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	<title>Match, Web Agency &#187; open source</title>
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	<description>Rassegna stampa e approfondimenti su Internet, ADSL e Telefonia</description>
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		<title>Cuba, nasce il primo linux &quot;comunista&quot;</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 16:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pinguini di tutto il mondo, unitevi! Dopo Venezuela, PerÃ¹, Argentina e il Brasile di Lula, anche Cuba ha deciso di adottare il sistema operativo GNU/Linux per la pubblica amministrazione e per i propri cittadini. Ma non basta. Il regime dell&#8217;Havana non utilizzerÃ  una delle tante varianti Linux giÃ  disponibili. Ne ha creata infatti una tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pinguini di tutto il mondo, unitevi! Dopo Venezuela, PerÃ¹, Argentina e il Brasile di Lula, anche Cuba ha deciso di adottare il sistema operativo GNU/Linux per la pubblica amministrazione e per i propri cittadini. Ma non basta. Il regime dell&#8217;Havana non utilizzerÃ  una delle tante varianti Linux giÃ  disponibili. Ne ha creata infatti una tutta sua, nome in codice: Nova.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;annuncio Ã¨ stato dato alla XIII Conferenza sulla Comunicazione e le Tecnologie che dal titolo &#8220;Nuove tecnologie: sviluppo e controllo&#8221; che si Ã¨ svolta questa settimana nella capitale dell&#8217;isola. Creata dagli studenti e dai professori dell&#8217;UniversitÃ  di Scienze di L&#8217;Avana (UCI), Nova ha un&#8217;interfaccia grafica che trae ispirazione sia da Windows sia da Mac, e puÃ² funzionare con vecchie apparecchiature, incluso il processore Pentium II. Non Ã¨ ancora possibile scaricarla e provarla, ma per chi volesse saperne di piÃ¹ ecco un video di dimostrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il sistema permette l&#8217;uso in applicazioni moderne e una semplice interfaccia per lavorare con macchine obsolete che ancora sono la maggioranza a Cuba&#8221;, spiega il responsabile del progetto, Angel GoÃ±i. Aggiungendo che Nova Ã¨ solo parte di un progetto politico che mira a sfuggire alle restrizioni imposte dall&#8217;embargo commerciale e finanziario degli Stati Uniti sull&#8217;isola iniziato nel 1962 e che l&#8217;adozione del software libero Ã¨ cominciata giÃ  nel 2005.<span id="more-1878"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; lo stesso ministro delle Comunicazioni, Ramiro Valdes, a chiarire pubblicamente l&#8217;intento politico del progetto, non senza sollevare qualche dubbio o critica puntualmente apparsa sul Web: &#8220;Ottenere un controllo maggiore sul processo informatico Ã¨ una questione di primaria importanza&#8221;. A cui Hector Rodriguez, decano della School of Free Software presso la University of Information Sciences dell&#8217;isola, ha aggiunto: &#8220;Mi piacerebbe pensare che entro cinque anni piÃ¹ del 50 per cento degli utenti cubani migrerÃ  a Linux&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia ha immediatamente fatto il giro del Web ed Ã¨ stata salutata con entusiasmo soprattutto dalla Free Software Foundation, presieduta da Richard Stallman, che nel suo discorso di un anno fa, in occasione dell&#8217;edizione precedente della stessa Conferenza, aveva infiammato i cuori della platea chiedendo a gran voce l&#8217;adozione dei pinguini ovunque fosse possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimane ora da capire tuttavia &#8211; come molti utenti hanno commentato sul Web &#8211; cosa significhi &#8220;controllare il processo informatico&#8221;, in un paese che la ong Reporters sans Frontiers definisce &#8220;la seconda prigione per giornalisti nel mondo, dopo la Cina&#8221;. Mentre c&#8217;Ã¨ giÃ  chi, invece, sdrammatizza, facendo notare che &#8220;No va&#8221; in spagnolo significherebbe &#8220;Non funziona&#8221;. Staremo a vedere.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Ubuntu si aggiorna alla Intrepid Ibex</title>
		<link>http://www.match.it/2008/10/ubuntu-si-aggiorna-alla-intrepid-ibex/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 20:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel pieno rispetto del suo ciclo semestrale, il famoso sistema operativo Ubuntu Linux si aggiorna si rinnova con la versione 8.10, nota anche con il nome di Intrepid Ibex. Come d&#8217;abitudine, la distribuzione voluta dal miliardario sudafricano Mark Shuttleworth, fa suo il meglio del software open source nella strada che secondo le intenzioni dovrebbe portare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/10/ubuntulogo.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1792" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="ubuntulogo" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/10/ubuntulogo-150x150.png" alt="Ubuntu si aggiorna alla Intrepid Ibex" width="105" height="105" /></a>Nel pieno rispetto del suo ciclo semestrale, il famoso sistema operativo Ubuntu Linux si aggiorna si rinnova con la versione 8.10, nota anche con il nome di Intrepid Ibex. Come d&#8217;abitudine, la distribuzione voluta dal miliardario sudafricano Mark Shuttleworth, fa suo il meglio del software open source nella strada che secondo le intenzioni dovrebbe portare alla soluzione del celebre baco numero 1, che senza mezzi termini vede come problema ultimo l&#8217;eccessiva diffusione dei sistemi operativi Microsoft.</p>
<p style="text-align: justify;">La principale spinta che guidato gli sviluppatori di Canonical negli ultimi sei mesi Ã¨ stata l&#8217;integrazione della connettivitÃ  wireless. Infatti molto Ã¨ stato il lavoro svolto per allargare la base di schede WiFi compatibili e soprattutto per rendere piÃ¹ agevole l&#8217;utilizzo di dispositivi e modem per la connettivitÃ  UMTS e 3G in generale, uno sforzo che rende Ubuntu piÃ¹ appetibile per i produttori di computer portatili e soprattutto di netbook. E proprio per meglio adattarsi alle esigenze dei &#8220;piÃ¹ piccoli&#8221;, Ubuntu Intrepid Ã¨ disponibile anche in una versione espressamente dedicata ai dispositivi mobili basati sull&#8217;architettura LPIA di Intel (Low Power Intel Architecture) che abbraccia anche il processore Atom.<span id="more-1791"></span></p>
<p style="text-align: justify;">NovitÃ  anche sul versante privacy, con l&#8217;introduzione di una speciale modalitÃ  &#8220;guest&#8221; in cui Ã¨ possibile utilizzare tutti i programmi installati ma agendo in una sandbox di cui non rimane traccia a sessione terminata. Gli utenti potranno inoltre cifrare una parte dei propri dati, caratteristica questa giÃ  presente su altri sistemi operativi e colpevolmente assente finora su molte distribuzioni Linux. Resta invece tra gli assenti OpenOffice 3.0 (Ã¨ comunque disponibile la versione 2.4) reo di essere stato rilasciato oltre la data limite per l&#8217;inclusione di nuovo software prima del rilascio (la cosiddetta fase di Freeze). La terza release della suite per ufficio open source puÃ² comunque essere scaricata direttamente dal sito di OpenOffice e gli sviluppatori Ubuntu hanno promesso che sarÃ  disponibile nei canali ufficiali della distribuzione non appena verrÃ  rilasciato il primo &#8220;minor update&#8221; della suite.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un giorno di anticipo, Canonical ha anche presentato la versione 1.2 di Landscape, un sistema integrato per l&#8217;amministrazione di desktop e server Ubuntu, ovviamente aggiornato per interfacciarsi anche con Ubuntu 8.10. A differenza del sistema operativo, Landscape Ã¨ un software proprietario sviluppato dalla stessa Canonical e disponibile solo agli abbonati al supporto commerciale. Canonical conta cosÃ¬ di rendere piÃ¹ appetibili i suoi servizi aggiuntivi a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ubuntu 8.10 Ã¨ disponibile per il download gratuito sul sito della distribuzione. Come d&#8217;abitudine Canonical mette a disposizione anche un servizio gratuito per l&#8217;invio di CD direttamente a casa, anche se la spedizione richiede solitamente diverse settimane.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Linux Day, il pinguino invade le cittÃ  italiane</title>
		<link>http://www.match.it/2008/10/linux-day-il-pinguino-invade-le-citta-italiane/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 14:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In numerose cittÃ  italiane, domani si festeggerÃ  il Linux Day, una giornata dedicata all&#8217;open source e al famoso sistema operativo del pinguino. Come da tradizione, anche quest&#8217;anno l&#8217;iniziativa Ã¨ promossa dalla Italian Linux Society (ILS), ente che si occupa della divulgazione della cultura open source, in collaborazione con i LUG (Linux Users Group) italiani e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/10/linuxlogo.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1777" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="linuxlogo" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/10/linuxlogo-150x150.png" alt="Linux Day, il pinguino invade le cittÃ  italiane" width="105" height="105" /></a>In numerose cittÃ  italiane, domani si festeggerÃ  il Linux Day, una giornata dedicata all&#8217;open source e al famoso sistema operativo del pinguino. Come da tradizione, anche quest&#8217;anno l&#8217;iniziativa Ã¨ promossa dalla Italian Linux Society (ILS), ente che si occupa della divulgazione della cultura open source, in collaborazione con i LUG (Linux Users Group) italiani e numerosi altri gruppi che orbitano intorno alla realtÃ  di Linux. Lanciata per la prima volta nel dicembre del 2001, l&#8217;iniziativa Ã¨ ormai diventata un appuntamento fisso non solo per far conoscere gli applicativi aperti, ma anche per fare il punto sulla loro diffusione nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;organizzazione dei singoli eventi nelle cittÃ  Ã¨ stata affidata ai gruppi locali, che potranno dunque gestire in piena autonomia le differenti iniziative del Linux Day. Ogni team dovrÃ  osservare le regole imposte dall&#8217;organizzazione per mantenere l&#8217;evento entro un certo grado di omogeneitÃ  tra le diverse cittÃ  partecipanti. Il tema principale sarÃ  dunque Linux, mentre marginalmente sarÃ  consentito l&#8217;accenno ad altri sistemi concepiti con la filosofia open source. Tutti gli eventi dovranno essere completamente gratuiti e accessibili da chiunque, senza preventive iscrizioni obbligatorie.<span id="more-1776"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per mantenere il Linux Day davvero libero e non condizionato, gli eventi non potranno essere legati a fazioni politiche, gruppi religiosi o altri movimenti estranei all&#8217;iniziativa e non direttamente legati al mondo Linux. Sono invece ben accetti i rapporti con le figure istituzionali sia a livello locale che nazionale. In seguito alla segnalazione della ILS, per esempio, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera per sostenere l&#8217;iniziativa Â«che, nel diffondere l&#8217;utilizzazione del software libero, concorre a fare conoscere e a rendere accessibile la cultura informatica e le sue tecnologie consentendo cosÃ¬ la piÃ¹ ampia fruibilitÃ  del nuovo sistema di comunicazione ed informazione che su di esso si basaÂ».</p>
<p style="text-align: justify;">Il fitto programma degli eventi del Linux Day 2008 puÃ² essere consultato in dettaglio sul sito web dell&#8217;iniziativa. La giornata per il sistema operativo del pinguino si svolgerÃ  in ben 123 cittÃ  lungo tutta la penisola.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>La Cina blocca anche Sourceforge.net</title>
		<link>http://www.match.it/2008/06/la-cina-blocca-anche-sourceforgenet/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 03:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli sviluppatori cinesi ieri si sono svegliati con una brutta notizia: Sourceforge.net, il piÃ¹ grande archivio online di codici, progetti e applicazioni open-source, sembra essere da diverse ore bloccato in gran parte del Paese. La causa del blocco potrebbero essere le numerose proteste contro il governo cinese allâ€™alba delle Olimpiadi che, come sapete, inizieranno lâ€™8 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/06/sourceforge.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1066" title="La Cina blocca anche Sourceforge.net" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/06/sourceforge.jpg" alt="La Cina blocca anche Sourceforge.net" width="151" height="26" /></a>Gli sviluppatori cinesi ieri si sono svegliati con una brutta notizia: <a href="http://www.sourceforge.net/">Sourceforge.net</a>, il piÃ¹ grande archivio online di codici, progetti e applicazioni open-source, sembra essere da diverse ore bloccato in gran parte del Paese. La causa del blocco potrebbero essere le numerose proteste contro il governo cinese allâ€™alba delle Olimpiadi che, come sapete, inizieranno lâ€™8 agosto.</p>
<p>Ma cosa câ€™entra Sourceforge.net? Câ€™entra poco in realtÃ , e come spesso accade si Ã¨ fatto di tutta lâ€™erba un fascio: il gruppo di programmatori che sta dietro a uno dei piÃ¹ grandi progetti, <a href="http://notepad-plus.sourceforge.net/">Notepad++</a>, Ã¨ capofila, come si legge anche nella home-page, di <a href="http://notepad-plus.sourceforge.net/it/site.htm">una campagna</a> volta a boicottare la Cina e le Olimpiadi di Pechino.</p>
<p>â€œNon si tratta &#8211; ha spiegato lo sviluppatore capo &#8211; di una protesta contro i cinesi, ma contro il governo cinese e la sua politica repressiva nei confronti del popolo tibetanoâ€?. Intanto, perÃ², da Pechino Ã¨ stato deciso di censurare tutto lâ€™enorme archivio, bloccando cosÃ¬, di fatto, il lavoro di tanti programmatori cinesi.</p>
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		<title>OpenOffice 3.0 prende forma</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche se mancano piÃ¹ di cinque mesi, salvo ritardi, alla release finale, OpenOffice.org 3.0 comincia a prendere forma e una prima Developer Preview permettere di dare un&#8217;occhiata, preliminare per l&#8217;appunto, a quello che vedremo nella sempre piÃ¹ apprezzata suite per ufficio open source. GiÃ  all&#8217;avvio ci si imbatte nella prima novitÃ : uno Start Center permette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/openoffice_logo-150x150.jpg" alt="OpenOffice 3.0 prende forma" align="left" border="1" />Anche se mancano piÃ¹ di cinque mesi, salvo ritardi, alla release finale, OpenOffice.org 3.0 comincia a prendere forma e una prima Developer Preview permettere di dare un&#8217;occhiata, preliminare per l&#8217;appunto, a quello che vedremo nella sempre piÃ¹ apprezzata suite per ufficio open source.</p>
<p>GiÃ  all&#8217;avvio ci si imbatte nella prima novitÃ : uno Start Center permette di selezionare le attivitÃ  da svolgere, ovvero quale programma della suite avviare, o se aprire un documento o un modello. Avviando uno dei programmi della suite, si nota immediatamente il netto miglioramento delle performance. Gli utenti Apple potranno finalmente utilizzare una versione Aqua nativa, e potranno dimenticare X11 (che non lascia spazio all&#8217;integrazione con il sistema). Questo significherÃ  ben presto la fine del progetto NeoOffice, un porting di OpenOffice su Java studiato apposta per fornire una versione Mac integrata con l&#8217;OSX.</p>
<p>Sono stati fatti numerosi passi in avanti nel supporto del discusso formato OOXML, usato da Microsoft nel suo Office 2007: il filtro di importazione funziona meglio di quello incluso nella serie 2.X di OpenOffice, ma si dimostra ancora fallace in alcuni punti dimostra fallace in piÃ¹ punti. I problemi dovrebbero essere risolti per la versione finale e OpenOffice 3.0 dovrebbe supportare pienamente OOXML (.docx, .pptx, .xlsx) sia in scrittura che in lettura.<span id="more-902"></span></p>
<p>Writer, il programma per la videoscrittura e di sicuro il modulo piÃ¹ usato della suite, ha acquisito la capacitÃ  di scrivere delle note a margine, colorate a seconda dell&#8217;autore. Si tratta di un progetto nato in seno allo scorso Google Summer of Code, l&#8217;iniziativa di Google per sponsorizzare l&#8217;impegno degli studenti su progetti opensource. La versione finale dovrebbe fornire una gestione avanzata per l&#8217;integrazione delle note all&#8217;interno del testo e viceversa. La gestione delle immagini si Ã¨ particolarmente arricchita, con funzionalitÃ  base di editing, tra cui alcuni effetti e il ritaglio dell&#8217;immagine.</p>
<p>Calc, il programma per i fogli elettronici, ha subito alcuni miglioramenti grafici (le celle selezionate non appaiono piÃ¹ semplicemente a colori invertiti, ma assumono una colorazione piÃ¹ moderna e integrata con lo schema di colori del sistema operativo), ma Ã¨ sotto il cofano che sono presenti i miglioramenti piÃ¹ importanti, che saranno particolarmente graditi nel mondo scientifico e accademico. Ãˆ possibile risolvere problemi di ottimizzazione lineare, cercando in una certa formula i valori che ne massimizzano o minimizzano i risultati. I grafici hanno inoltre la possibilita di visualizzare le barre di errore, utilizzate per mostrare l&#8217;incertezza di un valore. Piccola chicca: Calc 3.0 avrÃ  1024 colonne, contro le attuali 256.</p>
