mountain Views ha dichiarato che il tentativo di scalata di Microsoft su Yahoo! &#8220;solleva interrogativi&#8221; sul potere tale operazione confererirebbe al colosso del software. Pronta la risposta di Microsoft secondo cui l&#8217;accordo &#8220;creerebbe un mercato piÃ¹ competitivo dando vita alla secondo competitor mondiale nel settore della ricerca su Internet e della pubblicitÃ  on line&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Microsoft pronta a comprare Yahoo! ha offerto 44,6 miliardi di dollari</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 13:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft vuole fortissimamente Yahoo! e ci riprova, dopo il no incassato un anno fa. Oggi ha fatto una clamorosa offerta di acquisto per assicurarsi il motore di ricerca: circa 44,6 miliardi di dollari (31 dollari per azione) in contanti e in titoli. Subito dopo l'annuncio, le azioni di Yahoo! sono schizzate in avanti facendo registrare un piÃ¹ 53,8 %. Mentre Google (che da questa operazione avrebbe tutto da perdere) perdeva l'11%.

Anche stavolta non sarÃ  facile per Bill Gates Steve Ballmer (Ceo di Microsoft), concludere l'operazione alla quale il colosso di Redmond lavora da oltre un anno. Tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007 Microsoft e Yahoo! avviarono colloqui per verificare possibili campi di cooperazione. Le trattative si svolsero a 360 gradi: si parlÃ² della semplice partnership commerciale e anche di una fusione. Ma i vertici di Yahoo!, alla fine, dissero di no: l'ipotesi di un matrimonio avrebbe significato cedere il controllo del motore di ricerca a Microsoft. Ballmer adesso ha inviato una lettera al top management e al board di Yahoo! sottolineando che "se un'alleanza commerciale un anno fa avrebbe avuto senso, oggi Microsoft ritiene che la sola alternativa possibile Ã¨ una combinazione tra Microsoft e Yahoo!".

La super offerta di Microsoft arriva nel momento forse piÃ¹ difficile della vita di Yahoo!. Qualche giorno fa i titoli della internet company fondata da Jerry Young e David Filo avevano avuto una decisa flessione dopo l'annuncio della perdita di quote di mercato a favore del motore di ricerca rivale Google. E sull'annuncio di un calo del 23% dell'utile del quarto trimestre, prevedendo per giunta per i primi tre mesi del 2008 un andamento delle vendite peggiore delle attese degli analisti.More...

Microsoft ha da tempo le idee chiare su cosa fare assieme a Yahoo!: lanciare la sfida a Google nel campo della pubblicitÃ  online. Sebbene il primo motore di ricerca al mondo non sia mai nominato espressamente, il comunicato della casa di Redmond Ã¨ esplicito in tal senso. "Il mercato della pubblicitÃ  online - si legge nella lettera inviata a Yahoo!- sta crescendo molto velocemente, da piÃ¹ di 40 miliardi di dollari nel 2007 a circa 80 miliardi nel 2010". In questo momento, sottolinea Microsoft, "questo mercato Ã¨ sempre piÃ¹ dominato da un solo attore. Insieme, Microsoft e Yahoo! possono offrire una scelta competitiva, soddisfacendo in modo migliore le necessitÃ  di clienti e partner". "L'industria - spiega Kevin Johnson, presidente della divisione Platforms &#038; Services di Microsoft - sarÃ  servita in modo migliore con piÃ¹ di un solo forte attore, con piÃ¹ valore e piÃ¹ scelta a pubblicitari, editori e clienti".

Fonte: www.repubblica.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/01/microsoft_logo.jpg" title="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft"><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/microsoft_logo.miniatura.jpg" title="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft" alt="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft" align="left" border="1" /></a>Microsoft vuole fortissimamente Yahoo! e ci riprova, dopo il no incassato un anno fa. Oggi ha fatto una clamorosa offerta di acquisto per assicurarsi il motore di ricerca: circa 44,6 miliardi di dollari (31 dollari per azione) in contanti e in titoli. Subito dopo l&#8217;annuncio, le azioni di Yahoo! sono schizzate in avanti facendo registrare un piÃ¹ 53,8 %. Mentre Google (che da questa operazione avrebbe tutto da perdere) perdeva l&#8217;11%.</p>
<p>Anche stavolta non sarÃ  facile per Bill Gates Steve Ballmer (Ceo di Microsoft), concludere l&#8217;operazione alla quale il colosso di Redmond lavora da oltre un anno. Tra la fine del 2006 e l&#8217;inizio del 2007 Microsoft e Yahoo! avviarono colloqui per verificare possibili campi di cooperazione. Le trattative si svolsero a 360 gradi: si parlÃ² della semplice partnership commerciale e anche di una fusione. Ma i vertici di Yahoo!, alla fine, dissero di no: l&#8217;ipotesi di un matrimonio avrebbe significato cedere il controllo del motore di ricerca a Microsoft. Ballmer adesso ha inviato una lettera al top management e al board di Yahoo! sottolineando che &#8220;se un&#8217;alleanza commerciale un anno fa avrebbe avuto senso, oggi Microsoft ritiene che la sola alternativa possibile Ã¨ una combinazione tra Microsoft e Yahoo!&#8221;.</p>
<p>La super offerta di Microsoft arriva nel momento forse piÃ¹ difficile della vita di Yahoo!. Qualche giorno fa i titoli della internet company fondata da Jerry Young e David Filo avevano avuto una decisa flessione dopo l&#8217;annuncio della perdita di quote di mercato a favore del motore di ricerca rivale Google. E sull&#8217;annuncio di un calo del 23% dell&#8217;utile del quarto trimestre, prevedendo per giunta per i primi tre mesi del 2008 un andamento delle vendite peggiore delle attese degli analisti.<span id="more-780"></span></p>
<p>Microsoft ha da tempo le idee chiare su cosa fare assieme a Yahoo!: lanciare la sfida a Google nel campo della pubblicitÃ  online. Sebbene il primo motore di ricerca al mondo non sia mai nominato espressamente, il comunicato della casa di Redmond Ã¨ esplicito in tal senso. &#8220;Il mercato della pubblicitÃ  online &#8211; si legge nella lettera inviata a Yahoo!- sta crescendo molto velocemente, da piÃ¹ di 40 miliardi di dollari nel 2007 a circa 80 miliardi nel 2010&#8243;. In questo momento, sottolinea Microsoft, &#8220;questo mercato Ã¨ sempre piÃ¹ dominato da un solo attore. Insieme, Microsoft e Yahoo! possono offrire una scelta competitiva, soddisfacendo in modo migliore le necessitÃ  di clienti e partner&#8221;. &#8220;L&#8217;industria &#8211; spiega Kevin Johnson, presidente della divisione Platforms &amp; Services di Microsoft &#8211; sarÃ  servita in modo migliore con piÃ¹ di un solo forte attore, con piÃ¹ valore e piÃ¹ scelta a pubblicitari, editori e clienti&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Windows 7 solo nel 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 11:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft interviene con una e-mail per porre fine alle insistenti voci circa una possibile anticipazione al 2009 del rilascio del successore di Windows Vista: Windows 7 arrivera&#8217; solo nel 2011! In questi giorni s&#8217;Ã¨ parlato molto di Windows 7, il futuro sistema operativo Microsoft destinato a rimpiazzare Windows Vista, per via di insistenti voci relative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/05/microsoft-logo1-150x150.jpg" title="Microsoft lancia il display orizzontale" alt="Microsoft lancia il display orizzontale" align="left" border="1" />Microsoft interviene con una e-mail per porre fine alle insistenti voci circa una possibile anticipazione al 2009 del rilascio del successore di Windows Vista: Windows 7 arrivera&#8217; solo nel 2011!</p>
<p>In questi giorni s&#8217;Ã¨ parlato molto di Windows 7, il futuro sistema operativo Microsoft destinato a rimpiazzare Windows Vista, per via di insistenti voci relative ad un suo possibile rilascio nel 2009. Nonostante lo scetticismo iniziale, erano trapelati alcuni screenshot e un video sull&#8217;interfaccia utente del nuovo OS, che confermavano il rilascio agli sviluppatori della prima Milestone del nuovo sistema operativo.</p>
