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ISP pachistano blocca YouTube per due ore
Due ore di totale black out di YouTube fanno notizia, anche se spesso il server è down, ma ancora di più va sottolineato come il problema fosse totalmente fuori dal controllo di Google. Che non ci fossero cartelli di scuse che promettevano di tornare a breve e cose simili non poteva che essere il preludio di qualcosa di diverso e di più importante.
Infatti non si trattava di manutenzione o di qualche problema interno all’azienda, ma la causa va cercata all’esterno. Dopo due ore di rincorse, indagini e tentativi di ripristinare l’accaduto si è scoperto che a causare il blackout era stato un ISP pachistano che, nel tentativo di bloccare l’accesso al sito di condivisione video, aveva invece causato un blocco totale in tutto il mondo, attirando a sè le richieste destinate a YouTube. La BBC accredita all’ISP ed alla Pakistan Telecom l’origine del misfatto.
Il motivo scatenante il blocco è stato nel fatto che il service provider PCCW aveva deciso di non permettere ai suoi clienti di accedere ad un sito dove erano visibili dei cartoni danesi che prendono in giro Maometto. Ma la tecnica usata per bloccare l’accesso è stata portata avanti con metodologia sbagliata. L’azienda pachistana ha infatti dirottato l’IP di YouTube e ha passato le informazioni attraverso i suoi server così che le richieste di connessione arrivassero all’ISP e potessero essere bloccate. Le informazioni sono perà state mandate per errore agli altri ISP nel mondo che hanno bloccato anch’essi l’accesso dirottandolo nel buco nero creato da PCCW.
Gara Wimax a quota 106 milioni, Fastweb si ritira
La quinta giornata di rilanci dell’asta WiMax ha fatto un’altra vittima: Fastweb, che si è ritirata definitivamente dalla gara. Sono rimasti in 19 a contendersi le 35 licenze (dai 22 che erano ieri) e ormai dei grandi operatori solo Telecom Italia resta in gioco. E che gioco: il valore dell’asta ha toccato quota 106 milioni di euro, con gli ultimi rilanci, e salirà ancora perché non è affatto finita. Nessuna delle licenze è stata ancora aggiudicata, infatti, perché sono tutte molto contese a suon di rilanci. Si appanna anche la partita di Mediaset (Elettronica Industriale): ora ha l’offerta migliore solo in Abruzzo, nelle altre aree si è fatta superare e già voci di corridoio parlano di un suo possibile ritiro domani.
Si distinguono di contro gli operatori medio-piccoli e oggi in particolare Ariadsl: ha l’offerta migliore per l’area 1 (Lombardia, Bolzano, Trento), 9 milioni di euro. Area presidiata anche da E-Via (gruppo Retelit) e dal provider A. F. T. (Linkem).
Telecom Italia è uscita dalla strategia di attesa e ha fatto per la prima volta grossi rilanci, tanto da presidiare tutte le altre aree. Ha l’offerta migliore per una delle licenze macro regionali nell’area 2 (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Toscana), area 3 (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche), area 4 (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise), area 5 (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), Sicilia e Sardegna. Nell’area 2 è in testa anche A. F. T., mentre Infracom/Acanto continuano a primeggiare in Toscana; Mgm (Odeon Tv) è in Liguria, E-Via in Piemonte.
In area 3, per l’altra licenza macro regionale è in testa Ariadsl. A. F. T. è balzata in testa in Veneto, dove finora c’era incontrastata Fastweb, il cui ritiro è quindi una sorpresa. In area 4 ritroviamo Ariadsl e, in Lazio, A. F. T.
Mediaset è solo in Abruzzo, una delle licenze regionali meno costose (solo 525 mila euro la migliore offerta). Nelle ultime tornate di rilanci si è defilata dai rilanci e così “lascia presagire la possibile intenzione di non proseguire nella gara, decisione che potrebbe maturare nella giornata di domani”, spiega Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto e internet e attento osservatore della gara WiMax. In area 5, Sicilia e Sardegna torna a distinguersi con le offerte, oltre a Telecom, Ariadsl.