<p>Impress, il software per le presentazioni aggiunge la possibilitÃ  di utilizzare le tabelle direttamente e senza essere obbligati ad inserire un oggetto esterno (ad esempio una tabella presa da Calc). Le tabelle sono facilmente formattabili grazie a temi e schemi di colore giÃ  pronti e personalizzabili. Le animazioni, soprattutto quelle dei singoli oggetti, sono state arricchite con nuovi effetti. Peccato non siano stati inseriti gli effetti OpenGL per la transizione delle slide, presentati la scorsa estate sempre nell&#8217;ambito del Google Summer of Code.</p>
<p>Nonostante i cinque mesi che mancano alla release finale, la strada verso la fine dei lavori Ã¨ ancora lunga: mancano all&#8217;appello l&#8217;importazione da file PDF e la creazione di PDF con possibilitÃ  di editing grazie all&#8217;embedding del file originale. Altro grande assente Ã¨ l&#8217;alternativa ad Outlook. Per oltre un anno si era parlato, neanche troppo sottovoce, di una probabile inclusione di Thunderbird nella suite. La decisione di glissare, almeno per ora, potrebbe perÃ² essere una scelta tecnica piÃ¹ che politica: Thunderbird ha subito molti ritardi nello sviluppo e la versione 3.0, che gestirÃ  i calendari senza bisogno di estensioni aggiuntive, sarÃ  pronta solo alcuni mesi dopo OpenOffice 3.0.</p>
<p>Per riuscire a strappare qualche utente all&#8217;Office di Microsoft, la suite sponsorizzata da Sun punterÃ  sulle estensioni. Con la prossima versione, infatti, sarÃ  piÃ¹ facile sviluppare nuove funzioni in maniera simile a quanto avviene con Firefox, che sulle estensioni ha fondato gran parte della sua forza.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Genova: servizi web per tutti e la CittÃ  digitale sbarca su YouTube</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 19:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Servizi a cittadini, imprese, studenti e turisti, attraverso le nuove tecnologie. Creati, offerti e gestiti da un&#8217;amministrazione comunale. Sono le caratteristiche di CittÃ  Digitale, del Comune di Genova: il progetto, giÃ  annunciato da Repubblica. it, Ã¨ partito venerdÃ¬ scorso. Adesso si vedono solo i primi passi di un piano che, dettagliato sulla carta, prenderÃ  forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/03/internet_la_rete-150x150.jpg" title="Genova: servizi web per tutti e la CittÃ  digitale sbarca su YouTube" alt="Genova: servizi web per tutti e la CittÃ  digitale sbarca su YouTube" align="left" border="1" />Servizi a cittadini, imprese, studenti e turisti, attraverso le nuove tecnologie. Creati, offerti e gestiti da un&#8217;amministrazione comunale. Sono le caratteristiche di CittÃ  Digitale, del Comune di Genova: il progetto, giÃ  annunciato da Repubblica. it, Ã¨ partito venerdÃ¬ scorso. Adesso si vedono solo i primi passi di un piano che, dettagliato sulla carta, prenderÃ  forma nei prossimi mesi; le premesse dicono perÃ² con evidenza che Genova sta per diventare una delle vette d&#8217;innovazione della PA digitale. Alcune idee forse anticipano una tendenza futura, che altre cittÃ  potranno in seguito sposare. Per esempio lo sbarco su YouTube. &#8220;Siamo la prima amministrazione comunale ad avere creato uno spazio professionale su YouTube&#8221;, dice Francesco Bollorino, consulente del Comune di Genova per il progetto CittÃ  Digitale.</p>
<p>Il canale di YouTube, aperto anche ai contributi degli utenti, contiene video per conoscere le bellezze e la storia di Genova. &#8220;Contiamo di metterne centinaia&#8221;, dice Bollorino. &#8220;Il tutto dimostra &#8220;il grande interesse che sta vivendo la nostra amministrazione comunale nei confronti delle nuove tecnologie&#8221;.</p>
<p>I servizi piÃ¹ importanti arriveranno perÃ² in seguito, entro l&#8217;anno, &#8220;e sono quelli dedicati alle imprese&#8221;. &#8220;Abbiamo stretto un accordo con la Camera di commercio locale per sviluppare insieme servizi di information technology&#8221;. Nasceranno quindi sportelli unici online per tutte le pratiche che riguardano le imprese. A regime, ce ne saranno altri anche per il cittadino, per parlare con il Comune&#8221;.<span id="more-888"></span></p>
<p>Per il turista, un altro servizio: &#8220;stiamo procedendo a georeferenziare tutti i luoghi importanti della cittÃ , nell&#8217;ambito di un accordo con Google&#8221;. Le mappe di Google, relative a Genova, saranno quindi via via arricchite (da un gruppo di lavoro comunale) di informazioni dettagliate: sui posti di rilievo commerciale, storico, turistico o importanti per la sicurezza. CioÃ¨ ci sarÃ  tutto quello che puÃ² interessare un turista un visitatore della cittÃ , il quale potrÃ  quindi accedere a queste informazioni grazie a una connessione a Internet o a un gps dove sia possibile caricare dati dalle mappe di Google. Un primo frutto dell&#8217;accordo con Google Ã¨ il progetto Transit, a cui Genova Ã¨ una delle prime cittÃ  italiane a aderire. Parte lunedÃ¬ 17 marzo.</p>
<p>Sarebbe comodo poter accedere a queste mappe e agli sportelli anche quando si Ã¨ in giro per la cittÃ , e non solo da casa e dall&#8217;ufficio. A questo scopo, il Comune sta pensando di creare una rete WiFi (battezzata Zena Wireless) che dia accesso a Internet e a servizi forniti dal progetto CittÃ  Digitale. &#8220;Pensiamo di usare anche il WiMax, per portare la banda larga. Cercheremo di fare accordi con chi ha vinto l&#8217;asta per le licenze WiMax&#8221;, dice Bollorino.</p>
<p>Le idee sono numerose e non tutte possono adesso essere comunicate al pubblico. Tra le altre cose di cui si puÃ² giÃ  parlare: &#8220;avremo un progetto di riuso dei computer usati. Com&#8217;Ã¨ evidente, per accedere ai servizi non basta una connessione a Internet. Ci vuole anche un computer. Il che puÃ² essere una barriera all&#8217;ingresso per qualcuno. Recupereremo vecchi computer, li doteremo di software open source e li distribuiremo, tramite eventuali cooperative&#8221;.<br />
Il Comune pensa inoltre a spazi web dedicati agli anziani e per promuovere le periferie della cittÃ  e al volontariato.</p>
<p>Genova CittÃ  Digitale ha caratteristiche esemplari perchÃ© riesce a essere una somma di tanti progetti, tutti ideati dall&#8217;amministrazione comunale. In giro per l&#8217;Italia ci sono perÃ² altri casi di cittÃ  dove si lavora per facilitare al pubblico l&#8217;accesso a nuovi servizi digitali.</p>
<p>La rete WiFi cittadina piÃ¹ importante Ã¨ forse a Roma, con il consorzio Roma Wireless: ora ci sono 70-80 hot spot (per accedere gratis a Internet, un&#8217;ora al giorno); entro l&#8217;anno se ne aggiungeranno 350. Dare accesso a Internet Ã¨ lo scopo solo di questa prima fase del progetto; il consorzio poi sfrutterÃ  la rete anche per veicolare servizi particolari, per esempio offerti dalle aziende sponsor dell&#8217;iniziativa. Tutto Ã¨ ancora nell&#8217;aria, perchÃ© Ã¨ da poco che in Italia i territori comunali hanno cominciato il cammino verso il digitale. Le idee sono tante, l&#8217;entusiasmo pure, ma adesso si passa alla fase piÃ¹ ardua: la realizzazione dei progetti e l&#8217;attesa dell&#8217;interesse del pubblico.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Con Air Adobe porta le Ria sul desktop</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 11:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Portare le Rich Internet application sui desktop degli utenti che avranno a disposizione nuovi contenuti multimediali. Ãˆ questo il senso del nuovo lancio di Adobe che ha presentato Air e Flex 3, due software che estendono ulteriormente la piattaforma tecnologica dedicata alle Rich Internet application (Ria). Con Air, sostiene Adobe, Ã¨ possibile unire le capacitÃ  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/02/adobe-logo-150x150.jpg" title="Con Air Adobe porta le Ria sul desktop" alt="Con Air Adobe porta le Ria sul desktop" align="left" border="1" />Portare le Rich Internet application sui desktop degli utenti che avranno a disposizione nuovi contenuti multimediali. Ãˆ questo il senso del nuovo lancio di Adobe che ha presentato Air e Flex 3, due software che estendono ulteriormente la piattaforma tecnologica dedicata alle Rich Internet application (Ria).</p>
<p>Con Air, sostiene Adobe, Ã¨ possibile unire le capacitÃ  real-time dinamiche del Web con la potenzadi calcolo e di gestione dati tipica del desktop.</p>
<p>L&#8217;e-commerce Ã¨ uno dei settori che piÃ¹ potrebbe beneficiare dell&#8217;utilizzo delle nuove soluzioni giÃ  adottate da Deutsche Bank, Nasdaq Stock Market e The New York Times.</p>
<p>Adobe Air permette agli sviluppatori di creare Ria su desktop utilizzando le proprie competenze e le tecnologie Web giÃ  conosciute -Html, Ajax, Pdf, Flash e Flex -. Inoltre, â€œle applicazioni rilasciate su Adobe Air presentano i vantaggi delle Ria basate su browser come velocitÃ  di sviluppo, facilitÃ  d&#8217;uso e accesso praticamente universale con i benefici tipici delle applicazioni desktop come la capacitÃ  di leggere e scrivere su file locali, interagire con altre applicazioni presenti sul computer dell&#8217;utente, e mantenere dati localmente sul desktopâ€?.<span id="more-843"></span></p>
<p>Air, Flex e Flash Player sono i componenti fondamentali della piattaforma tecnologica Adobe per le Ria dalla quale nascono nuove applicazioni, foriere di interessanti sviluppi, Adobe Media Player, attualmente in beta, che rappresenta una fusione di Tv e Internet permettendo agli utenti di assistere ai propri programmi preferiti in qualsiasi luogo e momento, e Buzzword, un word processor online che dispone di funzionalitÃ  collaborative.</p>
<p>Flex Ã¨ un framework open source gratuito per la creazione di Ria interattive ed espressive. Adobe Flex Builder 3, un tool di sviluppo basato su Eclipse, accelera la realizzazione di applicazioni Flex e comprende nuove funzionalitÃ  per il deployment di Ria su Adobe Air. Adobe Flex Builder 3 si integra con Adobe Creative Suite 3.</p>
<p>Air e Air Sdk sono giÃ  disponibili per il download gratuito in lingua inglese sui sistemi operativi Windows e Macintosh. Prossimamente sarÃ  disponibile anche per Linux e in altre lingue.</p>
<p>La linea di prodotti Adobe Flex 3 Ã¨ giÃ  disponibile in inglese e giapponese sui sistemi operativi Windows e Macintosh. Flex 3 Sdk Ã¨ disponibile gratuitamente in open source, e una versione beta di Adobe Flex Builder 3 per Linux Ã¨ scaricabile gratuitamente da Adobe Labs. Adobe Flex Builder 3 Ã¨ disponibile come prodotto singolo come plug-in Eclipse; la Standard Edition Ã¨ venduta in Italia a 179 euro (+Iva), e la Professional Edition a 519 Euro (+ Iva).</p>
<p>Fonte: www.smaunews.it</p>
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		<title>La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 14:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha annunciato che apporterÃ  alcuni &#8220;cambiamenti strategici&#8221; alla sua tecnologia e alle sue procedure di business per aumentare il grado di &#8216;openness&#8217; dei suoi prodotti e renderli dunque maggiormente integrabili con quelli commercializzati da altre aziende. Lo ha reso noto la stessa societa&#8217;, precisando che pubblichera&#8217; 30.000 pagine di documentazione che finora erano tenute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/05/microsoft-logo.miniatura.jpg" title="La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici" alt="La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici" align="left" border="1" />Microsoft ha annunciato che apporterÃ  alcuni &#8220;cambiamenti strategici&#8221; alla sua tecnologia e alle sue procedure di business per aumentare il grado di &#8216;openness&#8217; dei suoi prodotti e renderli dunque maggiormente integrabili con quelli commercializzati da altre aziende. Lo ha reso noto la stessa societa&#8217;, precisando che pubblichera&#8217; 30.000 pagine di documentazione che finora erano tenute sotto segreto.</p>
<p>&#8220;Si tratta di un passo importante nel modo in cui condividiamo le informazioni sui nostri prodotti e tecnologie&#8221;, ha detto il Ceo Steve Ballmer commentando le iniziative Â«open sourceÂ».<br />
Ballmer ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che Microsoft implementerÃ  quattro nuovi principi di interoperabilitÃ .</p>
<p>Secondo quanto spiegato dal Ceo, verranno assicurate Â«open connectionsÂ», verrÃ  favoritÃ  la Â«portabilitÃ  dei datiÂ», aumentato il supporto per gli standard dell&#8217;industria del software e incentivate discussioni aperte con i clienti e gli altri operatori del comparto.</p>
<p>Ballmer ha spiegato che a suo parere, le modifiche introdotte dalla Microsoft dovrebbero aiutare nel superare le dispute in corso con l&#8217;antitrust europeo.</p>
<p><strong>LA UE E&#8217; SCETTICA</strong><span id="more-828"></span></p>
<p>La Commissione europea prende nota dell&#8217;annuncio da parte di Microsoft sulla revisione delle procedure per aumentare il grado di &#8216;apertura&#8217; dei prodotti per renderli integrabili con quelli dei concorrenti ma conferma che l&#8217;inchiesta in corso per violazione delle regole europee continua. &#8220;Ogni mossa verso una genuina interoperabilitÃ  Ã¨ benvenuta &#8211; Ã¨ scritto in una nota -, ma notiamo come l&#8217;annuncio di oggi segue almeno altri quattro annunci simili&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>Mobile world congress a Barcellona</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 17:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/02/google-phone-150x150.jpg" title="Mobile world congress a Barcellona" alt="Mobile world congress a Barcellona" align="left" border="1" />Domani uno degli oggetti piÃ¹ attesi dell&#8217;anno si mostrerÃ  per la prima volta: il Google Phone. Il luogo Ã¨ Barcellona, l&#8217;occasione Ã¨ quella dei Mobile World Congress che si apre domani e che animerÃ  le giornate spagnole fino al 14. Quattro giorni di fiera e di congresso, nel quale l&#8217;intera industria della comunicazione mobile si da convegno per tracciare un bilancio, per presentare le proprie novitÃ , per illustrare le tendenze del futuro di un settore che continua ad essere in straordinaria evoluzione.</p>
<p>I temi sono quelli della comunicazione mobile, il Wi-Max, la tv, il gps, i contenuti (musica, giochi, cinema) ma a farla da padrone saranno come sempre le macchine, i nuovi modelli di smartphone, di Gps, di Pda, di telefoni cellulari, di console, di lettori mp3, di computer, di software, tutto quello che puÃ² essere messo in tasca o portato in giro con poco peso. E che, proprio per questo, sta cambiando il nostro modo di comunicare e di vivere l&#8217;intrattenimento. E che l&#8217;intrattenimento mobile diventi ogni giorno piÃ¹ importante lo conferma la presenza a Barcellona di Robert Redford, che martedÃ¬ sera consegnerÃ  i &#8220;Mobile Awards&#8221; e mercoledÃ¬ terrÃ  un attesissimo discorso.</p>
<p>I riflettori sono tutti per i primi modelli di telefoni targati Google, basati sulla piattaforma Android. L&#8217;azienda britannica di microprocessori Arm ha annunciato infatti che presenterÃ  domani un prototipo di telefono cellulare basato proprio su questa piattaforma open source Google. Finora non Ã¨ mai stato visto in pubblico alcun prototipo del telefonino di Google, annunciato lo scorso novembre insieme a 33 partner e del quale si parla da oltre un anno. Si tratterÃ  comunque di un prototipo, perchÃ© i primi modelli veri e propri dovrebbero arrivare sul mercato non prima della seconda metÃ  dell&#8217;anno. Sia T-Mobile di Deutsche Telekom che la taiwanese High Tech Computer (HTC) hanno detto di avere in programma di offrire telefoni basati su piattaforma Android.<span id="more-805"></span></p>
<p>Moltissime le novitÃ  sul fronte dei cellulari, a partire dalla Nokia, che presenterÃ  i suoi nuovi modelli di &#8220;convergenza&#8221;, quelli della NSeries, primo fra tutti l&#8217;N96, un macchina &#8220;mostre&#8221; con camera digitale da 5.0 megapixel, display da 3.2 pollici touchscreen e memoria da 16 Gbyte. A fargli concorrenza ci saranno la LG, la Samsung, con la serie SGH-G810 con camera da 5.0 megapixel e schermo &#8220;touch&#8221;, la Hewlett Packard, la Sony Ericsson e la Motorola, concentrati a proporre terminali &#8220;touch&#8221; con eccellenti funzioni musicali e video. Grande assente sul fronte dei telefoni la Apple, che dopo il lancio dell&#8217;iPhone in alcuni paesi europei sta prendendo tempo prima di proporre al mercato la versione Umts della sua macchina multimediale. Ma giÃ  circolano voci su un possibile &#8220;evento&#8221; Apple a fine febbraio che potrebbe sciogliere molti dubbi.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Documenti, OOXML contro ODF</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 14:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'HANNO chiamata la "guerra dei formati". Ovvero dei linguaggi che permetteranno di copiare e salvare i contenuti digitali da un'applicazione all'altra senza problemi. Da una parte Microsoft e dall'altra una comunitÃ  open source sempre piÃ¹ ampia, sempre piÃ¹ agguerrita. Che Ã¨ riuscita a raccogliere online oltre 80mila firme contro l'azienda di Redmond, e che - anche grazie al sostegno di aziende come Sun Microsystems e Ibm - sta tenendo sotto scacco un gigante industriale da 290 miliardi di dollari da piÃ¹ di sei mesi.