<p>Oggi perÃ² arriva la smentita direttamente da Microsoft con una mail inviata al blog WinVistaClub: la softwarehouse di Redmondammette di essere al lavoro sulla nuova versione di Windows, ma sottolinea che saranno necessari almeno altri 3 anni di sviluppo per completare il progetto.</p>
<p>Microsoft approfitta dell&#8217;occasione per rassicurare gli utenti sul successo di Windows Vista, che puÃ² vantare ad oggi oltre 100 milioni di licenze vendute, confermando tutte le aspettative iniziali. Un discorso diverso invece va fatto per il settore professionale che si Ã¨ dimostrato restio alla migrazione al nuovo sistema operativo, ma si tratta di un atteggiamento usuale e prevedibile, non diverso da quello tenuto per altri sistemi operativi. Le prospettive perÃ² sembrano essere positive, in quanto anche gli utenti business mostrano l&#8217;interesse e la volontÃ  di effettuare il passaggio a Windows Vista, dopo il rilascio del Service Pack 1.</p>
<p>Viene, quindi ribadito che Windows 7 vedrÃ  la luce solo nel 2011. Continua invece la petizione SaveXP per salvare Windows XP, che ha raccolto giÃ  oltre 60.000 sottoscrizioni.</p>
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		<title>Virtualizzare Vista Home e Premium ora si puÃ²</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 15:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un anno di distanza dal lancio del suo ultimo sistema operativo client, Microsoft ha deciso di aprire al mondo della virtualizzazione anche le versioni Home Basic e Home Premium di Windows Vista. La nuova licenza che accompagna questi sistemi operativi permette ora di far girare le edizioni consumer di Vista all&#8217;interno di una macchina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/microsoft_logo.miniatura.jpg" title="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft" alt="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft" align="left" border="1" />Ad un anno di distanza dal lancio del suo ultimo sistema operativo client, Microsoft ha deciso di aprire al mondo della virtualizzazione anche le versioni Home Basic e Home Premium di Windows Vista. La nuova licenza che accompagna questi sistemi operativi permette ora di far girare le edizioni consumer di Vista all&#8217;interno di una macchina virtuale, cancellando cosÃ¬ una delle restrizioni piÃ¹ invise agli utenti desktop.</p>
<p>A beneficiare di questa novitÃ  Ã¨ soprattutto chi utilizza un sistema operativo alternativo a Windows, come Linux e Mac OS X, e desidera far girare Vista in modalitÃ  virtualizzata: ora puÃ² farlo senza essere obbligato ad acquistare una costosa edizione Ultimate o Business. Rimane ovviamente necessario, come giÃ  era in Windows XP, possedere la licenza di ogni installazione virtuale di Windows: l&#8217;unica eccezione Ã¨ rappresentata da Vista Enterprise, la cui licenza prevede la possibilitÃ  di utilizzare altre quattro istanze del sistema operativo.</p>
<p>La mossa di BigM non giunge del tutto inattesa. Lo scorso giugno il colosso arrivÃ² vicinissimo ad eliminare il divieto alla virtualizzazione di Vista Home e Business, ma all&#8217;ultimo minuto cambiÃ² idea: la giustificazione del brusco dietrofront fu che, sotto il profilo della sicurezza, le tecnologie di virtualizzazione non erano &#8220;ancora abbastanza mature per la diffusione di massa&#8221;. Una motivazione che molti trovarono assai debole, dal momento che l&#8217;edizione Business di Vista puÃ² essere acquistata a qualche decina di dollari in piÃ¹ di quella Premium.<span id="more-761"></span><br />
LunedÃ¬ Microsoft ha anche delineato la sua nuova strategia relativa al mercato della virtualizzazione, annunciando accordi e nuovi prodotti con cui intende lanciare un nuovo assalto al leader di questo settore, VMware. Tra le novitÃ  annunciate c&#8217;Ã¨ l&#8217;acquisizione della californiana Calista, una societÃ  che sviluppa una piattaforma per la virtualizzazione degli ambienti desktop.</p>
<p>Microsoft afferma che la tecnologia della neo acquisita, denominata Calista Virtual Desktop (CVD), migliora il supporto alla grafica 3D e al multimedia all&#8217;interno degli ambienti di virtualizzazione desktop. CVD Ã¨ stato progettato per le soluzioni di virtualizzazione client/server, e combina le tecnologie di virtualizzazione classiche con quelle per il controllo remoto, in particolare il protocollo Remote Desktop (RDP) di Windows. In estrema sintesi, CVD permette alle aziende di sfruttare le risorse hardware e software di uno o piÃ¹ server di virtualizzazione per fornire ad un certo numero di client fisici, attraverso RDP, la capacitÃ  di renderizzare la grafica 3D e di riprodurre contenuti audio/video con una qualitÃ  paragonabile a quella di un tipico PC desktop.</p>
<p>Oggi, come noto, Virtual PC e Virtual Server sono in grado di &#8220;emulare&#8221; una scheda grafica di vecchia generazione (diciamo pure &#8220;d&#8217;altri tempi&#8221;), escludendo cosÃ¬ la possibilitÃ  di utilizzare software per la grafica tridimensionale o di attivare l&#8217;interfaccia Aero di Windows Vista. CVD dovrebbe ovviare a tutto ciÃ², per lo meno in ambito aziendale, anche se al prezzo di un significativo incremento dell&#8217;utilizzo della rete. Per minimizzare il traffico scambiato fra server e client, Calista afferma di aver sviluppato una tecnologia di compressione visually lossless capace di accelerare i dati fino a 20 volte e di contenere mediamente il traffico inviato a ciascun client intorno ad 1 megabit.</p>
<p>Microsoft ha inoltre annunciato di aver esteso la propria partnership con Citrix Systems, la stessa societÃ  che lo scorso novembre ha acquisito XenSource, sviluppatrice della celebre tecnologia di virtualizzazione open source Xen. Citrix si Ã¨ impegnata a sviluppare un tool che semplificherÃ  la migrazione delle macchine virtuali fra XenServer e l&#8217;imminente hypervisor di Windows Server 2008, Hyper-V. Le due partner si sono poi accordate per commercializzare congiuntamente &#8220;nuove offerte per il client computing&#8221; basate su Windows Server 2008 e Windows Optimized Desktop: quest&#8217;ultima Ã¨ una suite di tecnologie Microsoft relative a desktop management, user migration e controllo remoto.</p>
<p>&#8220;Con il passare del tempo appare evidente come la strategia di Microsoft sia quella di stringere all&#8217;angolo VMware stipulando una grande quantitÃ  di partnership incentrate sulla virtualizzazione: con Novell, con Citrix e recentemente con Sun&#8221;, scrive il blog Virtualization.info in questo post. &#8220;Forse Ã¨ questo il motivo che di recente ha spinto il CEO di Oracle (Larry Ellison, NdR) a dire che VMware Ã¨ la prossima Netscape&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.punto-informatico.it</p>
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		<title>Microsoft vuole Logitech</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 16:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Logitech sarebbe nel mirino di Microsoft. Il colosso di Redmond vorrebbe acquisire l&#8217;azienda svizzera produttrice di mouse e tastiere, e non solo.Â  Dopo aver fatto una proposta di acquisto per Fast, sfidando Google nella ricerca enterprise, Microsoft stupisce tutti. Si tratta di un&#8217;indiscrezione riportata da Reuters. Ma pare proprio che Microsoft sia interessata all&#8217;acquisto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" align="left" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/05/microsoft-logo.miniatura.jpg" alt="LG-Nortel per telefonia IP di Microsoft" title="LG-Nortel per telefonia IP di Microsoft" />Logitech sarebbe nel mirino di Microsoft. Il colosso di Redmond vorrebbe acquisire l&#8217;azienda svizzera produttrice di mouse e tastiere, e non solo.Â  Dopo aver fatto una proposta di acquisto per Fast, sfidando Google nella ricerca enterprise, Microsoft stupisce tutti. Si tratta di un&#8217;indiscrezione riportata da Reuters.</p>
<p>Ma pare proprio che Microsoft sia interessata all&#8217;acquisto di Logitech, che detiene una capitalizzazione di circa 6,3 miliardi di dollari. Per il marchio Microsoft Hardware sarebbe un colpo grosso: diventerebbe il leader quasi indiscusso del mercato degli accessori per Pc e console.</p>
