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SSD Samsung da 256 Gb nel 2009
Potrebbero essere disponibili già nel corso del prossimo anno i nuovi dischi allo stato solido (SSD) da 256 Gb prodotti da Samsung. Come dimostrano le recenti novità nel settore, la società coreana intende accelerare il più possibile sulla commercializzazione degli innovativi, e veloci, SSD per i dispositivi portatili. Salvo possibili cambiamenti nei piani aziendali, entro la metà di quest’anno Samsung dovrebbe consegnare le prime memorie SSD da 128 Gb, che andrebbero così ad affiancare i dischi allo stato solido già in commercio da 64 Gb.
Stando alle prime indiscrezioni, i nuovi SSD da 128 Gb saranno vincolati all’acquisto di un PC e non disponibili singolarmente per la vendita. Samsung rafforzerà dunque la propria partnership con Lenovo e Dell, i due produttori che fino ad ora hanno maggiormente collaborato con la casa coreana per l’integrazione delle sue memorie nei loro dispositivi. Jim Elliott, vicepresidente del marketing per il settore memorie di Samsung, ha confermato le intenzioni della società di raddoppiare la capacità degli SSD ogni 12 mesi, fornendo indirettamente una indicazione sul possibile debutto di memorie da 256 Gb nel corso del 2009.
ISP pachistano blocca YouTube per due ore
Due ore di totale black out di YouTube fanno notizia, anche se spesso il server è down, ma ancora di più va sottolineato come il problema fosse totalmente fuori dal controllo di Google. Che non ci fossero cartelli di scuse che promettevano di tornare a breve e cose simili non poteva che essere il preludio di qualcosa di diverso e di più importante.
Infatti non si trattava di manutenzione o di qualche problema interno all’azienda, ma la causa va cercata all’esterno. Dopo due ore di rincorse, indagini e tentativi di ripristinare l’accaduto si è scoperto che a causare il blackout era stato un ISP pachistano che, nel tentativo di bloccare l’accesso al sito di condivisione video, aveva invece causato un blocco totale in tutto il mondo, attirando a sè le richieste destinate a YouTube. La BBC accredita all’ISP ed alla Pakistan Telecom l’origine del misfatto.
Il motivo scatenante il blocco è stato nel fatto che il service provider PCCW aveva deciso di non permettere ai suoi clienti di accedere ad un sito dove erano visibili dei cartoni danesi che prendono in giro Maometto. Ma la tecnica usata per bloccare l’accesso è stata portata avanti con metodologia sbagliata. L’azienda pachistana ha infatti dirottato l’IP di YouTube e ha passato le informazioni attraverso i suoi server così che le richieste di connessione arrivassero all’ISP e potessero essere bloccate. Le informazioni sono perà state mandate per errore agli altri ISP nel mondo che hanno bloccato anch’essi l’accesso dirottandolo nel buco nero creato da PCCW.