Una guerra in cui si intrecciano tecnicismi, reciproche accuse, interessi economici, scenari futuribili, accordi informali e sigle di organizzazioni internazionali sconosciute ai piÃ¹. Come ISO, l'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni con sede a Ginevra, ovvero l'ente pubblico preposto all'armonizzazione di tutti gli standard (di cui un esempio comune Ã¨ l'ISO 9001 per la certificazione di qualitÃ ), in cui hanno diritto di voto aziende e istituzioni. Come Ecma, ente privato americano per la certificazione di standard, di cui sono membri le dotcom piÃ¹ importanti degli Stati Uniti. O come Oasis, un consorzio non profit, anch'esso per la promozione di standard informatici di cui fanno parte Sun Microsystems, Sap, Bea e Ibm.

Occhi puntati quindi su Ginevra, dove sigle, aziende ed esperti si sono dati appuntamento dal 25 al 29 febbraio prossimi per discutere, appunto, del formato "Office Open XML" promosso dall'azienda di Redmond. Obiettivo: approvarlo una volta per tutte o respingerlo.

Terzo e ultimo atto di una sceneggiatura scritta a piÃ¹ mani, quella che vede OOXML protagonista indiscusso, e cominciata nel novembre 2005 quando Microsoft, con l'appoggio di una serie di imprese e organizzazioni (da HP ad Apple, dalla British Library a Intel), presentÃ² a Ecma International il suo formato Office Open XML, affinchÃ© diventasse standard di mercato.

L'approvazione avvenne il 7 dicembre 2006, fra i mugugni del consorzio Oasis e dell'Open Document Format Alliance (di cui fanno parte comunitÃ  open source del calibro di Gnome, Red Hat, Mandriva, Kde, cosÃ¬ come aziende del calibro di Google e Oracle), sostenitrici entrambi dello standard di diritto, l'ODF, approvato dall'ISO nel novembre 2006.

Fatto questo, mancava solo un passaggio fondamentale: l'approvazione dello standard Ecma-376 da parte di ISO. Ma una volta presentata, nel settembre dell'anno successivo, la richiesta venne respinta dall'ente pubblico ginevrino. La votazione vide contrapposti Microsoft da una parte e Ibm, Sun e Google dall'altra.

A quel punto bisognava fare in fretta: sei-settimane-sei a disposizione per recepire le modifiche suggerite dall'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni, e portare a casa il risultato che sembrava essere sfuggito per un soffio. Indicazioni che hanno trovato puntualmente posto qualche settimana dopo - e arriviamo a giorni nostri - nel nuovo documento che sarÃ  discusso a Ginevra al fine febbraio. Se tutto andrÃ  come spera Microsoft, quindi, se non ci saranno altri ostacoli, dovranno passare altri trenta giorni, e alla fine di marzo ISO voterÃ  di nuovo. A quel punto Ginevra accoglierÃ  o rifiuterÃ  lo standard proposto dall'azienda. E non ci sarÃ  possibilitÃ  di appello.

Ma perchÃ© Ã¨ cosÃ¬ importante per la societÃ  di Redmond che Office Open XML diventi uno standard di diritto? "Da che mondo e mondo l'uomo ha tramandato la propria storia grazie alla possibilitÃ  di scrivere documenti e trasferirli da un supporto all'altro, di generazione in generazione" - spiega Pier Paolo Boccadamo, responsabile strategia di piattaforma Microsoft, che aggiunge - "ecco perchÃ© abbiamo implementato un formato che permette l'interoperabilitÃ  fra le diverse applicazioni, che riteniamo migliore rispetto allo standard ODF. PerchÃ© qualsiasi cosa si scriva o si produca coi nostri prodotti, ma anche con quelli degli altri, non vada persa e anzi si conservi esattamente com'Ã¨".

La prende da lontano il responsabile Microsoft, ma si capisce subito che il problema Ã¨ serio, dannatamente serio. Il fatto poi che l'11 gennaio scorso, a poco piÃ¹ di un mese dall'incontro di Ginevra, l'istituto di ricerca indipendente Burton Group abbia reso pubblico uno studio in favore di Office Open XML non sorprende nessuno, tanto meno Boccadamo: "Ma Ã¨ ovvio che aziende come Burton Group seguano i temi piÃ¹ dibattuti del momento - chiosa il manager Microsoft - e cerchino cosÃ¬ un po' di visibilitÃ . Questo non vuol dire, perÃ², in nessun modo che quello studio sia stato commissionato o che non sia autorevole".

Non la pensa cosÃ¬ Italo Vignoli, responsabile comunicazione dell'associazione non profit PLIO per la diffusione della suite open source Open Office, che il 31 gennaio ha diramato una comunicazione ufficiale dal titolo Office Open XML, 10 volte 'no grazie': il PLIO commenta il report di Burton Group: "Dico solo che si tratta di una strana coincidenza - afferma il rappresentante di PLIO - e che in generale lo studio mette in luce alcuni punti omettendone perÃ² altri". Ad esempio? "Beh, attribuisce alla scelta del formato ODF una connotazione politica contraria a Microsoft che non ha alcun riscontro nelle decisioni dei governi (o degli enti e delle aziende) che lo hanno adottato. CosÃ¬ come - continua Vignoli - considera solo la realtÃ  statunitense, o afferma che OOXML Ã¨ un 'formato aperto e basato su standard', evitando di rilevare che l'implementazione Ã¨ legata a numerose tecnologie proprietarie Microsoft".

ODF contro OOXML quindi. Ovvero OpenOffice contro Microsoft Office, e siamo daccapo. "Non proprio" ci tiene a precisare Boccadamo: "Innanzitutto non c'Ã¨ scritto da nessuna parte che non ci possano essere piÃ¹ standard. Di fatto ci sono giÃ  in molti casi, e non si capisce perchÃ© solo in questo e solo a Microsoft debba essere impedito di promuoverne uno. Tanto piÃ¹ che una volta approvato, OOXML diventerebbe proprietÃ  di ISO, non di Microsoft. E poi chiariamoci una volta per tutte - precisa il manager - Microsoft ha fatto uno sforzo enorme per rispondere a tutte le specifiche richieste. Oltre 400 delle nostre persone hanno lavorato l'estate scorsa per perfezionare il documento di presentazione. D'altra parte noi siamo un'azienda - conclude Boccadamo - solo in Italia abbiamo milioni di installazioni di Office. Dobbiamo rispondere ai nostri clienti e permettere loro di lavorare su piÃ¹ piattaforme, prevedendo tutti i possibili scenari futuri verso cui si evolverÃ  la societÃ  dell'informazione. Ecco, OOXML permette secondo noi di anticipare questi scenari, ODF no. Liberi poi di usare lo standard che si preferisce".

Tutto chiaro. Peccato che per la comunitÃ  open source che ha dato il via alle proteste contro OOXML il problema sia proprio questo: "Il ragionamento non fa una grinza - afferma Italo Vignoli - OOXML garantisce maggiore interoperabilitÃ  di ODF. Salvo poi che ODF Ã¨ uno standard continuamente in progress e quindi non Ã¨ detto che quello che non puÃ² fare oggi non lo possa invece fare domani. Detto questo, il punto Ã¨ che per esempio alcune funzioni che OOXML ha in piÃ¹ si basano su software proprietario che la suite Open Office, ad esempio, proprio perchÃ© open source, non potrÃ  mai implementare".

"Nessuno ha mai detto che uno standard debba essere open source" chiarisce ancora Boccadamo: "Un open standard Ã¨ un insieme di specifiche efficienti ed efficaci che tutti possono usare e che valgono per tutti nello stesso modo". "Il problema" ribatte Vignoli "Ã¨ che perÃ² solo uno, in questo caso Microsoft, puÃ² eventualmente implementarle tali specifiche o modificarle. Tanto che la versione 3.0 di OpenOffice che rilasceremo a settembre di questo anno conterrÃ  le specifiche OOXML, ma solo in lettura. E non potremmo mai implementarle, nemmeno se Microsoft ci desse il permesso. Noi, infatti, come software open source non possiamo comprendere parti di codice proprietario".

Il ruolo delle amministrazioni pubbliche
Problemi di lana caprina, forse, e per gli addetti ai lavori. Questioni di principio da un lato, di business dall'altro. Ma che sempre piÃ¹ spesso si intrecciano fino a confondersi. PerchÃ© dietro a entrambi i modelli, quello open source e quello proprietario, ci sono comunque interessi economici piÃ¹ o meno forti. E in palio per entrambi la decisione di decine di amministrazioni locali e nazionali internazionali, intenzionate - a torto o a ragione - a valutare attentamente non solo l'efficacia dei due standard, ma soprattutto l'impatto economico e politico che l'adozione di uno standard rispetto a un altro per i propri servizi puÃ² avere sul mercato e sui cittadini. In altre parole se agevolare posizioni ritenute giÃ  dominanti sul mercato oppure no.

Se infatti l'Italia non ha ancora deciso, l'Olanda ha recentemente adottato lo standard ODF per la pubblica amministrazione, cosÃ¬ come hanno giÃ  fatto Giappone, Belgio e Sud Africa. In Francia invece, l'Afnor, l'ente che rappresenta ISO nel paese d'Oltralpe, ha invitato Ecma a far convergere i due standard. Mentre l'Unione europea ha lanciato il 15 gennaio scorso un'inchiesta ai danni del Big di Redmond inerente proprio lo standard OOXML. La Commissione intende infatti verificare se Microsoft abbia nascosto informazioni ai competitor, in particolare a quelle imprese che volevano realizzare software compatibili con Windows. A rendere questa inchiesta ancora piÃ¹ scivolosa, il fatto che la Commissione abbia specificato di volersi accertare se il formato definito da Microsoft, Office Open XML, "sia sufficientemente interoperabile con i prodotti dei competitor dell'azienda".

Sommersa dal clamore che ha avuto l'offerta pubblica di acquisto contro Yahoo! di qualche giorno fa, "la guerra dei formati" sembra essere dunque passata in secondo piano, quando in realtÃ  Ã¨ l'altra faccia della stessa medaglia. Se infatti l'Opa da 44.6 miliardi di dollari lanciata contro il numero 2 dei motori di ricerca mira ad aumentare la propria presenza online recuperando fette del mercato pubblicitario, Bill Gates &#038; Co non possono scordare grazie a chi lo hanno potuto fare. Devono, ma soprattutto sembra vogliano, garantire un futuro roseo al proprio gioiello di sempre - Windows e soprattutto Office - a quella gallina dalle uova d'oro che quest'anno sperano farÃ  guadagnare loro 17 miliardi di dollari, pari a quasi un terzo delle entrate complessive previste per l'anno fiscale 2008 che si chiude a luglio. E che permetterÃ  a Steve Ballmer, amministratore delegato dell'azienda, di continuare lo shopping online cosÃ¬ come ha annunciato di fare. Ecco perchÃ© la questione degli standard aperti Ã¨ una delle prioritÃ  per i vertici Microsoft. PerchÃ© non basta voler essere standard "di fatto" - da sempre unico vero obiettivo e ossessione per un'azienda come Microsoft - per esserlo sarÃ  necessario anticipare gli scenari possibili prima che lo facciano altri. Prima che lo faccia Google. Convincere i governi fugando ogni dubbio sull'efficacia, la trasparenza e l'interoperabilitÃ  dei propri prodotti diventa un must. Diventare uno standard ISO, una strada obbligata.