<p>Il titolo di Logitech ha fatto un balzo del 12% per asstestarsi a un aumento del 7,7%, a chiusura del Nasdaq. Microsoft potrebbe fare un&#8217;offerta di 48 franchi svizzeri per azione.</p>
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		<title>L&#039;Antitrust assume solo chi conosce Windows e Office</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diffusione dei formati e dell&#8217;utilizzo di Microsoft Office in molti rami della pubblica amministrazione italiana deve aver indotto i promotori di alcuni concorsi di assunzione dell&#8217; AutoritÃ  Antitrust a ritenere che la conoscenza di Office 2003 possa assumere un rilievo di qualche importanza nella selezione dei candidati. Ãˆ quanto si evince dando un occhio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" align="left" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/01/antitrust-150x80.jpg" alt="Lâ€™Antitrust assume solo chi conosce Windows e Office" title="Lâ€™Antitrust assume solo chi conosce Windows e Office" />La diffusione dei formati e dell&#8217;utilizzo di Microsoft Office in molti rami della pubblica amministrazione italiana deve aver indotto i promotori di alcuni concorsi di assunzione dell&#8217; <a href="http://www.agcm.it">AutoritÃ  Antitrust </a>a ritenere che la conoscenza di Office 2003 possa assumere un rilievo di qualche importanza nella selezione dei candidati.</p>
<p>Ãˆ quanto si evince dando un occhio ad <a href="http://www.agcm.it/G11.htm">alcuni bandi </a>emessi in questi mesi. Ad esempio, un concorso che si terrÃ  a fine gennaio per funzionario dell&#8217;Antitrust ( <a href="http://www.agcm.it/agcm_ITA/organiz/PERSONal.nsf/c777e12869086cb9c1256bbc00376482/bea5abc98b6d4abdc125725d002ed9ab/$FILE/AGCMBandoEconomista.pdf">qui </a>il PDF) prevede: &#8220;Nel corso della prova orale saranno accertate, con l&#8217;uso di personal computer, le conoscenze e la capacitÃ  applicativa del candidato in ambito OFFICE 2003 e rispetto alla navigazione in internet&#8221;.</p>
<p>Altrove <a href="http://www.agcm.it/agcm_ITA/organiz/PERSONal.nsf/f925d29ce9194fe5c1256bbc00381bbd/b030c061f07395b6c125725d002fa92e/$FILE/AGCM-2OPc.pdf">si specifica </a>che Ã¨ necessario avere &#8220;capacitÃ  in ambito OFFICE (Windows, Winword, Excel)&#8221;, dove quindi oltre alla suite Microsoft viene definito anche il sistema operativo di riferimento . I programmi citati, come noto, non vengono diffusi esclusivamente in versione Windows .<br />
L&#8217;utilizzo di Office 2003, e magari di Windows, sembra dunque essere decisivo per l&#8217;Antitrust, tanto che quel tipo di conoscenza viene esplicitata come essenziale anche in <a href="http://www.agcm.it/G21.htm">altri bandi di concorso </a>, alcuni dei quali giÃ  scaduti (vedi immagine qui sotto). Si tratta dunque di un tipo di selezione che ha giÃ  portato a delle assunzioni proprio all&#8217;AutoritÃ  Antitrust, ossia all&#8217;organismo deputato a vigilare sull&#8217;apertura del mercato.</p>
<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/01/bando1.jpg" alt="Lâ€™Antitrust assume solo chi conosce Windows e Office" /></p>
<p><span id="more-737"></span>Non stupisce che su tutto questo sia piovuta nelle scorse ore la condanna dell&#8217;associazione <a href="http://www.plio.it">PLIO &#8211; Progetto Linguistico Italiano OOo </a>che parla di discriminazione ai danni degli utenti di Open Office , la celebre suite di produttivitÃ  open source.</p>
<p>L&#8217;Associazione rileva anche come da una parte si chieda la conoscenza di Office 2003, dall&#8217;altra invece non venga specificata alcuna tecnologia per la navigazione in Internet, &#8220;che viene citata &#8211; sottolinea PLIO &#8211; in modo generico senza indicare una scelta a favore di uno specifico software (e quindi, di una specifica azienda)&#8221;.</p>
<p>&#8220;La situazione Ã¨ comica e triste allo stesso tempo &#8211; dichiara Davide Dozza , presidente dell&#8217;Associazione &#8211; e purtroppo ci dÃ  una misura delle protezioni e dei favori di cui Microsoft gode a livello istituzionale, anche all&#8217;interno di un ente che dovrebbe &#8211; per statuto &#8211; essere al di sopra di ogni scelta di campo&#8221;. &#8220;Tra l&#8217;altro &#8211; aggiunge Dozza &#8211; la scelta a favore di Microsoft da parte dell&#8217;AutoritÃ  Garante della Concorrenza e del Mercato Ã¨ ancora piÃ¹ singolare, alla luce del fatto che l&#8217;azienda Ã¨ stata recentemente condannata dall&#8217;Unione Europea per pratiche di tipo monopolistico, anche se per un prodotto diverso da Office&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.punto-informatico.it/">www.punto-informatico.it</a></p>
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		<title>Addio a Netscape il pioniere d&#039;Internet</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 08:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/01/netscape-150x150.jpg" title="Netscape" alt="Netscape" align="left" border="1" />Nell&#8217;immaginario museo delle tecnologie che stanno cambiando il nostro tempo, tra carcasse di famosi computer estinti e frammenti di programmi essiccati, sta da oggi lo scheletro gigantesco del dinosauro che appena dieci anni or sono dominava il panorama di Internet: lo scheletro del browser Netscape, del programma che creÃ² Internet come oggi la conosciamo e la usiamo, spalancando le porte della esplorazione e dello sviluppo della rete per milioni di ignari e di smarriti cibercavernicoli. Dal primo febbraio prossimo, Netscape sarÃ  abbandonato al suo destino di sicura estinzione dalla societÃ  che lo possedeva, America On Line.</p>
<p>La decisione di staccare la spina dal programma di esplorazione del Web che alla fine degli anni &#8217;90, praticamente un&#8217;era geologica addietro nel brodo primordiale dell&#8217;informatica, era usato dal 93 per cento dei navigatori in rete e di lasciarlo morire nasce dalla semplice constatazione che Netscape aveva perduto la propria primizia e si era ridotto a meno dell&#8217;1 per cento del mercato. Nello spietato darwinismo del &#8220;brave new world&#8221; cibernetico, il venerabile e venerato esploratore che era stato il Virgilio capace di guidare la visita nell&#8217;aldilÃ  dell&#8217;informazione, dell&#8217;intrattenimento, della cultura e del commercio chiamato in breve Internet, Ã¨ stato divorato da creature piÃ¹ feroci di lui e piÃ¹ abili nell&#8217;adattarsi all&#8217;ambiente.</p>
<p>Ma creature non necessariamente migliori, come vorrebbe la mistica del mercato che premia la &#8220;trappola per topi&#8221; piÃ¹ efficace. Netscape Ã¨ stato sconfitto dal Tirannosaurus Rex dell&#8217;informatica, dalla Microsoft che lo sbranÃ² utilizzando un programma concorrente, Explorer notoriamente peggiore, ma sostenuto dalla potenza e dalla prepotenza commerciale di Bill Gates e della casa di Redmont. Alla metÃ  degli anni &#8217;90, quando Netscape aveva in pratica la totalitÃ  degli esploratori di Internet mentre Gates era convinto che la rete sarebbe stata (parole sue) &#8220;una moda passeggera&#8221;, il &#8220;tirannosauro&#8221; si scosse dal proprio torpore, comperÃ² da altri lo scadente Explorer, lo accoppiÃ² obbligatoriamente al proprio programma operativo Windows, quello che fa girare quattro quinti dei pc nel mondo ed escluse dal pacchetto il concorrente Netscape. Segnandone l&#8217;inizio della fine.<span id="more-723"></span></p>
<p>Fu un atto di pura tracotanza commerciale e di violazione delle leggi antitrust, riconosciuto come tale dai tribunali americani che condannarono la Microsoft a multe importanti e portarono 720 milioni di dollari in danni punitivi nella casse di Netscape, che nel frattempo era stata assorbita da America On Line, perchÃ© nella giungla ogni animale Ã¨ insieme preda e predatore. Ma neppure quella iniezione di contanti poteva salvare il magnifico dinosauro, ormai assalito non soltanto dal browser di Bill Gates, ma da altri voraci concorrenti che stavano spolpandolo. A disposizione di chi oggi voglia aprire la finestra sul mondo del web ci sono dozzine di browser maggiori e minori, dal solito Explorer arrivato alla nona e sempre vulnerabile versione, a Safari, da Opera a Firefox, discendente di Netscape, agli almeno quaranta disponibili per chi usi il sistema Linux.</p>