D'altra parte la miglior difesa Ã¨ l'attacco, e Steve Ballmer lo sa. Nessuno meglio di lui lo puÃ² sapere. Proprio adesso che Bill Gates sembra volersi ritirare a piÃ¹ benefiche occupazioni. CosÃ¬ come sa che i prossimi mesi per la sua azienda saranno cruciali. Riposizionamento online da un lato grazie all'acquisizione di Yahoo! (ma anche di un altro motore di ricerca come il norvegese Fast Search), cosÃ¬ come accordi pubblicitari con importanti partner del calibro ad esempio del Wall Street Journal di Rupert Murdoch. E dall'altro partnership strategiche, alcune delle quali rivolte alla comunitÃ  open source e agli organismi internazionali per estendere ulteriormente l'interoperabilitÃ  di Windows e garantire lunga vita al proprio software, grazie al quale Microsoft si puÃ² permettere a sua volta una, dieci, cento Opa da 45 miliardi di dollari.

Tra il mantenimento delle posizioni offline e la riscossa online, l'azienda di Seattle sta cercando il giusto equilibrio, si sta trasformando, senza perÃ² mai perdere di vista l'essenziale che, come diceva il piccolo principe di Antoine de Saint-ExupÃ©ry, Ã¨ invisibile agli occhi: il conto in banca.

E se per farlo dovrÃ  rimangiarsi gli strali che proprio lui, Steve Ballmer, lanciÃ² nei confronti di Linux &#038; Co nel 2001 quando paragonÃ² il mondo open source a un cancro che aggredisce la proprietÃ  intellettuale, lo farÃ . Se dovrÃ  ammettere che l'acquisto di Yahoo! Ã¨ la controprova che il portalone Msn. com e Windows live non hanno raggiunto i risultati attesi, lo ammetterÃ . Se infine dovrÃ  modificare il proprio modello di business alla luce di quanto sta facendo il suo peggior incubo, Google, per diventare piÃ¹ veloce e piÃ¹ open, lo cambierÃ . Anzi, a guardarci bene, pare lo stia giÃ  facendo.

fonte: www.repubblica.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.it/2008/02/documenti-ooxml-contro-odf/documenti-ooxml-contro-odf/" rel="attachment wp-att-787" title="Documenti, OOXML contro ODF"><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/02/discusion-ooxml-150x150.jpg" title="Documenti, OOXML contro ODF" alt="Documenti, OOXML contro ODF" align="left" border="1" /></a>L&#8217;HANNO chiamata la &#8220;guerra dei formati&#8221;. Ovvero dei linguaggi che permetteranno di copiare e salvare i contenuti digitali da un&#8217;applicazione all&#8217;altra senza problemi. Da una parte Microsoft e dall&#8217;altra una comunitÃ  open source sempre piÃ¹ ampia, sempre piÃ¹ agguerrita. Che Ã¨ riuscita a raccogliere online oltre 80mila firme contro l&#8217;azienda di Redmond, e che &#8211; anche grazie al sostegno di aziende come Sun Microsystems e Ibm &#8211; sta tenendo sotto scacco un gigante industriale da 290 miliardi di dollari da piÃ¹ di sei mesi.</p>
<p>Una guerra in cui si intrecciano tecnicismi, reciproche accuse, interessi economici, scenari futuribili, accordi informali e sigle di organizzazioni internazionali sconosciute ai piÃ¹. Come ISO, l&#8217;Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni con sede a Ginevra, ovvero l&#8217;ente pubblico preposto all&#8217;armonizzazione di tutti gli standard (di cui un esempio comune Ã¨ l&#8217;ISO 9001 per la certificazione di qualitÃ ), in cui hanno diritto di voto aziende e istituzioni. Come Ecma, ente privato americano per la certificazione di standard, di cui sono membri le dotcom piÃ¹ importanti degli Stati Uniti. O come Oasis, un consorzio non profit, anch&#8217;esso per la promozione di standard informatici di cui fanno parte Sun Microsystems, Sap, Bea e Ibm.</p>
<p>Occhi puntati quindi su Ginevra, dove sigle, aziende ed esperti si sono dati appuntamento dal 25 al 29 febbraio prossimi per discutere, appunto, del formato &#8220;Office Open XML&#8221; promosso dall&#8217;azienda di Redmond. Obiettivo: approvarlo una volta per tutte o respingerlo.</p>
<p>Terzo e ultimo atto di una sceneggiatura scritta a piÃ¹ mani, quella che vede OOXML protagonista indiscusso, e cominciata nel novembre 2005 quando Microsoft, con l&#8217;appoggio di una serie di imprese e organizzazioni (da HP ad Apple, dalla British Library a Intel), presentÃ² a Ecma International il suo formato Office Open XML, affinchÃ© diventasse standard di mercato.<span id="more-786"></span></p>
<p>L&#8217;approvazione avvenne il 7 dicembre 2006, fra i mugugni del consorzio Oasis e dell&#8217;Open Document Format Alliance (di cui fanno parte comunitÃ  open source del calibro di Gnome, Red Hat, Mandriva, Kde, cosÃ¬ come aziende del calibro di Google e Oracle), sostenitrici entrambi dello standard di diritto, l&#8217;ODF, approvato dall&#8217;ISO nel novembre 2006.</p>
<p>Fatto questo, mancava solo un passaggio fondamentale: l&#8217;approvazione dello standard Ecma-376 da parte di ISO. Ma una volta presentata, nel settembre dell&#8217;anno successivo, la richiesta venne respinta dall&#8217;ente pubblico ginevrino. La votazione vide contrapposti Microsoft da una parte e Ibm, Sun e Google dall&#8217;altra.</p>
<p>A quel punto bisognava fare in fretta: sei-settimane-sei a disposizione per recepire le modifiche suggerite dall&#8217;Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni, e portare a casa il risultato che sembrava essere sfuggito per un soffio. Indicazioni che hanno trovato puntualmente posto qualche settimana dopo &#8211; e arriviamo a giorni nostri &#8211; nel nuovo documento che sarÃ  discusso a Ginevra al fine febbraio. Se tutto andrÃ  come spera Microsoft, quindi, se non ci saranno altri ostacoli, dovranno passare altri trenta giorni, e alla fine di marzo ISO voterÃ  di nuovo. A quel punto Ginevra accoglierÃ  o rifiuterÃ  lo standard proposto dall&#8217;azienda. E non ci sarÃ  possibilitÃ  di appello.</p>
<p>Ma perchÃ© Ã¨ cosÃ¬ importante per la societÃ  di Redmond che Office Open XML diventi uno standard di diritto? &#8220;Da che mondo e mondo l&#8217;uomo ha tramandato la propria storia grazie alla possibilitÃ  di scrivere documenti e trasferirli da un supporto all&#8217;altro, di generazione in generazione&#8221; &#8211; spiega Pier Paolo Boccadamo, responsabile strategia di piattaforma Microsoft, che aggiunge &#8211; &#8220;ecco perchÃ© abbiamo implementato un formato che permette l&#8217;interoperabilitÃ  fra le diverse applicazioni, che riteniamo migliore rispetto allo standard ODF. PerchÃ© qualsiasi cosa si scriva o si produca coi nostri prodotti, ma anche con quelli degli altri, non vada persa e anzi si conservi esattamente com&#8217;Ã¨&#8221;.</p>
<p>La prende da lontano il responsabile Microsoft, ma si capisce subito che il problema Ã¨ serio, dannatamente serio. Il fatto poi che l&#8217;11 gennaio scorso, a poco piÃ¹ di un mese dall&#8217;incontro di Ginevra, l&#8217;istituto di ricerca indipendente Burton Group abbia reso pubblico uno studio in favore di Office Open XML non sorprende nessuno, tanto meno Boccadamo: &#8220;Ma Ã¨ ovvio che aziende come Burton Group seguano i temi piÃ¹ dibattuti del momento &#8211; chiosa il manager Microsoft &#8211; e cerchino cosÃ¬ un po&#8217; di visibilitÃ . Questo non vuol dire, perÃ², in nessun modo che quello studio sia stato commissionato o che non sia autorevole&#8221;.</p>
<p>Non la pensa cosÃ¬ Italo Vignoli, responsabile comunicazione dell&#8217;associazione non profit PLIO per la diffusione della suite open source Open Office, che il 31 gennaio ha diramato una comunicazione ufficiale dal titolo Office Open XML, 10 volte &#8216;no grazie&#8217;: il PLIO commenta il report di Burton Group: &#8220;Dico solo che si tratta di una strana coincidenza &#8211; afferma il rappresentante di PLIO &#8211; e che in generale lo studio mette in luce alcuni punti omettendone perÃ² altri&#8221;. Ad esempio? &#8220;Beh, attribuisce alla scelta del formato ODF una connotazione politica contraria a Microsoft che non ha alcun riscontro nelle decisioni dei governi (o degli enti e delle aziende) che lo hanno adottato. CosÃ¬ come &#8211; continua Vignoli &#8211; considera solo la realtÃ  statunitense, o afferma che OOXML Ã¨ un &#8216;formato aperto e basato su standard&#8217;, evitando di rilevare che l&#8217;implementazione Ã¨ legata a numerose tecnologie proprietarie Microsoft&#8221;.</p>
<p>ODF contro OOXML quindi. Ovvero OpenOffice contro Microsoft Office, e siamo daccapo. &#8220;Non proprio&#8221; ci tiene a precisare Boccadamo: &#8220;Innanzitutto non c&#8217;Ã¨ scritto da nessuna parte che non ci possano essere piÃ¹ standard. Di fatto ci sono giÃ  in molti casi, e non si capisce perchÃ© solo in questo e solo a Microsoft debba essere impedito di promuoverne uno. Tanto piÃ¹ che una volta approvato, OOXML diventerebbe proprietÃ  di ISO, non di Microsoft. E poi chiariamoci una volta per tutte &#8211; precisa il manager &#8211; Microsoft ha fatto uno sforzo enorme per rispondere a tutte le specifiche richieste. Oltre 400 delle nostre persone hanno lavorato l&#8217;estate scorsa per perfezionare il documento di presentazione. D&#8217;altra parte noi siamo un&#8217;azienda &#8211; conclude Boccadamo &#8211; solo in Italia abbiamo milioni di installazioni di Office. Dobbiamo rispondere ai nostri clienti e permettere loro di lavorare su piÃ¹ piattaforme, prevedendo tutti i possibili scenari futuri verso cui si evolverÃ  la societÃ  dell&#8217;informazione. Ecco, OOXML permette secondo noi di anticipare questi scenari, ODF no. Liberi poi di usare lo standard che si preferisce&#8221;.</p>
<p>Tutto chiaro. Peccato che per la comunitÃ  open source che ha dato il via alle proteste contro OOXML il problema sia proprio questo: &#8220;Il ragionamento non fa una grinza &#8211; afferma Italo Vignoli &#8211; OOXML garantisce maggiore interoperabilitÃ  di ODF. Salvo poi che ODF Ã¨ uno standard continuamente in progress e quindi non Ã¨ detto che quello che non puÃ² fare oggi non lo possa invece fare domani. Detto questo, il punto Ã¨ che per esempio alcune funzioni che OOXML ha in piÃ¹ si basano su software proprietario che la suite Open Office, ad esempio, proprio perchÃ© open source, non potrÃ  mai implementare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nessuno ha mai detto che uno standard debba essere open source&#8221; chiarisce ancora Boccadamo: &#8220;Un open standard Ã¨ un insieme di specifiche efficienti ed efficaci che tutti possono usare e che valgono per tutti nello stesso modo&#8221;. &#8220;Il problema&#8221; ribatte Vignoli &#8220;Ã¨ che perÃ² solo uno, in questo caso Microsoft, puÃ² eventualmente implementarle tali specifiche o modificarle. Tanto che la versione 3.0 di OpenOffice che rilasceremo a settembre di questo anno conterrÃ  le specifiche OOXML, ma solo in lettura. E non potremmo mai implementarle, nemmeno se Microsoft ci desse il permesso. Noi, infatti, come software open source non possiamo comprendere parti di codice proprietario&#8221;.</p>
<p>Il ruolo delle amministrazioni pubbliche<br />
Problemi di lana caprina, forse, e per gli addetti ai lavori. Questioni di principio da un lato, di business dall&#8217;altro. Ma che sempre piÃ¹ spesso si intrecciano fino a confondersi. PerchÃ© dietro a entrambi i modelli, quello open source e quello proprietario, ci sono comunque interessi economici piÃ¹ o meno forti. E in palio per entrambi la decisione di decine di amministrazioni locali e nazionali internazionali, intenzionate &#8211; a torto o a ragione &#8211; a valutare attentamente non solo l&#8217;efficacia dei due standard, ma soprattutto l&#8217;impatto economico e politico che l&#8217;adozione di uno standard rispetto a un altro per i propri servizi puÃ² avere sul mercato e sui cittadini. In altre parole se agevolare posizioni ritenute giÃ  dominanti sul mercato oppure no.</p>
<p>Se infatti l&#8217;Italia non ha ancora deciso, l&#8217;Olanda ha recentemente adottato lo standard ODF per la pubblica amministrazione, cosÃ¬ come hanno giÃ  fatto Giappone, Belgio e Sud Africa. In Francia invece, l&#8217;Afnor, l&#8217;ente che rappresenta ISO nel paese d&#8217;Oltralpe, ha invitato Ecma a far convergere i due standard. Mentre l&#8217;Unione europea ha lanciato il 15 gennaio scorso un&#8217;inchiesta ai danni del Big di Redmond inerente proprio lo standard OOXML. La Commissione intende infatti verificare se Microsoft abbia nascosto informazioni ai competitor, in particolare a quelle imprese che volevano realizzare software compatibili con Windows. A rendere questa inchiesta ancora piÃ¹ scivolosa, il fatto che la Commissione abbia specificato di volersi accertare se il formato definito da Microsoft, Office Open XML, &#8220;sia sufficientemente interoperabile con i prodotti dei competitor dell&#8217;azienda&#8221;.</p>
<p>Sommersa dal clamore che ha avuto l&#8217;offerta pubblica di acquisto contro Yahoo! di qualche giorno fa, &#8220;la guerra dei formati&#8221; sembra essere dunque passata in secondo piano, quando in realtÃ  Ã¨ l&#8217;altra faccia della stessa medaglia. Se infatti l&#8217;Opa da 44.6 miliardi di dollari lanciata contro il numero 2 dei motori di ricerca mira ad aumentare la propria presenza online recuperando fette del mercato pubblicitario, Bill Gates &amp; Co non possono scordare grazie a chi lo hanno potuto fare. Devono, ma soprattutto sembra vogliano, garantire un futuro roseo al proprio gioiello di sempre &#8211; Windows e soprattutto Office &#8211; a quella gallina dalle uova d&#8217;oro che quest&#8217;anno sperano farÃ  guadagnare loro 17 miliardi di dollari, pari a quasi un terzo delle entrate complessive previste per l&#8217;anno fiscale 2008 che si chiude a luglio. E che permetterÃ  a Steve Ballmer, amministratore delegato dell&#8217;azienda, di continuare lo shopping online cosÃ¬ come ha annunciato di fare. Ecco perchÃ© la questione degli standard aperti Ã¨ una delle prioritÃ  per i vertici Microsoft. PerchÃ© non basta voler essere standard &#8220;di fatto&#8221; &#8211; da sempre unico vero obiettivo e ossessione per un&#8217;azienda come Microsoft &#8211; per esserlo sarÃ  necessario anticipare gli scenari possibili prima che lo facciano altri. Prima che lo faccia Google. Convincere i governi fugando ogni dubbio sull&#8217;efficacia, la trasparenza e l&#8217;interoperabilitÃ  dei propri prodotti diventa un must. Diventare uno standard ISO, una strada obbligata.</p>
<p>D&#8217;altra parte la miglior difesa Ã¨ l&#8217;attacco, e Steve Ballmer lo sa. Nessuno meglio di lui lo puÃ² sapere. Proprio adesso che Bill Gates sembra volersi ritirare a piÃ¹ benefiche occupazioni. CosÃ¬ come sa che i prossimi mesi per la sua azienda saranno cruciali. Riposizionamento online da un lato grazie all&#8217;acquisizione di Yahoo! (ma anche di un altro motore di ricerca come il norvegese Fast Search), cosÃ¬ come accordi pubblicitari con importanti partner del calibro ad esempio del Wall Street Journal di Rupert Murdoch. E dall&#8217;altro partnership strategiche, alcune delle quali rivolte alla comunitÃ  open source e agli organismi internazionali per estendere ulteriormente l&#8217;interoperabilitÃ  di Windows e garantire lunga vita al proprio software, grazie al quale Microsoft si puÃ² permettere a sua volta una, dieci, cento Opa da 45 miliardi di dollari.</p>
<p>Tra il mantenimento delle posizioni offline e la riscossa online, l&#8217;azienda di Seattle sta cercando il giusto equilibrio, si sta trasformando, senza perÃ² mai perdere di vista l&#8217;essenziale che, come diceva il piccolo principe di Antoine de Saint-ExupÃ©ry, Ã¨ invisibile agli occhi: il conto in banca.</p>
<p>E se per farlo dovrÃ  rimangiarsi gli strali che proprio lui, Steve Ballmer, lanciÃ² nei confronti di Linux &amp; Co nel 2001 quando paragonÃ² il mondo open source a un cancro che aggredisce la proprietÃ  intellettuale, lo farÃ . Se dovrÃ  ammettere che l&#8217;acquisto di Yahoo! Ã¨ la controprova che il portalone Msn. com e Windows live non hanno raggiunto i risultati attesi, lo ammetterÃ . Se infine dovrÃ  modificare il proprio modello di business alla luce di quanto sta facendo il suo peggior incubo, Google, per diventare piÃ¹ veloce e piÃ¹ open, lo cambierÃ . Anzi, a guardarci bene, pare lo stia giÃ  facendo.</p>
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		<title>Virtualizzare Vista Home e Premium ora si puÃ²</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 15:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un anno di distanza dal lancio del suo ultimo sistema operativo client, Microsoft ha deciso di aprire al mondo della virtualizzazione anche le versioni Home Basic e Home Premium di Windows Vista. La nuova licenza che accompagna questi sistemi operativi permette ora di far girare le edizioni consumer di Vista all&#8217;interno di una macchina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/microsoft_logo.miniatura.jpg" title="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft" alt="Tv via web, server domestico e auto le nuove scommesse Microsoft" align="left" border="1" />Ad un anno di distanza dal lancio del suo ultimo sistema operativo client, Microsoft ha deciso di aprire al mondo della virtualizzazione anche le versioni Home Basic e Home Premium di Windows Vista. La nuova licenza che accompagna questi sistemi operativi permette ora di far girare le edizioni consumer di Vista all&#8217;interno di una macchina virtuale, cancellando cosÃ¬ una delle restrizioni piÃ¹ invise agli utenti desktop.</p>
<p>A beneficiare di questa novitÃ  Ã¨ soprattutto chi utilizza un sistema operativo alternativo a Windows, come Linux e Mac OS X, e desidera far girare Vista in modalitÃ  virtualizzata: ora puÃ² farlo senza essere obbligato ad acquistare una costosa edizione Ultimate o Business. Rimane ovviamente necessario, come giÃ  era in Windows XP, possedere la licenza di ogni installazione virtuale di Windows: l&#8217;unica eccezione Ã¨ rappresentata da Vista Enterprise, la cui licenza prevede la possibilitÃ  di utilizzare altre quattro istanze del sistema operativo.</p>
<p>La mossa di BigM non giunge del tutto inattesa. Lo scorso giugno il colosso arrivÃ² vicinissimo ad eliminare il divieto alla virtualizzazione di Vista Home e Business, ma all&#8217;ultimo minuto cambiÃ² idea: la giustificazione del brusco dietrofront fu che, sotto il profilo della sicurezza, le tecnologie di virtualizzazione non erano &#8220;ancora abbastanza mature per la diffusione di massa&#8221;. Una motivazione che molti trovarono assai debole, dal momento che l&#8217;edizione Business di Vista puÃ² essere acquistata a qualche decina di dollari in piÃ¹ di quella Premium.<span id="more-761"></span><br />
LunedÃ¬ Microsoft ha anche delineato la sua nuova strategia relativa al mercato della virtualizzazione, annunciando accordi e nuovi prodotti con cui intende lanciare un nuovo assalto al leader di questo settore, VMware. Tra le novitÃ  annunciate c&#8217;Ã¨ l&#8217;acquisizione della californiana Calista, una societÃ  che sviluppa una piattaforma per la virtualizzazione degli ambienti desktop.</p>
<p>Microsoft afferma che la tecnologia della neo acquisita, denominata Calista Virtual Desktop (CVD), migliora il supporto alla grafica 3D e al multimedia all&#8217;interno degli ambienti di virtualizzazione desktop. CVD Ã¨ stato progettato per le soluzioni di virtualizzazione client/server, e combina le tecnologie di virtualizzazione classiche con quelle per il controllo remoto, in particolare il protocollo Remote Desktop (RDP) di Windows. In estrema sintesi, CVD permette alle aziende di sfruttare le risorse hardware e software di uno o piÃ¹ server di virtualizzazione per fornire ad un certo numero di client fisici, attraverso RDP, la capacitÃ  di renderizzare la grafica 3D e di riprodurre contenuti audio/video con una qualitÃ  paragonabile a quella di un tipico PC desktop.</p>