<p>Tutti svolgono la stessa funzione, secondo l&#8217;intuizione di un futurologo mormone americano, Neil Larson, che nel 1977 immaginÃ² la possibilitÃ  di uno strumento logico, di un linguaggio informatico che potesse spalancare il mondo della comunicazione e dell&#8217;accesso ai non iniziati e ai non specialisti. Da quella idea nacquero i linguaggi e i protocolli astrusi, composti da acronimi quali Html, Http, Https, Ftp, Url, che avrebbero dissuaso i meno coraggiosi e i piÃ¹ allergici, se non fossero stati ricomposti e tradotti in forma umane attraverso programmi semplici come il progenitore Mosaico. Le tessere sparse e disseminate, che potevano essere raggiunte soltanto con connessioni dirette, divennero parte di un mosaico visibile e accessibile. Quel mosaico che oggi anche i bambini, non sempre felicemente, frequentano ed esplorano grazie ai browser che permettono di leggere, vedere e ascoltare, di caricare e scaricare materiale in rete, ricercato con l&#8217;utilizzo dei programmi di ricerca che dentro i browser funzionano, come Google e Yahoo, ma che senza di loro non potrebbero girare.</p>
<p>Fu proprio Netscape, con quel nome altamente evocativo, composito di &#8220;Net&#8221;, la rete, e di &#8220;scape&#8221;, panorama, e quel suo logo un po&#8217; sognante, a introdurre la versione piÃ¹ stabile e piÃ¹ agibile dei programmi di esplorazione scritti fino all&#8217;anno in cui fu lanciato con il proprio nome, il 1994, dopo essersi fatto chiamate Mosaic Netscape. Il successo fu esplosivo. Il titolo, offerto per la prima volta in Borsa a 14 dollari, quintuplicÃ² in pochi giorni, raggiungendo i 75 dollari, un balzo senza precedenti, e i suoi profitti raddoppiavano ogni trimestre. Netscape era diventato l&#8217;Internet, perchÃ© senza di esso non ci sarebbe stata la processione degli utenti verso la nuova terra promessa e il suo successo fu la sua sentenza di morte.</p>
<p>Quando il Tirannosauro di Gates si scosse dalla propria sonnolenta presunzione, in pochi anni lo divorÃ² destinandolo a quel museo nel quale un giorno i padri porteranno i bambini a mostrare come nacque la vita sul pianeta Internet.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>VMWare: sicurezza virtualizzata</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 09:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Purtroppo per noi, le minacce rivolte verso i nostri sistemi sono sempre in agguato e non Ã¨ mai permesso abbassare la guardia. Questo ci costringe ad istallare software di protezione e ad utilizzare con cautela quello strumento che Ã¨ internet. Anche se alla crescente diffusione di queste minacce ha sempre seguito un altrettanto crescente sviluppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/10/vmware-150x150.gif" title="VMWare: sicurezza virtualizzata" alt="VMWare: sicurezza virtualizzata" align="left" border="1" />Purtroppo per noi, le minacce rivolte verso i nostri sistemi sono sempre in agguato e non Ã¨ mai permesso abbassare la guardia. Questo ci costringe ad istallare software di protezione e ad utilizzare con cautela quello strumento che Ã¨ internet.</p>
<p>Anche se alla crescente diffusione di queste minacce ha sempre seguito un altrettanto crescente sviluppo di software antivirus e antispyware, non siamo mai sicuri al cento per cento di avere una macchina assolutamente immune dai rischi della rete.</p>
<p>Fu cosÃ¬ che, tra le varie idee ingegnose, qualcuno pensÃ² di fondere assieme i concetti di sicurezza informatica e virtualizzazione in modo da creare un ambiente distaccato dalla macchina reale e che quindi funzionasse come filtro per eventuali attacchi esterni.</p>
<p>Il concetto, quindi, Ã¨ semplice: da un lato ho il mio sistema operativo sul quale utilizzo le mie applicazioni, lavoro e cosÃ¬ via; dall&#8217;altro c&#8217;Ã¨ un sistema operativo virtualizzato che utilizzo per eseguire solamente quelle operazioni ormai delicate di navigazione Web, apertura allegati pericolosi, ecc. Praticamente tengo un sistema isolato che puÃ² non preoccuparsi eccessivamente del pericolo di intrusioni da internet in quanto una volta abbattuto, vengono eliminate con lui anche tutte le informazioni e i file pericolosi.</p>
<p>Se pensate che questa sia una soluzione estrema e fuori dal mercato e dal mondo vi sbagliate. Anzi, ne esistono differenti sfumature e campi di applicazione che cambiano a seconda del software di virtualizzazione che utilizziamo, del tipo di skill dell&#8217;utente e di una serie di altri fattori secondari come le risorse impiegate.<span id="more-692"></span></p>
<p>Chiaramente in ognuno di questi casi il rischio di infezione sulla macchina reale esiste lo stesso qualora avvengano degli scambi di file tra macchina reale e virtuale oppure se vengono configurate delle cartelle condivise i cui dati vengono utilizzati indifferentemente su entrambe le macchine. Ãˆ questo il caso comune della condivisione tramite Samba di file e cartelle, che prevede inevitabilmente l&#8217;istallazione sulla macchina reale di un buon software antivirus costantemente aggiornato.</p>
<p>Esistono differenti modi per realizzare quanto sopra menzionato. Sicuramente il metodo piÃ¹ semplice e rapido risiede nell&#8217;accoppiata VMware player e immagini di sistemi operativi giÃ  pronti su internet. Prima di analizzare e spiegare questa soluzione Ã¨ doveroso ricordare che, oltre al fatto che esistono anche altri software di virtualizzazione, Ã¨ possibile anche incrementare la personalizzazione della macchina virtuale, a patto di utilizzare la versione full di VMware e crearsi da soli le immagini dei sistemi operativi.</p>
<p>Ma andiamo con ordine. Innanzitutto c&#8217;Ã¨ da dire che nel tempo la virtualizzazione Ã¨ diventata un fenomeno molto diffuso. Non a caso VMware, ad esempio, ha capito che, per incrementare ulteriormente il bacino di utenza, era opportuno offrire agli utilizzatori un tool gratuito. In questo contesto Ã¨ nata l&#8217;idea di offrire liberamente il software di virtualizzazione VMware player. Con questo software non Ã¨ possibile creare perÃ² macchine virtuali: Ã¨ necessario possedere una macchina virtuale giÃ  configurata e funzionante per poter godere a pieno delle possibilitÃ  offerte.</p>
<p>Qual Ã¨ allora il vantaggio? Il vantaggio consiste che le macchine virtuali, sotto forma di immagini disco, sono presenti in rete anche sul sito VMware stesso. Anzi, Ã¨ proprio su questo sito che troviamo le istallazioni piÃ¹ interessanti per il VMware player. Ad esempio dalle pagine dedicate alle <a href="http://www.vmware.com/appliances/index.html">Virtual Appliance </a> Ã¨ possibile scaricare una tra le infinite immagini di sistemi operativi giÃ  configurati e subito utilizzabili nel player. Questa sezione del sito Ã¨ molto complessa, ma ben organizzata e permette al navigatore riscegliere il sistema operativo che piÃ¹ si adatta alle proprie esigenze.</p>
<p>La procedura di preparazione all&#8217;ambiente virtuale non Ã¨ invasiva e molto semplice da realizzare. Una volta scaricato il file di istallazione dell&#8217;ultima release di <a href="http://www.vmware.com/products/player/">VMware player </a> (attualmente la 2.0) e seguire il classico wizard di istallazione per Windows. Per la cronaca VMware player Ã¨ disponibile anche per Linux e per le macchine con processore a 64 bit.</p>
<p>A questo punto il player ha bisogno solamente dell&#8217;immagine della macchina virtuale che puÃ² semplicemente essere indicata mediante l&#8217;interfaccia di selezione file. Arrivati fino a qui il gioco Ã¨ fatto e gli utenti possono godere del sistema operativo virtualizzato, utilizzandolo per gli scopi per i quali abbiamo scritto questo articolo.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di macchine virtuali per la comunicazione in rete Ã¨ un concetto che il team di VMware ha proposto giÃ  con <a href="http://www.vmware.com/vmtn/appliances/directory/browserapp.html">VMware Browser Appliance </a>. L&#8217;ultima release dell&#8217;immagine in questione mette a disposizione una versione di linux Ubuntu ottimizzata per la navigazione internet e per l&#8217;utilizzo dei servizi web. In particolare attraverso VMware Browser Appliance si vogliono evitare tutti i problemi relativi ai worm (che vengono eventualmente eseguiti all&#8217;interno dell&#8217;ambiente virtualizzato e cancellati all&#8217;uscita dallo stesso) e al contempo si cerca di preservare la privacy eliminando allo spegnimento della Virtual Machine ogni informazione o dato relativo all&#8217;identitÃ  e al percorso di navigazione dell&#8217;utente. Ad ogni modo cancellare tutte le informazioni generate durante l&#8217;esecuzione del player Ã¨ immediato, basta cancellare il file o la directory che contiene l&#8217;immagine del sistema operativo (solitamente il file Ã¨ Browser-Appliance.vmx).</p>
<p>Oltre agli strumenti per il surfing Web, VMware Browser Appliance contiene, ad ogni modo, anche alcuni dei classici strumenti disponibili per i sistemi operativi linux come software di gestione di file, riproduttori audio e video, alcuni programmi per aprire i classici formati di files e documenti e infine un tool di configurazione per l&#8217;utilizzo virtuale del sistema operativo. Chiaramente chi ha giÃ  un po&#8217; di pratica con Linux e con la distribuzione Ubuntu puÃ² aggiungere e rimuovere programmi come in ogni qualsiasi altra istallazione su macchina fisica della distribuzione stessa.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di una macchina virtualizzata non deve spaventare gli utenti in quanto sia l&#8217;istallazione che la gestione delle immagini disco risultano un operazione banale, cosÃ¬ come lo Ã¨ la procedura di attivazione/disattivazione delle periferiche di sistema. In quest&#8217;ultimo caso, apposite icone posizionate sul bordo della finestra permettono di spegnere/accendere le periferiche USB, disco e rete. Nel caso della rete VMware stesso penserÃ  alla corretta cooperazione delle due schede LAN virtuale/reale e permetterÃ , qualora ci si trovi in ambito aziendale, anche l&#8217;eventuale configurazione di proxy.</p>
<p>L&#8217;unica preoccupazione puÃ² essere quella relativa ai requisiti hardware legati all&#8217;esecuzione di una Virtual Machine. Purtroppo, anche se i moderni computer rendono molto piÃ¹ agevole l&#8217;utilizzo dei software di virtualizzazione, a volte puÃ² capitare che il sistema subisca dei rallentamenti. Nella maggior parte dei casi questo succede qualora non si abbia una elevata quantitÃ  di RAM, oppure se si desidera avviare piÃ¹ istanze di macchine virtuali contemporaneamente.</p>
<p>Come abbiamo accennato in precedenza, esiste una soluzione ibrida, soprattutto se si hanno a disposizione piÃ¹ macchine. Ad esempio in un laboratorio o in una casa, in cui sono presenti piÃ¹ computer, si potrebbe optare per l&#8217;istallazione di VMware server su una macchina principale con cui generare immagini di sistemi operativi personalizzati, mentre sulle altre macchine si andrebbe ad istallare il player.</p>
<p>Le immagini di disco possono essere generate anche da altri software di virtualizzazione e non, come VMware Workstation, GSX Server or ESX Server oppure Microsoft Virtual PC e Symantec LiveState Recovery.</p>
<p>Utilizzando anche VMware server l&#8217;utente ha il pieno possesso delle macchine virtuali e puÃ² in ogni momento creare una nuova immagine personalizzata che meglio segue le sue modalitÃ  operative.</p>
<p>In conclusione possiamo dire che, nonostante le apparenti difficoltÃ , l&#8217;utilizzo di un sistema virtuale potrebbe proteggere la navigazione e l&#8217;utilizzo di servizi Web su una macchina che non vogliamo subisca infezioni o perdite di informazioni. Sicuramente questa possibilitÃ , fino a qualche tempo fa impraticabile per la scarsa resa dei software di virtualizzazione su Pc personali, Ã¨ ora ampiamente praticabile viste le notevoli performance dei calcolatori attuali. Oltretutto le soluzioni indicate in questo articolo sono assolutamente gratuite in ogni loro parte. Vale la pena provare.</p>
<p>Fonte: <a href="http://sicurezza.html.it/articoli/leggi/2417/vmware-sicurezza-virtualizzata/" target="_blank">www.html.it</a></p>
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		<title>Xbox 360, nuovi prezzi e nuova console</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 17:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le vendite del periodo natalizio si avvicinano e Microsoft affila le proprie armi per rendere ancora piÃ¹ appetibile la sua console per videogiochi. La prima mossa prevede una riduzione del 13% del prezzo della sua macchina da gioco in Giappone a partire dal mese di novembre, portandolo cosÃ¬ da 39.795 yen (346 dollari) a 34.800 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/10/xbox360-150x150.jpg" title="Xbox 360, nuovi prezzi e nuova console" alt="Xbox 360, nuovi prezzi e nuova console" align="left" border="1" />Le vendite del periodo natalizio si avvicinano e Microsoft affila le proprie armi per rendere ancora piÃ¹ appetibile la sua console per videogiochi. La prima mossa prevede una riduzione del 13% del prezzo della sua macchina da gioco in Giappone a partire dal mese di novembre, portandolo cosÃ¬ da 39.795 yen (346 dollari) a 34.800 yen (305 dollari). Nel contempo, verrÃ  presentato un nuovo &#8216; Value Pack &#8216; che racchiude al suo interno la console nella versione Pro e i titoli Forza Motorsport 2 e Viva PiÃ±ata, il tutto per 34.800 yen. NovitÃ  anche per quanto riguarda il lettore esterno HD-DVD: da adesso fino al 31 giugno 2008, chi acquista l&#8217;unitÃ  esterna potrÃ  richiedere gratuitamente cinque film su supporto HD-DVD inviando un coupon incluso all&#8217;interno della confezione. Ma le novitÃ  non finiscono qui. Il portale Smarthouse ha <a href="http://www.smarthouse.com.au/Gaming/Console/P4G5C3U2?page=1">riportato </a> una indiscrezione secondo la quale Microsoft sarebbe al lavoro con Toshiba per realizzare ciÃ² che si potrebbe definire una naturale evoluzione della console: una nuova versione di Xbox dotata di lettore HD-DVD integrato ed estese funzioni multimediali .</p>
<p>In risposta alla sfida lanciata dalla PlayStation 3, la quale ha sin dai suoi primi albori incluso un lettore Blu-ray (fungendo cosÃ¬ da cavallo di troia nella affermazione del nuovo formato), la societÃ  di Gates, portavoce del formato ad alta definizione antagonista, avrebbe cosÃ¬ deciso di integrare nella propria console di ultima generazioni il lettore HD-DVD, attualmente offerto solamente come soluzione esterna. Scott Browning, direttore di marketing di JB HiFi (il secondo piÃ¹ ampio rivenditore di elettronica in Australia), Ã¨ ben conscio di come la PS3 sia stata efficace nel diffondere il Blu-ray di Sony; Â«l&#8217;omissione da parte di Microsoft di un lettore HD-DVD integrato Ã¨ destinata a danneggiare le vendite andando avanti, poichÃ¨ i consumatori sono consci di come la PS3 integri un lettore Blu-ray.Â».<span id="more-680"></span></p>
<p>Un senior executive di Toshiba avrebbe rivelato a Smarthouse come una Xbox con lettore HD-DVD sia una decisione critica per Microsoft : Â«stiamo lavorando assieme sul progetto. Deve inoltre essere piÃ¹ di una semplice macchina per giocare . Microsoft lo riconosceÂ». La Xbox &#8220;reloaded&#8221; dovrebbe infatti offrire estese capacitÃ  di networking wireless, output a 1080p reale, un tuner HD TV, capacitÃ  EPG e una docking port per i lettori MP3 .</p>
<p>L&#8217;attesa per la presentazione della nuova macchina si potrebbe protrarre fino al tardo 2008 o tuttalpiÃ¹ al CES Show di Las Vegas nel 2009 .</p>