<p>Oggi, come noto, Virtual PC e Virtual Server sono in grado di &#8220;emulare&#8221; una scheda grafica di vecchia generazione (diciamo pure &#8220;d&#8217;altri tempi&#8221;), escludendo cosÃ¬ la possibilitÃ  di utilizzare software per la grafica tridimensionale o di attivare l&#8217;interfaccia Aero di Windows Vista. CVD dovrebbe ovviare a tutto ciÃ², per lo meno in ambito aziendale, anche se al prezzo di un significativo incremento dell&#8217;utilizzo della rete. Per minimizzare il traffico scambiato fra server e client, Calista afferma di aver sviluppato una tecnologia di compressione visually lossless capace di accelerare i dati fino a 20 volte e di contenere mediamente il traffico inviato a ciascun client intorno ad 1 megabit.</p>
<p>Microsoft ha inoltre annunciato di aver esteso la propria partnership con Citrix Systems, la stessa societÃ  che lo scorso novembre ha acquisito XenSource, sviluppatrice della celebre tecnologia di virtualizzazione open source Xen. Citrix si Ã¨ impegnata a sviluppare un tool che semplificherÃ  la migrazione delle macchine virtuali fra XenServer e l&#8217;imminente hypervisor di Windows Server 2008, Hyper-V. Le due partner si sono poi accordate per commercializzare congiuntamente &#8220;nuove offerte per il client computing&#8221; basate su Windows Server 2008 e Windows Optimized Desktop: quest&#8217;ultima Ã¨ una suite di tecnologie Microsoft relative a desktop management, user migration e controllo remoto.</p>
<p>&#8220;Con il passare del tempo appare evidente come la strategia di Microsoft sia quella di stringere all&#8217;angolo VMware stipulando una grande quantitÃ  di partnership incentrate sulla virtualizzazione: con Novell, con Citrix e recentemente con Sun&#8221;, scrive il blog Virtualization.info in questo post. &#8220;Forse Ã¨ questo il motivo che di recente ha spinto il CEO di Oracle (Larry Ellison, NdR) a dire che VMware Ã¨ la prossima Netscape&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.punto-informatico.it</p>
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		<title>L&#039;Antitrust assume solo chi conosce Windows e Office</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diffusione dei formati e dell&#8217;utilizzo di Microsoft Office in molti rami della pubblica amministrazione italiana deve aver indotto i promotori di alcuni concorsi di assunzione dell&#8217; AutoritÃ  Antitrust a ritenere che la conoscenza di Office 2003 possa assumere un rilievo di qualche importanza nella selezione dei candidati. Ãˆ quanto si evince dando un occhio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" align="left" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/01/antitrust-150x80.jpg" alt="Lâ€™Antitrust assume solo chi conosce Windows e Office" title="Lâ€™Antitrust assume solo chi conosce Windows e Office" />La diffusione dei formati e dell&#8217;utilizzo di Microsoft Office in molti rami della pubblica amministrazione italiana deve aver indotto i promotori di alcuni concorsi di assunzione dell&#8217; <a href="http://www.agcm.it">AutoritÃ  Antitrust </a>a ritenere che la conoscenza di Office 2003 possa assumere un rilievo di qualche importanza nella selezione dei candidati.</p>
<p>Ãˆ quanto si evince dando un occhio ad <a href="http://www.agcm.it/G11.htm">alcuni bandi </a>emessi in questi mesi. Ad esempio, un concorso che si terrÃ  a fine gennaio per funzionario dell&#8217;Antitrust ( <a href="http://www.agcm.it/agcm_ITA/organiz/PERSONal.nsf/c777e12869086cb9c1256bbc00376482/bea5abc98b6d4abdc125725d002ed9ab/$FILE/AGCMBandoEconomista.pdf">qui </a>il PDF) prevede: &#8220;Nel corso della prova orale saranno accertate, con l&#8217;uso di personal computer, le conoscenze e la capacitÃ  applicativa del candidato in ambito OFFICE 2003 e rispetto alla navigazione in internet&#8221;.</p>
<p>Altrove <a href="http://www.agcm.it/agcm_ITA/organiz/PERSONal.nsf/f925d29ce9194fe5c1256bbc00381bbd/b030c061f07395b6c125725d002fa92e/$FILE/AGCM-2OPc.pdf">si specifica </a>che Ã¨ necessario avere &#8220;capacitÃ  in ambito OFFICE (Windows, Winword, Excel)&#8221;, dove quindi oltre alla suite Microsoft viene definito anche il sistema operativo di riferimento . I programmi citati, come noto, non vengono diffusi esclusivamente in versione Windows .<br />
L&#8217;utilizzo di Office 2003, e magari di Windows, sembra dunque essere decisivo per l&#8217;Antitrust, tanto che quel tipo di conoscenza viene esplicitata come essenziale anche in <a href="http://www.agcm.it/G21.htm">altri bandi di concorso </a>, alcuni dei quali giÃ  scaduti (vedi immagine qui sotto). Si tratta dunque di un tipo di selezione che ha giÃ  portato a delle assunzioni proprio all&#8217;AutoritÃ  Antitrust, ossia all&#8217;organismo deputato a vigilare sull&#8217;apertura del mercato.</p>
<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2008/01/bando1.jpg" alt="Lâ€™Antitrust assume solo chi conosce Windows e Office" /></p>
<p><span id="more-737"></span>Non stupisce che su tutto questo sia piovuta nelle scorse ore la condanna dell&#8217;associazione <a href="http://www.plio.it">PLIO &#8211; Progetto Linguistico Italiano OOo </a>che parla di discriminazione ai danni degli utenti di Open Office , la celebre suite di produttivitÃ  open source.</p>
<p>L&#8217;Associazione rileva anche come da una parte si chieda la conoscenza di Office 2003, dall&#8217;altra invece non venga specificata alcuna tecnologia per la navigazione in Internet, &#8220;che viene citata &#8211; sottolinea PLIO &#8211; in modo generico senza indicare una scelta a favore di uno specifico software (e quindi, di una specifica azienda)&#8221;.</p>
<p>&#8220;La situazione Ã¨ comica e triste allo stesso tempo &#8211; dichiara Davide Dozza , presidente dell&#8217;Associazione &#8211; e purtroppo ci dÃ  una misura delle protezioni e dei favori di cui Microsoft gode a livello istituzionale, anche all&#8217;interno di un ente che dovrebbe &#8211; per statuto &#8211; essere al di sopra di ogni scelta di campo&#8221;. &#8220;Tra l&#8217;altro &#8211; aggiunge Dozza &#8211; la scelta a favore di Microsoft da parte dell&#8217;AutoritÃ  Garante della Concorrenza e del Mercato Ã¨ ancora piÃ¹ singolare, alla luce del fatto che l&#8217;azienda Ã¨ stata recentemente condannata dall&#8217;Unione Europea per pratiche di tipo monopolistico, anche se per un prodotto diverso da Office&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.punto-informatico.it/">www.punto-informatico.it</a></p>
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		<title>Mozilla nomina John Lilly Chief Executive Officer</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 11:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mozilla Corporation ha annunciato la nomina di John Lilly a Chief Executive Officer, ruolo precedentemente ricoperto da Mitchell Baker che prosegue il proprio impegno in Mozilla nel ruolo di Chairman. John Lilly Ã¨ la persona giusta per portare a compimento la maturazione di Mozilla ha dichiarato Mitchell Baker. John ha saputo sviluppare unâ€™organizzazione che Ã¨ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/05/mozilla-150x150.jpg" title="Mozilla aggiorna Firefox" alt="Mozilla aggiorna Firefox" align="left" border="1" /> Mozilla Corporation ha annunciato la nomina di John Lilly a Chief Executive Officer, ruolo precedentemente ricoperto da Mitchell Baker che prosegue il proprio impegno in Mozilla nel ruolo di Chairman.</p>
<p>John Lilly Ã¨ la persona giusta per portare a compimento la maturazione di Mozilla ha dichiarato Mitchell Baker. John ha saputo sviluppare unâ€™organizzazione che Ã¨ integrata nel DNA di Mozilla e dellâ€™open source e che Ã¨ in grado di funzionare a un livello di efficienza estremamente elevato, unâ€™esigenza imprescindibile nel nostro settore.</p>
<p>In qualitÃ  di CEO lâ€™attivitÃ  di John sarÃ  incentrata sul prodotto, sulla tecnologia e sulle attivitÃ  di Mozilla Corporation. Il ruolo di Mitchell sarÃ  invece maggiormente orientato a far sÃ¬ che gli obiettivi e la vision di Mozilla contribuiscano ad apportare cambiamenti in alcuni aspetti dello sviluppo di Internet quali gli standard e lâ€™interoperabilitÃ , il trattamento dei dati e lâ€™utilizzo di meccanismi di mercato a sostegno degli enti di pubblica utilitÃ .<span id="more-736"></span></p>
<p>Sono molto onorato e felice di portare avanti la mission di Mozilla, al cui cuore sta la crescita del Web partecipativo. Il Web costituisce lâ€™innovazione piÃ¹ importante dei nostri tempi, poichÃ© influenza tutto ha dichiarato Lilly. Con migliaia di contributori open source, oltre 125 milioni di utilizzatori e un numero infinito di organizzazioni che fanno affidamento sulla nostra community e sulla nostra tecnologia, Mozilla ha un ruolo unico in questo scenario.</p>
<p>Ho lavorato per diversi anni sia con Mitchell che con John e appoggio pienamente queste scelta, che consentirÃ  alla nostra organizzazione di fare ancora piÃ¹ cose di prima e di farle bene ha dichiarato Mitch Kapor, membro del board ed ex chairman di Mozilla Foundation.</p>
<p>John Lilly â€“ nota biografica:</p>
<p>John Lilly entra in Mozilla Corporation nel 2005 in qualitÃ  di Vice President Business Development e dal 2006 assume il ruolo di COO e membro del Consiglio di Amministrazione. In precedenza John Lilly era stato fondatore, CEO, CTO e VP prodotti di Reactivity, una software house acquisita da Cisco Systems nel 2007. Prima ancora era stato in Apple, Sun Microsystems e Trilogy Software. Lilly ha partecipato attivamente a progetti open source in qualitÃ  di membro dei board per Open Source Applications Foundation e la Participatory Culture Foundation. Lilly si Ã¨ laureato e ha conseguito il master in informatica presso la Stanford University.</p>
<p>Ulteriori informazioni sono disponibili sui blog di Mitchell Baker e John lilly ai seguenti indirizzi:</p>
<p>* Blog di Mitchell Baker: http://weblogs.mozillazine.org/mitchell/archives/2008/01/mozilla_corporation_ceo_and_ch.html</p>
<p>* Blog di John Lilly: http://john.jubjubs.net/?p=622</p>
<p>Mozilla Corporation</p>
<p>Mozilla Ã¨ una comunitÃ  globale impegnata nello sviluppo di software e tecnologia libere e Open Source in grado di migliorare l&#8217;esperienza online di ciascuna persona. Lavoriamo seguendo un processo di sviluppo altamente disciplinato, trasparente e basato sulla cooperazione, sotto il controllo dell&#8217;organizzazione senza fini di lucro Mozilla Foundation. In qualitÃ  di consociata interamente controllata da Mozilla Foundation, Mozilla Corporation si impegna nello sviluppo e nella promozione dei prodotti Mozilla. Questa struttura unica consente a Mozilla di supportare finanziariamente e far crescere una comunitÃ  innovativa, competitiva e di successo. Per ulteriori informazioni: www.mozilla.com</p>
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		<title>LinuxDay 2007, un sabato di festa</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[UniversitÃ , scuole, comuni, centri sociali di mezza Italia. Questi luoghi &#8211; per il settimo anno consecutivo &#8211; saranno invasi oggi da cd, computer e gadget con la faccia di un pinguino chiamato Tux. Ãˆ il simbolo di Linux, il sistema operativo libero e gratuito creato nel 1991 da un giovane studente finlandese Linus Torvalds ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-697" href="http://www.match.it/2007/10/linuxday-2007-un-sabato-di-festa/linuxday-2007-un-sabato-di-festa/" title="LinuxDay 2007, un sabato di festa"><img border="1" align="left" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/10/linux-150x150.png" alt="LinuxDay 2007, un sabato di festa" title="LinuxDay 2007, un sabato di festa" /></a>UniversitÃ , scuole, comuni, centri sociali di mezza Italia. Questi luoghi &#8211; per il settimo anno consecutivo &#8211; saranno invasi oggi da cd, computer e gadget con la faccia di un pinguino chiamato Tux. Ãˆ il simbolo di Linux, il sistema operativo libero e gratuito creato nel 1991 da un giovane studente finlandese Linus Torvalds ed oggi diffuso in scuole, uffici, aziende e, piano piano, anche sui computer di casa.</p>
<p>Le cittÃ  che rispondono all&#8217;appello del <a href="http://www.linuxday.it/">LinuxDay 2007 </a>, coordinate dalla Italian Linux Society, sono 118. Mai cosÃ¬ tante per l&#8217;evento che ogni anno celebra la libertÃ  informatica e la creativitÃ  digitale. In tutte queste cittÃ  i gruppi di fan di Linux (i Lug, Linux User Group) hanno organizzato seminari, convegni, dimostrazioni pratiche. Il fine Ã¨ sempre lo stesso: dimostrare che il software libero, quello che si puÃ² usare, modificare e ridistribuire a piacimento senza problemi di copyright, non Ã¨ solo gratuito ma garantisce sicurezza e stabilitÃ , oltre che innovazione.</p>
<p>Ma gli apostoli dell&#8217;open source mirano anche piÃ¹ in alto: dimostrare che un&#8217;altra cultura informatica Ã¨ possibile. Il software chiuso infatti, per dirla con le parole di Mark Shuttleworth, l&#8217;ex hacker-imprenditore che finanzia Ubuntu, una delle versioni di Linux piÃ¹ note, &#8220;frena l&#8217;innovazione nelle tecnologie, limita l&#8217;accesso ad esse a una piccola porzione del mondo e limita le capacitÃ  dei programmatori di esprimere al massimo le loro capacitÃ &#8221;. L&#8217;affermazione si porta dietro diversi corollari che toccano etica e diritti: tutto approfondito negli appuntamenti che vi segnaliamo qui in basso.<span id="more-696"></span></p>
<p>Il LinuxDay significa per prima cosa toccare con mano Linux. Chi volesse &#8220;aprire&#8221; il proprio Pc portatile basta che lo porti in ognuna delle 118 cittÃ , magari configurato cosÃ¬ come consigliano gli esperti del <a href="http://linuxdaytorino.org/2007/PreparazioneLDT/intro.html">LUG di Torino </a>, per lasciare che mani esperte installino e configurino il sistema operativo. Le versioni di Linux da scegliere sono diverse: Ubuntu Ã¨ la piÃ¹ semplice, Mandriva la piÃ¹ aggiornata con gli ultimi effetti grafici, OpenSUSE dedicata a chi utilizza il Pc per lavoro. Ce n&#8217;Ã¨ per tutti i gusti ed Ã¨ tutto gratuito.</p>
<p>Tutte le grandi cittÃ  sono pronte. A Roma l&#8217;evento sarÃ  ospitato dall&#8217;UniversitÃ  di Tor Vergata e proporrÃ  decine di presentazioni dedicate alla programmazione, alle buone pratiche e alla sicurezza. A Milano gli appuntamenti sono due: l&#8217;associazione culturale OpenLabs, che aprirÃ  le proprie porte a Linux anche la domenica, dedicherÃ  le conferenze alle piÃ¹ avanzate tecnologie distribuite su software libero, mentre l&#8217;evento ufficiale sarÃ  al Leoncavallo dove, in tre aree distinte, si potrÃ  assistere a dimostrazioni, dibattiti e filmati. A Napoli l&#8217;evento sarÃ  ospitato dal centro sociale Officina 99, mentre a Firenze il Linux Day dividerÃ  i propri spazi con il Festival della CreativitÃ  organizzato alla Fortezza da basso.</p>
<p>Grande rilievo Ã¨ stato dato all&#8217;uso di software libero nella scuola. A Trento l&#8217;intera giornata di sabato sarÃ  dedicata al convegno &#8220;Linux a Scuola, strumenti didattici e motivazioni all&#8217;uso del software libero nella didattica&#8221;. Argomenti che saranno trattati a Sapri, Padova, Valenzano (BA), Acireale, Carbonia e Prato. A Bologna verrÃ  descritta l&#8217;esperienza di migrazione dell&#8217;infrastruttura tecnologica al software libero in una scuola della cittÃ , mentre a Grosseto si potrÃ  approfondire il progetto FUSS (Free Upgrade Southtyrol&#8217;s Schools) con cui la Provincia Autonoma di Bolzano ha convertito le scuole a soluzioni informatiche gratuite basate sul software libero. Chi visiterÃ  l&#8217;evento di Brescia, Udine o Varese saprÃ  come realizzare un laboratorio didattico con Linux e con il progetto LTSP (Linux Terminal Server Project).</p>
<p>Ad argomenti tecnologici verranno, come sempre, affiancati seminari e docenze sulle tematiche delle libertÃ  digitali. A Catanzaro buona parte della giornata di domenica sarÃ  dedicata alle discussioni su legalitÃ  e software, ad Avellino si parlerÃ  della Dark Side of the Skype e di 5 buoni motivi per usare le alternative open source di telefonia su Internet.</p>
<p>Di ecologia digitale e consumi alternativi si parlerÃ  nel denso LinuxDay di Cinisello Balsamo, della &#8220;CreativitÃ  al di lÃ  del copyright&#8221; a Lecce, di biodiversitÃ  informatica a VerrÃ¨s (AO), di licenze Creative Commons a Grosseto. A Napoli verrÃ  presentata l&#8217;iniziativa Libreremo, un portale finalizzato alla condivisione e alla libera circolazione di materiali di studio universitario. Anonimato, sicurezza e privacy saranno temi sparsi un po&#8217; dovunque.</p>
<p>Chi ha vecchi computer ed Ã¨ pronto per buttarli dovrebbe prima passare al LinuxDay di Ferrara in cui verrÃ  presentata l&#8217;iniziativa tRicicloPC: un progetto, patrocinato dal comune e da diverse associazioni, di recupero, ricondizionamento e riutilizzo del materiale informatico per evitare sprechi e inquinamento. Tutto, naturalmente, con software libero. Il Trashware, il nome con cui vengono definite queste attivitÃ , sarÃ  approfondito anche a Genova, al Golem di Empoli, a Biella.</p>
<p>Un altro tema Ã¨ l&#8217;impatto dell&#8217;open source nella pubblica amministrazione. A Salerno vi sarÃ  dedicata una tavola rotonda con rappresentanti del mondo politico, sindacale, imprenditoriale mentre al comune di Fermo Ã¨ in programma un Convegno dal titolo &#8220;Internet e software libero: opportunitÃ  per aziende e pubblica amministrazione&#8221; patrocinato dalla Provincia di Ascoli Piceno. Di pubblica amministrazione si parlerÃ  anche a Vicenza, Venezia e Cuneo. Orvieto ospiterÃ  diverse relazioni sul tema &#8220;Opensource 2.0, un&#8217;opportunitÃ  libera per lo sviluppo dl paese&#8221;.</p>
<p>Ad Albano Lucania, in provincia di Potenza, la blogosfera viene declinata all&#8217;open source per spiegare &#8220;come entrare nel mondo del Web 2.0 utilizzando strumenti liberi&#8221;, un argomento simile Ã¨ previsto a Modena e Livorno. A Lodi verrÃ  presentato &#8220;Tarantasio&#8221;, un CD di software libero per Windows; a Trieste l&#8217;OpenDMI, anch&#8217;esso un CD con software open source promosso dall&#8217;UniversitÃ  degli Studi di Trieste. Avvocati e giuristi segnino gli appuntamenti di Pavia (Il pinguino investigatore. Descrizione degli strumenti open source utili per l&#8217;analisi forense), e di Palermo (Juristudio: lo studio nel web. Ovvero Linux per avvocati).</p>
<p>Non mancheranno proiezioni di filmati, guide dal vivo su come abilitare gli effetti speciali, installare software, condividere linux e Windows, mostre con vecchi computer (Retrocomputing), postazioni dimostrative con tutti i possibili utilizzi di Linux. Tutto, ovviamente, gratuito e libero.</p>
<p>Fonte: <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/software/linux-day-2007/linux-day-2007.html">www.repubblica.it</a></p>
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		<title>Microsoft dice sÃ¬ all&#039;UE</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 10:00:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha accettato tre misure &#8220;sostanziali&#8221; per rispettare gli obblighi presi dall&#8217;Unione europea nei confronti del colosso informatico statunitense. Microsoft, assicura l&#8217;Antitrust europeo, &#8220;farÃ  tutti i passi necessari per adempiere gli obblighi contenuti nella decisione della Commissione Ue del 2004&#8243;. E spiega che il colosso statunitense del&#8217;informatica &#8220;si Ã¨ detto definitivamente d&#8217;accordo nell&#8217;effettuare tre cambiamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/05/microsoft-logo1-150x150.jpg" title="Microsoft lancia il display orizzontale" alt="Microsoft lancia il display orizzontale" align="left" border="1" />Microsoft ha accettato tre misure &#8220;sostanziali&#8221; per rispettare gli obblighi presi dall&#8217;Unione europea nei confronti del colosso informatico statunitense. Microsoft, assicura l&#8217;Antitrust europeo, &#8220;farÃ  tutti i passi necessari per adempiere gli obblighi contenuti nella decisione della Commissione Ue del 2004&#8243;. E spiega che il colosso statunitense del&#8217;informatica &#8220;si Ã¨ detto definitivamente d&#8217;accordo nell&#8217;effettuare tre cambiamenti fondamentali&#8221;.</p>
<p>Il primo Ã¨ quello di permettere ai costruttori di software &#8216;open source&#8217; di accedere alle proprie informazioni. Il secondo, quello di abbassare a 10.000 euro il prezzo per avere queste informazioni. Infine, sul fronte dei diritti d&#8217;autore, Microsoft si Ã¨ detta d&#8217;accordo per una licenza mondiale che includa il brevetto, con le royalties che saranno ridotte dal 5,95% allo 0,4%, dunque meno del 7% originariamente richiesto.</p>
<p>Neelie Kroes, commissaria europea responsabile della concorrenza, si compiace della notizia, secondo quanto si legge in una nota. Anche se &#8220;si rammarica del fatto che ci sia voluto tanto tempo, due sentenze della Corte di Giustizia Europea e l&#8217;imposizione di multe giornaliere&#8221;. Bruxelles aveva condannato microsoft nel 2004 per abuso di posizione dominante, una condanna confermata a settembre dalla corte di giustizia di lussemburgo.<span id="more-677"></span></p>
<p>Inoltre, si legge ancora nel comunicato, &#8220;in questi accordi tra sviluppatori terzi e Microsoft, quest&#8217;ultima garantirÃ  la completezza e la accuratezza dell&#8217;informazione fornita. SarÃ  possibile far valere questi accordi di fronte all&#8217;Alta Corte a Londra, essi forniranno rimedi efficaci, incluso i danni per sviluppatori terzi nel caso che Microsoft violi tali accordi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mi rallegro &#8211; ha commentato Kroes &#8211; che Microsoft abbia finalmente intrapreso passi concreti per assicurare piena ottemperanza con la decisione del 2004. C&#8217;Ã¨ da rammaricarsi che Microsoft lo abbia fatto solo dopo un ritardo considerevole, due decisioni di una Corte e l&#8217;imposizione di multe quotidiane. Tuttavia &#8211; ha proseguito il commissario &#8211; le misure su cui la Commissione ha insistito porteranno vantaggi agli utenti di computer riportando competizione e innovazione nel mercato dei server&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Google Phone non sarÃ  un telefono</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 08:00:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fermi tutti, mesi di indiscrezioni, illazioni e anticipazioni potrebbero avere sviato chi sperava di poter presto prendere in mano il primo telefonino made in Google. In rete sono giÃ  circolate alcune immagini, e da tempo si parla dell&#8217;imminente arrivo sul mercato del Google phone, da alcuni giÃ  denominato GPhone. Sembra invece che il progetto segreto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/06/logo-google-150x150.gif" title="Google Gears, dati sempre con noi" alt="Google Gears, dati sempre con noi" align="left" border="1" />Fermi tutti, mesi di indiscrezioni, illazioni e anticipazioni potrebbero avere sviato chi sperava di poter presto prendere in mano il primo telefonino made in Google. In rete sono giÃ  circolate alcune immagini, e da tempo si parla dell&#8217;imminente arrivo sul mercato del Google phone, da alcuni giÃ  denominato GPhone.</p>
<p>Sembra invece che il progetto segreto a cui stanno lavorando gli ingegneri di Google, concentrati sulla telefonia mobile, non replicherÃ  il passo della Apple, che con l&#8217;iPhone Ã¨ entrata nella telefonia. La filosofia sarÃ  diversa: Google sta lavorando a una piattaforma per estendere il suo dominio sulla pubblicitÃ  online anche ai telefonini. Un mercato piccolo, per ora, ma con dei margini di crescita notevoli. &#8220;Il cuore dell&#8217;offerta di Google sarÃ  un sistema operativo per telefoni cellulari basato sul sistema operativo open source Linux&#8221;, spiega il New York Times nel dare la notizia, corroborata da opinioni di analisti e addetti ai lavori. Dunque si tratterÃ  di una novitÃ  software piuttosto che hardware, e secondo gli analisti il colosso di Mountain View non realizzerÃ  il telefono in casa propria, ma lavorerÃ  a fianco dei produttori. I primi device potrebbero giÃ  arrivare sul mercato il prossimo anno. La notizia cambia radicalmente lo scenario.</p>
<p>Intanto conferma quanto detto dal Ceo di Google Eric E. Schmidt, e cioÃ¨ che il mercato della telefonia mobile rappresenta la piÃ¹ grossa opportunitÃ  di crescita per l&#8217;azienda. Secondo, conferma il trend di internet in mobilitÃ  con relativo sbarco sui telefonini della pubblicitÃ  e nuovi modelli di business. Secondo il quotidiano americano il costo dei telefonini che supporteranno il software di Google potrebbe essere almeno parzialmente pagato dalla pubblicitÃ  che si troveranno sullo schermo. Infine, cambia lo scenario competitivo: Google non sarÃ  concorrente di Nokia, Samsung, Sony Ericsson o Apple, ma dei sistemi operativi mobili, come Windows Mobile di Microsoft. Non solo, l&#8217;arrivo della pubblicitÃ  con cifre considerevoli sul cellulare lascia spazio a diversi scenari e modelli di business che coinvolgono in primo piano gli operatori.<span id="more-663"></span></p>
<p>Fonte: www.ilsole24ore.it</p>
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		<title>Firefox, 400 milioni di download</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 10:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-607" href="http://www.match.it/firefox-400-milioni-di-download/firefox-400-milioni-di-download/" title="Firefox, 400 milioni di download"><img border="1" align="left" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/09/firefox-150x150.png" alt="Firefox, 400 milioni di download" title="Firefox, 400 milioni di download" /></a>Firefox festeggia. Il browser open source della Mozilla Foundation Ã¨ stato scaricato 400 milioni di volte ed Ã¨ al momento utilizzato dal 14,54% degli utenti di internet (nel 2005 non raggiungeva neanche il 9%). Un risultato straordinario per il giovane browser &#8211; nato nel 2004 &#8211; che continua a guadagnare consensi e a minacciare il dominio di Internet explorer che da parte sua detiene il 78,67% del mercato. In questi giorni Firefox Ã¨ scaricato in media 500 mila volte al giorno.Â </p>
<p><strong>Forte il radicamento in Europa. </strong>Secondo il dati diffusi da <em>XiTi Monitor, </em>Firefox avrebbe in pugno il 28% del mercato europeo. L&#8217;anno scorso si era fermato al 21%. Quindi, in appena un anno, nel vecchio continente, ha sottratto sei punti percentuali al browser Microsoft. L&#8217;Italia Ã¨ in media con i dati mondiali, il dato si attesta infatti intorno al 14%. Ma gli utenti italiani che scelgono Firefox sono in costante aumento.Â </p>
<p><strong>Nel 2005 i download erano 100 milioni. </strong>Appena due anni fa i supporter di Firefox avevano annunciato i 100 milioni di download e oggi si ritrovano a celebrare un risultato che supera anche le piÃ¹ rosee aspettative. &#8220;Nemmeno le piÃ¹ potenti aziende al mondo possono impedire alla gente di avere un&#8217;esperienza di navigazione migliore, piÃ¹ sicura e piÃ¹ veloce&#8221;, si legge su <em>spreadfirefox.com </em>. Addirittura, secondo le statistiche diffuse da alcune societÃ , in paesi come Slovenia e Finlandia il browser di Mozilla Foundation starebbe per raggiungere il 50% della diffusione tra gli utenti. Dati che fanno riflettere dato che la prima versione del browser, Firefox 1.0, Ã¨ stata rilasciata appena nel 2004, dopo un paio d&#8217;anni di test.Â <span id="more-606"></span></p>
<p><strong>Dubbi sulla sicurezza. </strong>Non tutti sono perÃ² convinti della qualitÃ  di navigazione offerta dal browser della &#8220;volpe di fuoco&#8221;. Due ricercatori, Billy Rios e Nate McFeeters, sono convinti del fatto che le vulnerabilitÃ  che affliggevano la vecchia versione di Firefox siano ancora oggi presenti nel browser e che siano allo stesso modo pericolose per gli utenti. Un problema che consentirebbe a un malintenzionato di rubare dei dati senza che l&#8217;utente sappia nulla. Rios e McFeeters non hanno voluto rilasciare maggiori informazioni a riguardo in quanto hanno creduto fosse piÃ¹ corretto avvertire il team di sicurezza di Mozilla ed eventualmente aiutarli a risolvere i problemi.Â </p>
<p><strong>Il futuro </strong>. Gli autori di Firefox restano ottimismi e ripongono molte speranze nella prossima versione 3 del programma, nome in codice &#8220;Gran Paradiso&#8221;, le cui prime beta dovrebbero essere rilasciate entro la fine dell&#8217;anno. Al di lÃ  di qualche incidente di percorso, i popolo dell&#8217; <em>open source </em>crede quindi fortemente nel suo browser e si dichiara entusiasta delle possibilitÃ  di navigazione offerte e del successo che riscuote. Un risultato ancora piÃ¹ apprezzabile alla luce del fatto che fino a pochi anni fa si riteneva impensabile che avrebbe rappresentato una valida alternativa al browser di Microsoft.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Google Gears, dati sempre con noi</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" align="left" src="http://www.match.org.es/wp-content/uploads/2007/06/logo-google-150x150.gif" alt="Google Gears, dati sempre con noi" title="Google Gears, dati sempre con noi" />Modificare un curriculum che abbiamo in rete, scegliere un itinerario stradale per raggiungere gli amici, aggiornare il nostro profilo sul web, scaricare le foto della vacanze sull&#8217;album in rete: sono alcune delle tante azioni che ormai fanno parte della nostra quotidianitÃ  e che, a pensarci bene, ci rendono sempre piÃ¹ dipendenti dalla connessione. Un limite, questo, che Google si Ã¨ decisa a superare per rendere la vita piÃ¹ facile a chi si trova temporaneamente offline e aprire &#8211; di fatto &#8211; una nuova era dell&#8217;esperienza web. Come? Grazie a Google Gears, ovvero l&#8217;ultima produzione software del colosso di Mountain View, lanciato al &#8220;Google&#8217;s global developer day&#8221; di Londra dove si sono incontrati 5000 programmatori venuti da tutto il mondo.</p>
<p>Â  Destinata a integrare i maggiori browser, Internet Explorer, Firefox, Safari e Opera, questa nuova tecnologia permetterÃ  di accedere &#8211; sempre &#8211; a dati finora disponibili solo quando si Ã¨ connessi: documenti, email, agenda online, news, blog. Con Gears questi dati verranno costantemente salvati sul computer per poter essere utilizzati e variati anche quando la connessione viene a mancare, come per esempio accade quando si viaggia in aereo. Succede che al momento del nuovo collegamento, i documenti su cui si Ã¨ lavorato si sincronizzano con quelli presenti in rete.</p>
<p>&#8220;Vogliamo che l&#8217;esperienza del web online e offline diventi la stessa&#8221;, ha detto Chris Prince, capo del Gears project, presentando a Londra il nuovo sistema, il cui codice Ã¨ anche open source. E, se la nuova tecnologia sarÃ  inizialmente applicata a Google Reader, il colosso americano sta giÃ  pensando a come sviluppare ulteriormente l&#8217;applicazione. Appare chiaro come questo programma completi la sfida che &#8211; di fatto &#8211; il motore di ricerca ha da tempo lanciato al monopolio di Microsoft sul terreno delle suite per ufficio, soprattutto con Google Docs (un word on line e gratuito) e con Google Spreadsheet (che puÃ² sostituire il popolare Excel).</p>
<p>Fonte: <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it" title="Repubblica">www.repubblica.it</a></p>
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		<title>Osservatorio open source ha il suo portale</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2007 11:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riutilizzo, collaborazione e accessibilitÃ  alle risorse open source: gli enti locali potranno rendere pubbliche tutte le loro applicazioni in tema, sul Portale dell&#8217;Osservatorio Open source. L&#8217;Osservatorio open source ha finalmente il suo portale. Proprio nei giorni scorsi Aitech-Assinform ha espresso forti critiche all&#8217;open source calato dall&#8217;alto contro il software proprietario. La Pubblica Amministrazione avrÃ  una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image401" title="Osservatorio open source ha il suo portale" alt="Osservatorio open source ha il suo portale" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/05/opensource-logo.miniatura.jpg" align="left" />Riutilizzo, collaborazione e accessibilitÃ  alle risorse open source: gli enti locali potranno rendere pubbliche tutte le loro applicazioni in tema, sul Portale dell&#8217;Osservatorio Open source. L&#8217;<a href="http://www.osspa.cnipa.it/home/" target="_blank"><font color="#003366">Osservatorio open source</font></a> ha finalmente il suo portale. Proprio nei giorni scorsi Aitech-Assinform ha espresso forti critiche all&#8217;open source calato dall&#8217;alto contro il software proprietario. La Pubblica Amministrazione avrÃ  una chance in piÃ¹ per scegliere l&#8217;open source. Il Portale dell&#8217;Osservatorio open source si dividerÃ  in aree: ASC, Ambiente di sviluppo cooperativo; Vetrina virtuale. Il Presidente del Cnipa Livio Zoffoli scommette sul riuso del software, ma anche sulla cooperazione sui progetti e sull&#8217;interoperabilitÃ , sull&#8217;adozione di formati e standard aperti. Infine, l&#8217;Osservatorio open source del Cnipa ha fornito alcune cifre: si Ã¨ osservato un aumento delle Pa (centrali) che usano anche software open source per i propri sistemi, passando dal 54% del 2005 al 67% del 2006.</p>
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		<title>Java si apre e diventa open source</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2007 11:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="Java si apre e diventa open source" title="Java si apre e diventa open source" id="image393" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/05/pinguino.miniatura.jpg" />Sun Microsystem ha dichiarato ufficialmente che il JDK sarÃ  rilasciato sotto licenza GPL. L&#8217;annuncio arriva dopo anni di richieste da parte della comunitÃ  del software libero e promette forti cambiamenti. Java godrÃ  di licenza GPL. Nonostante l&#8217;avversitÃ  dimostrata da Sun Microsystems nel corso degli anni alle ripetute richieste da parte della comunitÃ  open source di liberare le specifiche del suo linguaggio di programmazione universale, la casa madre di Java ha ora ceduto e dal palco della <strong>JavaOne Conference</strong> ha annunciato che il Java Development Kit Ã¨ ora pronto per essere aperto.</p>
<div id="corpo">Pare dunque superato uno dei problemi principali che Sun aveva sempre citato nella discussione sull&#8217;apertura del suo linguaggio di programmazione, ovvero il rischio della frammentazione e la paura che nascessero mille piccole varianti che avrebbero solo arrecato danno alla diffusione di un linguaggio di programmazione che si vuole presentare come universale. A tale scopo, infatti, ora <strong>la compagnia incoraggia tutti i nuovi sviluppatori di linguaggi derivati da OpenJDK ad usare il Java SE 6 Compatibilty Kit</strong> per testarane la totale compatibilitÃ  con gli standard esistenti.Ad ogni modo <strong>non tutto il codice contenuto nel JDK sarÃ  open source</strong> in quanto Sun non ne Ã¨ proprietaria esclusiva. Per ovviare al problema, nonostante siano in corso trattative con i restanti proprietari dei diritti, Sun medita (con l&#8217;aiuto della comunitÃ ) di sviluppare alternative open source alle porzioni di codice ancora bloccate. Le parti in questione, specialmente quelle correlate a Java 2D, non saranno comprese nel JDK scaricabile ma saranno scaricabili a parte sotto forma di plugins chiusi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.html.it/">www.html.it</a></div>