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		<title>Microsoft dice sÃ¬ all&#039;UE</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 10:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha accettato tre misure &#8220;sostanziali&#8221; per rispettare gli obblighi presi dall&#8217;Unione europea nei confronti del colosso informatico statunitense. Microsoft, assicura l&#8217;Antitrust europeo, &#8220;farÃ  tutti i passi necessari per adempiere gli obblighi contenuti nella decisione della Commissione Ue del 2004&#8243;. E spiega che il colosso statunitense del&#8217;informatica &#8220;si Ã¨ detto definitivamente d&#8217;accordo nell&#8217;effettuare tre cambiamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/05/microsoft-logo1-150x150.jpg" title="Microsoft lancia il display orizzontale" alt="Microsoft lancia il display orizzontale" align="left" border="1" />Microsoft ha accettato tre misure &#8220;sostanziali&#8221; per rispettare gli obblighi presi dall&#8217;Unione europea nei confronti del colosso informatico statunitense. Microsoft, assicura l&#8217;Antitrust europeo, &#8220;farÃ  tutti i passi necessari per adempiere gli obblighi contenuti nella decisione della Commissione Ue del 2004&#8243;. E spiega che il colosso statunitense del&#8217;informatica &#8220;si Ã¨ detto definitivamente d&#8217;accordo nell&#8217;effettuare tre cambiamenti fondamentali&#8221;.</p>
<p>Il primo Ã¨ quello di permettere ai costruttori di software &#8216;open source&#8217; di accedere alle proprie informazioni. Il secondo, quello di abbassare a 10.000 euro il prezzo per avere queste informazioni. Infine, sul fronte dei diritti d&#8217;autore, Microsoft si Ã¨ detta d&#8217;accordo per una licenza mondiale che includa il brevetto, con le royalties che saranno ridotte dal 5,95% allo 0,4%, dunque meno del 7% originariamente richiesto.</p>
<p>Neelie Kroes, commissaria europea responsabile della concorrenza, si compiace della notizia, secondo quanto si legge in una nota. Anche se &#8220;si rammarica del fatto che ci sia voluto tanto tempo, due sentenze della Corte di Giustizia Europea e l&#8217;imposizione di multe giornaliere&#8221;. Bruxelles aveva condannato microsoft nel 2004 per abuso di posizione dominante, una condanna confermata a settembre dalla corte di giustizia di lussemburgo.<span id="more-677"></span></p>
<p>Inoltre, si legge ancora nel comunicato, &#8220;in questi accordi tra sviluppatori terzi e Microsoft, quest&#8217;ultima garantirÃ  la completezza e la accuratezza dell&#8217;informazione fornita. SarÃ  possibile far valere questi accordi di fronte all&#8217;Alta Corte a Londra, essi forniranno rimedi efficaci, incluso i danni per sviluppatori terzi nel caso che Microsoft violi tali accordi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mi rallegro &#8211; ha commentato Kroes &#8211; che Microsoft abbia finalmente intrapreso passi concreti per assicurare piena ottemperanza con la decisione del 2004. C&#8217;Ã¨ da rammaricarsi che Microsoft lo abbia fatto solo dopo un ritardo considerevole, due decisioni di una Corte e l&#8217;imposizione di multe quotidiane. Tuttavia &#8211; ha proseguito il commissario &#8211; le misure su cui la Commissione ha insistito porteranno vantaggi agli utenti di computer riportando competizione e innovazione nel mercato dei server&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Google Phone non sarÃ  un telefono</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fermi tutti, mesi di indiscrezioni, illazioni e anticipazioni potrebbero avere sviato chi sperava di poter presto prendere in mano il primo telefonino made in Google. In rete sono giÃ  circolate alcune immagini, e da tempo si parla dell&#8217;imminente arrivo sul mercato del Google phone, da alcuni giÃ  denominato GPhone. Sembra invece che il progetto segreto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/06/logo-google-150x150.gif" title="Google Gears, dati sempre con noi" alt="Google Gears, dati sempre con noi" align="left" border="1" />Fermi tutti, mesi di indiscrezioni, illazioni e anticipazioni potrebbero avere sviato chi sperava di poter presto prendere in mano il primo telefonino made in Google. In rete sono giÃ  circolate alcune immagini, e da tempo si parla dell&#8217;imminente arrivo sul mercato del Google phone, da alcuni giÃ  denominato GPhone.</p>
<p>Sembra invece che il progetto segreto a cui stanno lavorando gli ingegneri di Google, concentrati sulla telefonia mobile, non replicherÃ  il passo della Apple, che con l&#8217;iPhone Ã¨ entrata nella telefonia. La filosofia sarÃ  diversa: Google sta lavorando a una piattaforma per estendere il suo dominio sulla pubblicitÃ  online anche ai telefonini. Un mercato piccolo, per ora, ma con dei margini di crescita notevoli. &#8220;Il cuore dell&#8217;offerta di Google sarÃ  un sistema operativo per telefoni cellulari basato sul sistema operativo open source Linux&#8221;, spiega il New York Times nel dare la notizia, corroborata da opinioni di analisti e addetti ai lavori. Dunque si tratterÃ  di una novitÃ  software piuttosto che hardware, e secondo gli analisti il colosso di Mountain View non realizzerÃ  il telefono in casa propria, ma lavorerÃ  a fianco dei produttori. I primi device potrebbero giÃ  arrivare sul mercato il prossimo anno. La notizia cambia radicalmente lo scenario.</p>
<p>Intanto conferma quanto detto dal Ceo di Google Eric E. Schmidt, e cioÃ¨ che il mercato della telefonia mobile rappresenta la piÃ¹ grossa opportunitÃ  di crescita per l&#8217;azienda. Secondo, conferma il trend di internet in mobilitÃ  con relativo sbarco sui telefonini della pubblicitÃ  e nuovi modelli di business. Secondo il quotidiano americano il costo dei telefonini che supporteranno il software di Google potrebbe essere almeno parzialmente pagato dalla pubblicitÃ  che si troveranno sullo schermo. Infine, cambia lo scenario competitivo: Google non sarÃ  concorrente di Nokia, Samsung, Sony Ericsson o Apple, ma dei sistemi operativi mobili, come Windows Mobile di Microsoft. Non solo, l&#8217;arrivo della pubblicitÃ  con cifre considerevoli sul cellulare lascia spazio a diversi scenari e modelli di business che coinvolgono in primo piano gli operatori.<span id="more-663"></span></p>
<p>Fonte: www.ilsole24ore.it</p>
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		<title>Italia.it, presidente Enit conferma il ritardo del portale</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 13:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; toccato a Umberto Paolucci, presidente dell&#8217;Enit (oltre che vice-president di Microsoft) confermare l&#8217;ennesimo ritardo di Italia.it. Dopo il precedente annuncio di Ciro Esposito, capo del dipartimento innovazione della presidenza del consiglio, Paolucci, nell&#8217;audizione davanti alla decima commissione attivitÃ  produttive della Camera, ha confermato che molto difficilmente Italia.it debutterÃ  alla Bit come promesso da Francesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/10/italia-it-150x150.jpg" title="Italia.it, presidente Enit conferma il ritardo del portale" alt="Italia.it, presidente Enit conferma il ritardo del portale" align="left" border="1" />E&#8217; toccato a Umberto Paolucci, presidente dell&#8217;Enit (oltre che vice-president di Microsoft) confermare l&#8217;ennesimo ritardo di Italia.it. Dopo il precedente annuncio di Ciro Esposito, capo del dipartimento innovazione della presidenza del consiglio, Paolucci, nell&#8217;audizione davanti alla decima commissione attivitÃ  produttive della Camera, ha confermato che molto difficilmente Italia.it debutterÃ  alla Bit come promesso da Francesco Rutelli.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;Enit ha dichiarato la sua preoccupazione per i ritardi operativi del portale tanto che ci sono poche speranze di essere pronti per la Bit. D&#8217;altronde, ha dichiarato Paolucci a Italia oggi, â€œSe si considera che le redazioni regionali preposte alal realizzazione dei contenuti non sono ancora tutte attive, si capisce che Ã¨ ben difficile rispettare i tempi che si era prefissatiâ€?</p>