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		<title>Microsoft vuole entro il 2009 Windows 7</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2007 11:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da poco uscito il nuovo sistema operativo Microsoft Ã¨ giÃ  si parla di quello successivo: Windows 7. Quali saranno i cambiamenti maggiori ? Fathi, Vice Presidente Corporate della divisione Windows Core Operating System, afferma: &#8220;guardiamo fondamentalmente a tecnologie abilitanti. Potrebbero essere gli hypervisor, non so cosa saranno precisamente&#8221;. &#8220;Probabilmente un nuovo modello d&#8217;interfaccia utente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img id="image283" title="Microsoft vuole entro il 2009 Windows 7 " alt="Microsoft vuole entro il 2009 Windows 7 " src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/02/microsoft-logo.miniatura.jpg" align="left" />E&#8217; da poco uscito il nuovo sistema operativo Microsoft Ã¨ giÃ  si parla di quello successivo: Windows 7. Quali saranno i cambiamenti maggiori ? Fathi, Vice Presidente Corporate della divisione Windows Core Operating System, afferma: &#8220;guardiamo fondamentalmente a tecnologie abilitanti. Potrebbero essere gli hypervisor, non so cosa saranno precisamente&#8221;. &#8220;Probabilmente un nuovo modello d&#8217;interfaccia utente per i consumatori&#8221;.Â  Inoltre l&#8217;arrivo di Steve Sinofsky, Senior Vice Presidente della divisione Windows, segnerÃ  un svolta in casa Microsoft. L&#8217;obiettivo sarÃ  di imparare sempre piÃ¹ dalla filosofia open source e dai modelli di lavoro che hanno giÃ  avuto successo, come l&#8217;Office.</p>
<p align="justify">Bill Gates ha dichiarato che il prossimo Windows si concentrerÃ  maggiormente sull&#8217;utente, con le informazioni personali sempre a portata di mano, indipendentemente dal PC con il quale ci si connette.</p>
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		<title>Da Seagate un nuova tecnologia per i telefoni cellulari</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 09:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seagate ha annunciato ufficialmente la tecnologia D.A.V.E. (Digital Audio Video Experience), progetto precedentemente conosciuto con il nome in codice &#8220;Crickett&#8221;. Molto attesa nel settore della telefonia mobile, la piattaforma DAVE permette di archiviare attraverso un collegamento wireless 10-20 Gb di dati in un accessorio piÃ¹ piccolo di un telefonino cellulare ultrasottile. Questa tecnologia Ã¨ stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image271" title="Da Seagate un nuova tecnologia per i telefoni cellulari" alt="Da Seagate un nuova tecnologia per i telefoni cellulari" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/02/logo_seagate.miniatura.gif" align="left" />Seagate ha annunciato ufficialmente la tecnologia D.A.V.E. (Digital Audio Video Experience), progetto precedentemente conosciuto con il nome in codice &#8220;Crickett&#8221;. Molto attesa nel settore della telefonia mobile, la piattaforma DAVE permette di archiviare attraverso un collegamento wireless 10-20 Gb di dati in un accessorio piÃ¹ piccolo di un telefonino cellulare ultrasottile. Questa tecnologia Ã¨ stata realizzata per memorizzare, riprodurre, giocare e condividere file digitali su telefoni cellulari, computer e altri dispositivi in grado di connettersi con i protocolli wireless.</p>
<p>Per chi usa connessioni Bluetooth o WiFi, DAVE Ã¨ la risposta giusta per avere a disposizione grandi quantitÃ  di spazio per lâ€™archiviazione senza modificare il design o il prezzo dei dispositivi portatili. La piattaforma mobile DAVE, costruita per essere facilmente trasportata e con le dimensioni di una carta di credito (dallo spessore di un centimetro), puÃ² essere comodamente sistemata nel taschino della camicia, nello zaino o in una borsa, a condizione che si trovi a non piÃ¹ di 9 metri dal cellulare .<span id="more-272"></span></p>
<p>Inoltre questa piattaforma di archiviazione mobile Ã¨ open source e permette perciÃ² agli sviluppatori di software di realizzare nuove applicazioni per il cellulare, sfruttando la grande capacitÃ  e le prestazioni dei dischi fissi. La tecnologia DAVE viene offerta alle compagnie di telecomunicazioni e ai produttori di ricevitori per telefonini per la vendita, utilizzando i propri brand.</p>
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		<title>OpenOffice arriva la versione 2.1</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2006 11:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OpenOffice.org si rinnova alla versione 2.1. Nell&#8217;aggiornamento, gia&#8217; disponibile per il download, sono numerose le ottimizzazioni rispetto alle precedenti release della suite di produttivitÃ  open source, a partire dal supporto dei 64 bit. Per esempio migliora il programma per le presentazioni, Impress, in grado di gestire monitor multipli, in modo tale da permettere al presentatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image168" title="OpenOffice arriva la versione 2.1" alt="OpenOffice arriva la versione 2.1" src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2006/12/openoffice.miniatura.jpg" align="left" /><a title="Openoffice.org" href="http://download.openoffice.org/2.1.0/index.html" target="_blank">OpenOffice.org</a> si rinnova alla versione 2.1. Nell&#8217;aggiornamento, gia&#8217; disponibile per il download, sono numerose le ottimizzazioni rispetto alle precedenti release della suite di produttivitÃ  open source, a partire dal supporto dei 64 bit. Per esempio migliora il programma per le presentazioni, Impress, in grado di gestire monitor multipli, in modo tale da permettere al presentatore di scegliere su quale di essi visualizzare le slide. Anche foglio di calcolo Calc ha migliorato le capacitÃ  di esportazione in linguaggio Html.<span id="more-167"></span>Â L&#8217;applicazione per basi di dati, Base, infine migliora la funzione di supporto dei file creati con Microsoft Access.</p>
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		<title>Microsoft-Novell, si oppone Linux</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Nov 2006 17:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le recenti parole di Ballmer, Ceo di Microsoft, che vanta crediti e brevetti violati dal mondo del Software libero e open source, non hanno certo contribuito a raffreddare le polemiche da parte dei sostenitori di Gnu/Linux contro l&#8217;accordo tra Microsoft e Novell. A dire il vero a stemperare gli animi ci ha provato Novell rifiutando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le recenti parole di Ballmer, Ceo di Microsoft, che vanta crediti e brevetti violati dal mondo del Software libero e open source, non hanno certo contribuito a raffreddare le polemiche da parte dei sostenitori di Gnu/Linux contro l&#8217;accordo tra Microsoft e Novell. A dire il vero a stemperare gli animi ci ha provato Novell rifiutando le accuse di violazione di brevetto mosse da Ballmer contro il software libero. Ma ai sostenitori di Gnu/Linux ciÃ² che proprio non va giÃ¹ Ã¨ la violazione della licenza Gpl, che rifiuta il il concetto di pagamento per il software libero (il supporto Ã¨ tutta un&#8217;altra cosa), la cui General Public Licence impone il rilascio gratuito, copiabile e modificabile dei codici sorgenti, e soprattutto sotto Gpl. <span id="more-106"></span>Inoltre l&#8217;accordo Ã¨ uno sgambetto a Red Hat e a tutti i distributori di Linux che non sono finiti sotto l&#8217;ombrello protettivo di Microsoft. Novell si impegna a â€œcomprarsiâ€? da Microsoft la garanzia che la societÃ  non muova causa ai clienti di SuSe Linux e di Novell per violazione di brevetto. Ma a violare la licenza non Ã¨ Gnu/Linux, quanto forse l&#8217;accordo Microsoft-Novell.</p>
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		<title>Nokia 770 Internet Tablet con Google Talk</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Oct 2006 20:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nokia, durante la conferenza VON Europe di Stoccolma, ha presentato il nuovo software per il Nokia 770 Internet Tablet. Lâ€™aggiornamento del software OS 2006 include il supporto per le comunicazioni via Internet tra cui lâ€™applicazione preinstallata Google Talkâ„¢. Google Talkâ„¢ Ã¨ il servizio gratuito di messaggistica istantanea di Google che permette di chattare e telefonare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nokia, durante la conferenza VON Europe di Stoccolma, ha presentato il nuovo software per il Nokia 770 Internet Tablet. Lâ€™aggiornamento del software OS 2006 include il supporto per le comunicazioni via Internet tra cui lâ€™applicazione preinstallata Google Talkâ„¢. Google Talkâ„¢ Ã¨ il servizio gratuito di messaggistica istantanea di Google che permette di chattare e telefonare attraverso Internet.</p>
<p>Con la nuova edizione software del 770 la scrittura dei testi Ã¨ ancora piÃ¹ agevole grazie alla tastiera a tutto schermo, la memoria Ã¨ piÃ¹ ampia e il layout dellâ€™interfaccia moderno e accattivante. Inoltre, lâ€™aggiornamento del software offre la modalitÃ  desktop per la visualizzazione domestica che permette al cliente di scegliere tra una serie di applet per accedere velocemente ai servizi di Internet.<span id="more-38"></span></p>
<p>â€œSiamo lieti di offrire questo nuovo software ai clienti del Nokia 770 Internet Tablet. Dal lancio del Nokia 770 Internet Tablet abbiamo ricevuto riscontri molto positivi e anche molti suggerimenti per migliorare le performance che sono state inserite dal nostro team nella nuova versioneâ€? Ari Virtanen, vice president of Convergence Products, Multimedia, Nokia.</p>
<p>â€œLâ€™edizione Internet Tablet OS 2006 Ã¨ compatibile con Google Talkâ„¢ e Jabber, entrambi preinstallati nel dispositivo, applicazioni per la Messaggistica Istantanea e le telefonate via Internet. Grazie a queste caratteristiche gli utenti dellâ€™Internet Tablet possono comunicare tra loro in real time, sia attraverso la messaggistica istantanea sia grazie al Voice over IPâ€?.</p>
<p>Oltre a Google Talkâ„¢, basato su standard aperti e compatibile con tutti i client di messaggistica istantanea che supportano Jabber/XMPP, il tablet integra come motore di ricerca predeterminato Google: soluzione che rende ancora piÃ¹ facile per lâ€™utente reperire velocemente le informazioni.</p>
<p>â€œAmpliando la portata delle comunicazioni in tempo reale, Google Talkâ„¢ fornirÃ  ai clienti un facile accesso a uno dei metodi di comunicazione oggi piÃ¹ diffusi,â€? ha affermato Deep Nishar, responsabile product management, Google Inc. â€œPoichÃ© Nokia ha reso ancora piÃ¹ facile lâ€™accesso al motore di ricerca Google, il cliente potrÃ  reperire le informazioni che desidera in ogni momento e in ogni luogo.â€?</p>
<p>La piattaforma software aggiornata dellâ€™Internet Tablet supporta anche le soluzioni VoIP basate su SIP offrendo alle imprese il vantaggio della banda larga. Alcune applicazioni software indipendenti, come il famoso Gizmo Project di SIPPhone Inc., dovrebbero essere disponibili per il Nokia 770 Internet Tablet. Gizmo Project ha una ricca serie di funzioni, tra cui la capacitÃ  di effettuare e ricevere chiamate dalle reti telefoniche pubbliche.</p>
<p>Il Nokia 770 Internet Tablet Ã¨ un dispositivo portatile dalle dimensioni ridotte che integra la connessione al Wi-Fi ed Ã¨ ottimizzato per le comunicazioni via Internet. Ãˆ dotato di un ampio schermo da 4.13â€? ad alta risoluzione (800&#215;480) con zoom e tastiera a tutto schermo o riconoscimento della scrittura, ideale per visualizzare i contenuti online via Wi-Fi. Oltre alla connessione wi-fi, il dispositivo si collega a Internet anche per mezzo della tecnologia wireless Bluetooth grazie allâ€™utilizzo di un telefono cellulare compatibile.</p>
<p>Lâ€™edizione Iternet Tablet OS 2006 del sistema operativo dellâ€™Internet Tablet, basata sulle tecnologie per desktop Linux e Open Source, sarÃ  disponibile nel corso del secondo trimestre del 2006 in alcuni paesi selezionati di Europa e America. Lâ€™aggiornamento del software potrÃ  inoltre essere scaricato gratuitamente da Internet (<a title="Nokia 770" href="http://www.nokia.com/770" target="_blank">www.nokia.com/770</a>).</p>
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		<title>Internet Explorer contro Firefox</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Oct 2006 19:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con le imminenti release di Internet Explorer 7 (atteso per domani) e Firefox 2.0 (in terza e ultima Release candidate prima del debutto definitivo), alcuni osservatori hanno scritto che siamo all&#8217;alba di una riedizione, riveduta e corretta, della guerra dei browser. La stampa ha riesumato un concetto di cui non si sentiva piÃ¹ parlare dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con le imminenti release di <strong>Internet Explorer 7</strong> (atteso per domani) e<strong> Firefox 2.0</strong> (in <a title="Firefox" href="http://ftp.mozilla.org/pub/mozilla.org/firefox/releases/2.0rc3/win32/it/Firefox%20Setup%202.0%20RC%203.exe" target="_blank"><font color="#003366">terza e ultima Release candidate</font></a> prima del debutto definitivo), alcuni osservatori hanno scritto che siamo all&#8217;alba di una riedizione, riveduta e corretta, della <strong>guerra dei browser</strong>. La stampa ha riesumato un concetto di cui non si sentiva piÃ¹ parlare dai tempi di Netscape contro Internet Explorer 6. Ma siamo sicuri che sia cosÃ¬? Blake Ross, co-creatore di Firefox, non ci sta. <span id="more-5"></span>E dÃ  le sue buone ragioni: innanzitutto, <strong>Firefox Ã¨ ancora un piccolo browser, realizzato da una Fondazione no profit, che si diffonde per passa parola</strong>, mentre<strong> Internet Explorer 7 si propagherÃ  per diktat It e rappresenta la major release, dopo cinque anni di sviluppo</strong> dalla versione 6, d<strong>ella piÃ¹ grande software house del pianeta</strong>, Microsoft. Ãˆ difficile fare paragoni fra Firefox e Internet Explorer, su questo piano. Ãˆ tuttavia vero che <strong>il browser open source di Mozilla ha avuto il merito di riportare Microsoft a rilanciare la palla</strong>, oltretutto prendendo spunto da alcune funzionalitÃ , fiore all&#8217;occhiello di Firefox: il <strong>Tabbed browsin</strong>g e la <strong>ricerca integrat</strong>a. PerÃ² qui, secondo Ross, finiscono le le similitudini. Ma la nuova guerra dei browser, non Ã¨ solo una faccenda tecnologica: presto sarÃ  materia in pasto al business. <strong>La nuova edizione di Internet Explorer sarÃ  soprattutto la porta d&#8217;ingresso alla famiglia Live</strong>, <strong>il gateway per Windows, Office Live e i servizi online di Microsof</strong>t. IE 7 Ã¨ un prodotto chiave per le iniziative Live, come afferma il product manager di IE 7 Gary Schare. Internet Explorer ha tutte le carte in regola per mantenere il proprio dominio nel mercato dei browser, perchÃ© non Ã¨ solo un browser, ma <strong>una delle chiavi di volta business della svolta online di Microsoft</strong>. Microsoft ha fatto nei mesi scorsi <strong>mea culpa per aver ritardato troppo a rilasciare la versione sette</strong>. Microsoft prepara quindi il rilascio di IE 7<strong> come aggiornamento automatico</strong>. Forse, per motivi di sicurezza e stabilitÃ ,<strong> il passaggio alla versione 7 di Internet Explorer verrÃ  rimandato di qualche tempo</strong>. Alcune aziende rinvieranno l&#8217;upgrade insieme a quello di <strong>Windows Vista</strong>, di cui il browser Ã¨ parte integrante. Ma vediamo a che punto siamo nell&#8217;uso dei browser: <strong>attualmente Firefox ha oltrepassato la soglia dell&#8217;11%</strong> secondo tutte le aziende di statistiche Web, ma <strong>Internet Explorer, pur essendo sceso sotto la quota del 90%, Ã¨ saldamente in testa con l&#8217;84%</strong>. La nuova versione di Firefox punta sullo scudo <strong>anti-phishing e sull&#8217;ottimizzato supporto a Rss feed</strong>s per scalare ancora le classifiche. Dunque, Firefox non Ã¨ piÃ¹ un browser di nicchia, ma deve essere preso <strong>in seria considerazione in ambito business</strong>. <strong>Oggi i siti Web devono avere la certezza di essere visti non solo su Internet Explorer, ma anche su Firefox</strong>, questo per non rischiare di perdere utenti. Firefox, arricchito <strong>con 1800 extension</strong>, perÃ² per attrarre maggiore attenzione, <strong>dovrebbe lavorare con piÃ¹ applicazion</strong>i, comprese le nuove versioni di Lotus Notes e Oracle PeopleSoft. Nel frattempo <strong>Mozilla ha giÃ  pronta la roadmap di Firefox 3.0</strong>, nome in codice <strong>Gran Paradiso, in uscita a maggio </strong>(che migliorerÃ  prestazioni a livello corporate, sicurezza, stabilitÃ , e aggiungerÃ  bookmark e history chiamati Places con Rss integrati e favoriti catalogabili). Da parte sua, Microsoft non vuole dormire sugli allori dell&#8217;imminente<strong> Internet Explorer 7</strong> (corredato con <a title="www.ieaddons.com" href="http://www.ieaddons.com/" target="_blank"><font color="#003366">www.ieaddons.com</font></a>): <strong>giÃ  fra 18 mesi uscirÃ  l&#8217;erede</strong>, per stare al passo con la nuova era dei browser. Intanto, la guerra dei browser Ã¨ alle porte.</p>
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