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		<title>Debutta il pacchetto Office online</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 14:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft lancia la risposta a Google doc. Si chiama Office Live Workspace ed Ã¨ un pacchetto di software con le stesse funzionalitÃ  di Office ma totalmente su internet. Un sistema simile a quello fornito dal motore di ricerca, che consente alle persone di accedere a documenti online e condividere il lavoro con altre persone organizzando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-434" href="http://www.match.it/2007/05/31/microsoft-lancia-il-display-orizzontale/microsoft-lancia-il-display-orizzontale-2/" title="Microsoft lancia il display orizzontale"><img border="1" align="left" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/05/microsoft-logo1-150x150.jpg" alt="Microsoft lancia il display orizzontale" title="Microsoft lancia il display orizzontale" /></a>Microsoft lancia la risposta a Google doc. Si chiama Office Live Workspace ed Ã¨ un pacchetto di software con le stesse funzionalitÃ  di Office ma totalmente su internet. Un sistema simile a quello fornito dal motore di ricerca, che consente alle persone di accedere a documenti online e condividere il lavoro con altre persone organizzando fino a 1000 documenti di office in rete. La vera differenza perÃ² sta nel fatto che la nuova funzionalitÃ  online sarÃ  totalmente integrabile con i software storici della casa di Redmond: dal pacchetto office ai programmi di posta elettronica come Microsoft Outlook.</p>
<p>Â«Ãˆ proprio qui che sta il valore aggiunto &#8211; spiega Enrico Bonatti di Microsoft Italia &#8211; le nuove soluzioni si pongono a metÃ  strada tra il software (come puÃ² essere la suite di Office) e un servizio online, come quello offerto da Google docÂ». Sulla strada della crescente integrazione tra i servizi in rete i programmi Microsoft sta investendo da alcuni anni, sia sul fronte delle appllicazioni di produttivitÃ  individuale, stile Office, sia per quel che riguarda il mondo dei gestionali. E anche in questo campo si annunciano rivoluzioni.</p>
<p>Il Gigante di Redmond infatti ha lanciato una nuova versione di Microsoft Dynamics Crm. Da oggi le aziende interessate potranno scegliere tra modelli diversi di installazione a seconda delle loro necessitÃ , decidere se gestire tutto online oppure installando il software nel proprio sistema.<span id="more-652"></span></p>
<p>fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.it/">www.ilsole24ore.it</a></p>
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		<title>Adobe lancia il suo word processor online</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 23:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CosÃ¬ aveva detto, cosÃ¬ ha ora fatto. Adobe si sta lanciando definitivamente nel mondo del software-as-a-service con una serie di programmi web-based orientati alla collaborazione ed alla produttivitÃ  in stile Office. Il primo progetto a prendere il largo Ã¨ Buzzword, il word processor frutto di un&#8217;acquisizione che promette, rispetto ai competitor, di essere piÃ¹ completo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/10/adobe_logo-150x150.jpg" title="Adobe lancia il suo word processor online" alt="Adobe lancia il suo word processor online" align="left" border="1" />CosÃ¬ aveva detto, cosÃ¬ ha ora fatto. Adobe si sta lanciando definitivamente nel mondo del software-as-a-service con una serie di programmi web-based orientati alla collaborazione ed alla produttivitÃ  in stile Office.</p>
<p>Il primo progetto a prendere il largo Ã¨ Buzzword, il word processor frutto di un&#8217;acquisizione che promette, rispetto ai competitor, di essere piÃ¹ completo e orientato alla stampa dei documenti . Buzzword infatti si differenzia molto per l&#8217;importanza che dÃ  all&#8217;impaginazione e per come consente di incorporare elementi grafici, monitorare le variazioni effettuate ed organizzare i file. Al momento l&#8217;export Ã¨ consentito in formato DOC e RTF, ma presto saranno supportati anche PDF e OpenDocument .</p>
<p>Parallelamente viene rilasciato anche Share , altra applicazione web-based incentrata sulla condivisione di documenti utile, a detta di Erik Larson di Adobe, a condividere file in modo da essere sempre al corrente quando questi vengono modificati ed utile inoltre per scambiare file di grossa portata che sarebbero di difficile invio tramite lo strumento email.</p>
<p>Da tempo ormai Adobe ha deciso di muoversi e invadere spazi di business che tradizionalmente non gli appartengono come quello per il software di produttivitÃ  in stile Office, anche perchÃ¨ il suo terreno d&#8217;elezione, quello della grafica per siti web reso celebre da Flash, Ã¨ stato messo sotto attacco dalle novitÃ  provenienti da Microsoft. Buzzword infatti si va ad allineare ad una giÃ  folta offerta di software in rete per Adobe, da Connect a Create PDF Online. Il tutto incentrato, come continua a ripetere Erik Larson, Â« sulla collaborazione sui documenti che contano Â».<span id="more-651"></span></p>
<p>Parallelamente Ã¨ di prossima uscita una nuova versione potenziata per cellulari di Flash. Flash Lite 3 sarÃ  infatti presto disponibile e godrÃ  dell&#8217;appoggio sia di Nokia che di NTT DoCoMo . Al momento sarebbero 300 i telefoni equipaggiati con il suo plugin e per il 2010 conta di arrivare al miliardo. Intanto il numero uno dei produttori di cellulari ha annunciato che il Forum Nokia, la folta comunitÃ  di sviluppatori della casa nordica, lancerÃ  una sua sezione dedicata alle applicazioni in Flash per cellulari.</p>
<p>Fonte: www.html.it</p>
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		<title>Office 2007 aggiunge Office Live Workspace</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 18:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla scia di una sempre maggiore tendenza alla produttivitÃ  online (ed in risposta alle provocazioni provenienti da IBM, Google e Adobe), Microsoft ha annunciato il nuovo servizio Office Live Workspace, nato con l&#8217;intenzione di consentire agli utenti di visionare, archiviare, condividere e commentare i documenti creati con il pacchetto Office. Disponibile al momento solamente per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/02/office_xp_logo.miniatura.gif" title="Office 2007 aggiunge Office Live Workspace" alt="Office 2007 aggiunge Office Live Workspace" align="left" border="1" />Sulla scia di una sempre maggiore tendenza alla produttivitÃ  online (ed in risposta alle provocazioni provenienti da IBM, Google e Adobe), Microsoft ha annunciato il nuovo servizio Office Live Workspace, nato con l&#8217;intenzione di consentire agli utenti di visionare, archiviare, condividere e commentare i documenti creati con il pacchetto Office. Disponibile al momento solamente per il beta testing (previa iscrizione), Office Live Workspace sarÃ  rilasciato ufficialmente nel corso dell&#8217;anno.</p>
<p>Office Live Workspace offrirÃ  ai propri utenti 250 megabyte di spazio per memorizzare circa 1000 documenti creati attraverso gli applicativi Word, PowerPoint e Excel del pacchetto Office 2003 e 2007. Le caratteristiche peculiari del servizio sono una accessibilitÃ  globale dei documenti memorizzati online, la possibilitÃ  di invitare altre persone a visionare e commentare i file senza doverli inviare tramite email e per ultimo un aspetto apparentemente banale ma che in realtÃ  racchiude un significato enorme: trattasi di una appendice di Office, il programma piÃ¹ conosciuto e venduto nella sua categoria.<span id="more-649"></span></p>
<p>Sebbene Office Live Workspace sembri delinearsi come una versione virtuale di Office, Ã¨ bene sottolineare come il servizio, nonostante permetta la visione dei documenti anche a coloro i quali non possiedono il pacchetto Office, non lasci l&#8217;opportunitÃ  di crearne di nuovi, operazione possibile solamente possedendo la versione completa per programma (in piena ottemperanza al principio dichiarato del &#8220;software-plus-service&#8221;). Secondo Chris Capossela, corporate vice president alla business software division di Microsoft, Workspace non deve essere inteso come programma a sÃ¨ stante, ma come Â«servizio di supporto ad altri applicativiÂ». Nella sua visione infatti gli utenti sono molto piÃ¹ interessati a come il web permetta un accesso globale ai propri documenti e all&#8217;aspetto collaborazionale piuttosto che a creare sofisticati documenti.</p>
<p>Office Live Workspace non deve essere confuso con Office Live, una raccolta di strumenti sviluppati per le piccole imprese con l&#8217;intento di semplificare la creazione di siti web e la gestione delle campagne pubblicitarie. A tale fine, Microsoft da rinominato il servizio originario come Office Live Small Business.</p>
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		<title>Microsoft allunga la vita di Windows XP</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 17:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono in molti a ritenere Windows Vista un sistema operativo ancora acerbo o se non altro non sufficientemente affidabile da poter giustificare una valutazione rischi/benefici positiva per il balzo. Qualunque sia il giudizio circa tale tipo di valutazione, questo Ã¨ quanto ha espresso la domanda. L&#8217;offerta, dunque, si adegua e Microsoft annuncia che XP Ã¨ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/09/windows-xp-150x150.jpg" title="Microsoft allunga la vita di Windows XP" alt="Microsoft allunga la vita di Windows XP" align="left" border="1" />Sono in molti a ritenere Windows Vista un sistema operativo ancora acerbo o se non altro non sufficientemente affidabile da poter giustificare una valutazione rischi/benefici positiva per il balzo. Qualunque sia il giudizio circa tale tipo di valutazione, questo Ã¨ quanto ha espresso la domanda. L&#8217;offerta, dunque, si adegua e Microsoft annuncia che XP Ã¨ qui per rimanere: Vista avrÃ  piÃ¹ tempo a disposizione e chi desidera XP potrÃ  giovarsene almeno fino al prossimo giugno.</p>
<p>5 mesi in piÃ¹:  Ã¨ questo il margine ulteriore concesso da Microsoft all&#8217;attuale fase del ciclo di vita del sistema operativo piÃ¹ diffuso al mondo. La vendita di XP, infatti, avrebbe dovuto terminare il 30 gennaio 2008, mentre tale data Ã¨ stata posticipata al 30 giugno (fatte salve alcune situazioni particolari, nelle quali la scadenza gode di tempi ancor piÃ¹ lunghi). La decisione Ã¨ stata intrapresa per compensare le tempistiche a cui Ã¨ stato forzato Vista, adattando cosÃ¬ il ciclo di vita di XP al flusso di release dell&#8217;azienda. In linea teorica ci si aspetta una accelerazione nel passaggio a Vista durante i primi mesi dell&#8217;anno, mesi nei quali XP rimarrÃ  comunque ancora disponibile senza interrompere il flusso e facilitando le operazioni di passaggio.<span id="more-642"></span></p>
<p>La scelta Ã¨ stata definita logica e positiva dagli analisti NPD Group e Merrill Lynch: nell&#8217;intraprendere tale direzione non avrebbero comunque pesato le notizie secondo cui molti avrebbero richiesto un downgrade da Vista a XP o l&#8217;andamento al ribasso delle versioni retail del nuovo SO. Al Gillen, IDC, non concorda ed esprime il proprio pollice verso nei confronti dell&#8217;andamento del nuovo prodotto sul mercato vedendo nell&#8217;allungamento una sorta di scelta obbligata da parte di Microsoft. Dell, il gruppo che aveva inaugurato l&#8217;era dei downgrade, promuove la scelta spiegando di aver bisogno di piÃ¹ tempo per organizzare il passaggio al nuovo sistema operativo. Kevin Kutz, responsabile Microsoft Windows Client, conferma tale ipotesi: l&#8217;allungamento va incontro alle necessitÃ  che esprime parte della domanda di un maggior lasso di tempo a disposizione.</p>
<p>In termini generali Windows Vista sarebbe in ritardo a causa delle incompatibilitÃ  iniziali, a causa dell&#8217;uscita in gennaio (senza cogliere il trampolino del periodo natalizio) ed a causa delle critiche che il sistema ha accumulato durante i lunghi mesi del ritardo d&#8217;uscita. Gli occhi sono puntati da tempo al 2008, l&#8217;anno in cui il sistema operativo dovrÃ , per mantenere alta la redditivitÃ  del gruppo, giocoforza rispondere alle attese. Con il Service Pack 1 atteso nel primo trimestre dell&#8217;anno, l&#8217;appuntamento Ã¨ confermato: sarÃ  il 2008 l&#8217;anno della veritÃ .</p>
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		<title>Al Tokyo Game Show 700 nuovi videogiochi</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 10:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guerra aperta tra Nintendo, Sony e Microsoft a colpi di videogiochi. I tre colossi del divertimento di ultima generazione si sfidano con le novitÃ  tecnologiche al Tokyo Game Show 2007. Anche quest&#8217;undicesima edizione del piÃ¹ importante salone dedicato all&#8217;industria dei videogiochi, a Makuhari nella periferia occidentale di Tokyo, Ã¨ ricca di ogni genere d&#8217;intrattenimento elettronico: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/09/videgames_show-150x150.jpg" title="Al Tokyo Game Show 700 nuovi videogiochi" alt="Al Tokyo Game Show 700 nuovi videogiochi" align="left" border="1" />Guerra aperta tra Nintendo, Sony e Microsoft a colpi di videogiochi. I tre colossi del divertimento di ultima generazione si sfidano con le novitÃ  tecnologiche al Tokyo Game Show 2007. Anche quest&#8217;undicesima edizione del piÃ¹ importante salone dedicato all&#8217;industria dei videogiochi, a Makuhari nella periferia occidentale di Tokyo, Ã¨ ricca di ogni genere d&#8217;intrattenimento elettronico: 217 espositori provenienti da ogni parte del mondo, 1735 stand e oltre 700 nuovi giochi in mostra. Nei quattro giorni d&#8217;esposizione sono previsti oltre 180 mila visitori. La Nintendo, l&#8217;azienda vincitrice della â€œguerra delle consolleâ€? con il suo <a href="http://it.wii.com/" target="_blank">Wii </a>, non Ã¨ direttamente presente con il proprio marchio, ma puÃ² permetterselo grazie alla filosofia in controtendenza che ha prediletto il puro divertimento alla potenza grafica ha premiato l&#8217;industria di Kyoto facendole vendere, dal 2006, ben 9,27 milioni di esemplari.</p>
<p><strong>NovitÃ  Sony. </strong> La Sony con la <a href="http://it.playstation.com/" target="_blank">Playstation 3 </a>, tecnologicamente piÃ¹ avanzata e anche piÃ¹ costosa, nello stesso periodo, si Ã¨ fermata a quota cinque milioni. La Microsoft ha venduto 11,6 milioni di Xbox 360 dal 2005 e nonostante sia partita un anno prima non ha ancora conquistato i mercati asiatici. Per rimontare, Kazuo Hirai, presidente della divisione videogiochi della Sony, ha proposto al Tokyo Game Show i software esclusivi sui quali si punterÃ  nei prossimi mesi per convincere gli indecisi all&#8217;acquisto della Playstation 3 (che costa circa 370 euro in Giappone e 599 euro in Europa). Gli appassionati dei giochi virtuali avranno, infatti, a disposizione â€œMetal Gear Solid 4â€?, il nuovo capitolo della saga di â€œFinal Fantasyâ€? e, in attesa del quinto episodio della serie â€œGran Turismoâ€?, il 13 dicembre sarÃ  lanciata una versione preliminare. Si vuole arrivare a vendere 11 milioni di Ps3 entro marzo 2008.<span id="more-630"></span></p>
<p>La Sony rinnova anche l&#8217;hardware: presto sarÃ  in commercio il nuovo joypad â€œDualshock 3â€? per Ps3, in grado di vibrare durante i giochi. La prossima primavera, invece, sarÃ  avviato il progetto â€œHomeâ€?, il metamondo virtuale in rete per gli utenti Playstation sulla falsariga di â€œSecond Lifeâ€?. Ãˆ stata smentita, perÃ², la notizia di un abbassamento del costo della Ps3 in prossimitÃ  delle vacanze natalizie.</p>
<p><strong>NovitÃ  Microsoft. </strong> Anche la Microsoft punta a riacquistare terreno e al <a href="http://tgs.cesa.or.jp/english/" target="_blank">Tokyo Game Show </a> ha presentato 82 nuovi titoli per la console <a href="http://www.xbox.com/it-IT/" target="_blank">Xbox 360 </a>, come â€œLost Odysseyâ€? e â€œHalo 3â€?. Secondo il presidente della divisione nipponica di Xbox, Takashi Sensui, i titoli della console arriveranno a 250 entro la prossima primavera.</p>
<p>Fonte: www.ilmessggero.it</p>
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